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21 nov 2013

Aleida e la Storia


Aleida era affascinata dalla storia. 
Affogava il silenzio della sera in un ampio calice da vino rosso, sempre mezzo vuoto: tre dita di vino le duravano una sera. "Mai versarsi più di tre dita di vino" le avevano sempre detto, insegnandole quello che avrebbe dovuto fare una donna; in realtà Aleida avrebbe dovuto apprendere che una donna non dovrebbe mai farsi versare più di tre dita di vino, ma questa era un'altra questione. Sorseggiava quel porpora profondo spesso seduta accanto alla sua gatta, che ogni tanto si svegliava a causa del fruscio - probabilmente a suo parere pungente e acido - delle pagine del libro voltate l'una dopo l'altra.
Non le importava se si trattasse di avvenimenti che avevano segnato il tempo per interi Paesi oppure di piccoli passi nella vita di un solo uomo, era lo scandire del tempo, l'avvicendarsi dei fatti ad affascinarla. Immergeva lo sguardo in quelle pagine con la stessa meraviglia con cui annusava il profumo del vino.
 

Un insieme di se si creava nella sua mente ed andava a disegnare mondi diversi, storie diverse per lei, per il suo passato, presente e futuro. Se fossi stata figlia di altri genitori, se non avessi mai camminato a piedi scalzi nei prati nelle sere d’estate, se non avessi mai ricevuto in regalo un fiore di campo o una pannocchia, se nel mio paese non ci fosse l’inverno freddo, se non avessi mai visto la neve; se fossi nata prima, se avessi visto la guerra o la rivoluzione…
Avrebbe potuto continuare per ore, ad ogni se una storia, tante possibilità.
Appena si svegliava da quel lungo viaggio immaginario senza limiti di tempo e spazio, spesso il vino era finito e anche alla notte non restava molto da vivere.
Era quasi l’alba di un nuovo giorno, di una storia ancora da costruire.
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30 ott 2013

#worldszelda [barcollo ma non mollo]

Il blog latita. Le idee scalpitano, ma sono ancora troppo disordinate dunque non posso parlarne, posso - anzi devo, ehm..dovrei - solo dedicargli tempo.
Un appuntamento a cui cerco di non mancare è quello con worlds, di cui ho già parlato più volte. Anche la scorsa settimana ho mandato il mio racconto e proprio oggi è uscito il favoloso pdf gigante che Camilla confeziona per noi...qui worlds - kit #6 è possibile scaricarlo e curiosare tra gli inidizi per la prossima settimana.

Ecco le mie parole, messe in fila dopo averle scovate tra un indizio e l'altro dello scorso kit:

foto da http://zeldawasawriter.com/






Colazione

La tazza,senza manico con un disegno sbiadito che forse una volta somigliava a una giraffa,la trovava già sul tavolo.Il sonno era così denso da non saper quasi distinguere i contorni degli oggetti della casa in cui da sempre vivevano,ma che non gli apparteneva.Non c'erano scale da scendere, né persiane da aprire:le tapparelle erano già alzate e il sole giocava a nascondino con la magnolia di fronte alla cucina.
Versava lentamente nella tazza il latte riscaldato poco prima,le sembrava buonissimo:forse conteneva la dolcezza di un rapporto destinato ad avere poco tempo.Inzuppava i biscotti più volte,su e giù come uno yo yo,fino a quando diventavano morbidissimi,desiderava che quel momento così dolce durasse a lungo.
Prima di uscire giusto due parole sotto al “buongiorno,ti voglio bene”scritto sul post-it,un semplice messaggio che -ancora non sapeva-avrebbe rimpianto per tanti anni.
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26 set 2013

#worldszelda2013 - un gioco di scrittura creativa!


Ho deciso di partecipare a un gioco, un progetto di scrittura creativa che mi ha da subito entusiasmata, forse perché in questo periodo continuo a ripetere che "ho bisogno di qualcosa di nuovo". Camilla, del blog zeldawasawriter, ha avuto questa bella idea di regalarci ogni mercoledì un kit di spunti per raccontare una storia; qui potete trovare il kit #1worlds - kit materiali #1 .
Potete trovare le istruzioni per partecipare a questo link: http://zeldawasawriter.com/2013/09/worlds/
Ecco qui la mia breve storia, scritta di getto su un foglio bianco e solo successivamente ricopiata al computer [il fascino della carta è sempre favoloso!]




WOR(L)DS #1, mercoledì 25 settembre 2013

La nebbia affondava nella tazzina vuota del caffè appena preso.Il confine tra le cose e la luce s'era quasi perso nelle prime ore di quel nuovo autunno ancora sconosciuto.
Quei pochi minuti d'anticipo in stazione le sembravano sempre sospesi tra la notte e il giorno,tra il prima e il dopo,la fine e l'inizio.Di cosa,poi,chissà.
Infilò una mano nella borsa per cercare il biglietto (credendo per un attimo di averlo perso);alzò lo sguardo:il grande orologio all'ingresso della stazione era poco più indietro del suo,così,apparentemente senza una ragione precisa, si incamminò verso il binario a passo svelto.
Incrociò una nonna che teneva per mano una bambina;o forse era la bambina a tenere per mano la nonna.Esitò,perdendosi in quel ritaglio di passato che aveva il sapore del ricordo.
Era quasi tardi,salì le scale di corsa e prese il treno,portando con sé il gusto di una stagione appena nata.
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