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15 feb 2014

#authenticlife7

Sì, sono in ritardo.
No, non mi sono dimenticata del momento #authenticlife della settimana scorsa, è solo su instagram.

#authenticlife7 avrebbe dovuto uscire ieri, ma sono settimane concitate. Pazienza, bisogna avere pazienza.
La morale di questa settimana è: cucinare mi fa stare in pace col mondo, anche nelle giornate più grigie.










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24 gen 2014

#authenticlife 4: biscotti!

Dopo una settimana piena di begli incontri, merende a base di dolci e sorrisi spontenei, cene e discorsi con amici che ci parlano del loro bel sogno che passo a passo sta diventando realtà, nuovi sogni e confronto con chi sa capirmi al meglio, ieri ho ritagliato un po' di tempo per fare i biscotti.
Ho ricevuto un bel regalo, dei timbri per scrivere sulla pasta frolla (eccoli! ) davvero molto divertenti.
Questo è stato il mio authenticlife della quarta settimana dell'anno (già la quarta?!).


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03 gen 2014

primo gennaio - #authenticlife1

L'idea di iniziare il mio primo 52weeksproject  mi è venuta il primo gennaio [giusto in tempo!] grazie a un momento trascorso con mia nonna.
Ho la fortuna di avere ancora entrambe le nonne, due donne molto diverse tra loro ma che da anni condividono un particolare rapporto di amicizia; dico particolare perché mi sembra sempre incredibile come due persone con caratteri diametralmente opposti possano andare d'accordo.

Una delle due nonne abita proprio sotto di me e con lei non ho un rapporto idilliaco; ci vediamo ovviamente spesso - praticamente ogni giorno - e fatichiamo a condividere in maniera genuina i momenti: entrambe abbiamo un carattere molto forte e probabilmente è proprio questo che ci porta a scontrarci.
Alla fine del 2013 mi sono iscritta a un corso di maglia e mia nonna, appena appreso la notizia - dopo la fine delle lezioni -, ne è rimasta colpita. Inutile dire che lei, come la maggior parte delle signore della sua età, è una maestra nel lavoro a maglia e così è nata l'occasione per passare più tempo seduta sul suo divano ad ascoltare ciò che aveva da dirmi a riguardo. Ne sono nate conversazioni davvero interessanti, in cui più che sul lavoro a maglia ho scoperto cose sulla vita di mia nonna, sulle consuetudini della sua giovinezza, sul freddo d'inverno in campagna, sulla profonda povertà in cui ha sempre vissuto ma in cui è riuscita a crescere mio padre con dignità. 
Uno degli oggetti che ha superato indenne i numerosi traslochi da una cascina all'altra (mio nonno era contadino) è stata una macchina da cucire, che la nonna aveva comprato nell'anno della nascita di mio padre, il 1957; non potendo permettersi di acquistarla nuova, ne prese una degli anni '40, già usata. La conserva ancora gelosamente e perfettamente funzionante (ha solo un piccolo problema alle cinghie facilmente risolvibile).

Con i suoi modi un po' burberi la nonna me l'ha fatta provare e, benché lei non si sbilanci mai in esplicite dichiarazioni di felicità o soddisfazione, ho letto nei suoi occhi e sentito nel suo abbraccio una senzazione di gioia. Questo è il primo momento di vita autentica dell'anno, un momento che parte da un rapporto difficile che forse, in qualche modo, a piccoli passi, può migliorare.




                                                                                                                                      • CLà •



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02 gen 2014

52weeks project - authenticlife

Gennaio è arrivato, tra una crisi esistenziale e l'altra.
Ieri - presa da non so quale slancio di ottimismo, in cui mi sono creduta capace di portare avanti con regolarità un progetto per tutto l'anno - ho pensato di iniziare un 52 weeks project, inventandone uno tutto mio. 

Il mio problema personale col tempo credo sia ormai abbastanza chiaro: adoro le cose fatte lentamente, con cura e dedizione ma contemporaneamente vivo in un mondo che va sempre di fretta, in cui io tendo ad essere in ritardo perenne e che, proprio per questi motivi, mi fa venire un'ansia notevole. Guccini cantava "[...] ma sai cosa io pensi del tempo, e lui cosa pensa di me! Sii saggia, come io son contento qui in via Paolo Fabbri 43[...]" ed io ho deciso di cercare di esser "saggia" utilizzando il blog.

Un 365 project mi sembrava davvero troppo ambizioso, dunque ho scelto il 52 weeks [che comunque mi spaventa un po']: cercherò di trovare ogni settimana un momento di vita autentica, attimi vissuti in maniera genuina, piccoli gesti, anche pochi minuti cui il tempo viene un po' sospeso.
Ogni settimana andrò alla ricerca di uno di questi momenti particolari [pubblicherò i risultati ogni venerdì]; si tratta per me di un esercizio personale per guardare a ciò che di bello c'è anche nelle settimane più grigie. 
Il progetto si chiamerà authenticlife e sarà possibile seguirlo anche tramite altri social come twitter https://twitter.com/smilingcla o instagram @smilingcla con l'hashtag #authenticlife e #smilingcla.
Mi piacerebbe che fosse una cosa condivisa, mi piacerebbe non essere sola a lanciarmi in questa piccola ricerca dell'autenticità dei momenti semplici; se qualcuno volesse partecipare, segnalatemelo!

Ne approfitto qui per segnalare un nuovo progetto appena nato, che potrete seguire e acui potrete prendere parte, un po' più corposo e impegnativo del mio: si tratta del "NOTEWORTHY THINGS" (Fuji Instax + Moleskine) - 365 days, 52 weeks projects, all in one di Pretty in Mad.

Sapete, il #ptitzelda2013 è appena finito ed io mi sentivo un po' orfana! Ecco qui il riassunto del mio dicembre 2013 tramite le foto di instagram del progetto ideato dalla carissima Zeldawasawriter










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01 dic 2013

benvenuto dicembre!

Oggi inizia dicembre, il tempo sta volando e tra meno di un mese sarà Natale. Io e il Natale abbiamo un rapporto burrascoso, da bambina mi piaceva, durante l'adolescenza (e oltre) l'ho detestato e solo negli ultimi anni ho iniziato a fare del mio meglio per fare pace con il periodo delle feste, per niente semplice. 
Tra le cose che hanno reso dolce l'attesa del Natale lo scorso anno c'è stato p'tit, un "gioco" su instagram ideato da Camilla del blog Zeldawasawriter [di cui per diversi motivi ho già parlato]. Si tratta di scattare una foto ogni giorno, dal primo al 31 dicembre, che rappresenti un bel momento della giornata e poi condividerlo su instagram con gli hashtag del caso.

 >> Per tutte le informazioni ovviamente potete consultare le istruzioni di Camilla cliccando qui http://zeldawasawriter.com/2013/11/ptit-2013-ci-siamo/  <<

Lo scorso anno il mio percorso è di fatto terminato a Natale, ma quest'anno cercherò di portare il progetto a termine con maggior costanza - se non si fosse capito, la costanza per me è sempre un punto debole! -
Ecco qui i miei momenti ptit dello scorso anno:


Ci sono altri bei progetti di questo tipo, ad esempio Sara di thelapisu organizza il calendario dell'avvento, a cui partecipare con l'hashtag #ilclubdelnataleasettembre: è un progetto carinissimo a cui personalmente però non ho mai partecipato, è leggermente diverso da #ptitzelda2013; potete trovare le istruzioni seguendo su Sara su instagram http://instagram.com/thelapisu.

Sarà possibile seguire i miei dolci momenti in attesa della fine dell'anno sul mio profilo instagram http://instagram.com/smilingcla.

Dicembre è iniziato e, bisogna ammetterlo, essere il Grinch è sempre più difficile!
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25 nov 2013

momenti di leggerezza invernale

Facciamola breve, io e l'inverno non abbiamo un ottimo rapporto.
Tra i rapporti che dovrei migliorare c'è sicuramente anche quello con questa stagione affascinante e rigida.
Ecco la piccola tentazione a cui ho ceduto, in una fredda e grigia mattinata milanese, per ricordarmi che l'inverno sa anche regalare ottimi momenti.






Avevo letto in più siti delle tisane LovOrganic, tutti ne parlavano più che bene e devo dire che non posso che essere d'accordo: questa che ho scelto è davvero gustosa,purtroppo però a mio parere un po' cara ma una volta ogni tanto è bello concedersi qualche "lusso"!
Oggi qui c'è un sole splendido...mi auguro che l'inverno ci regali più spesso giornate colorate come questa!


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25 feb 2013

appunti su una passeggiata verso il voto.

Ho imparato cosa vuol dire andare a votare quando ero piccola e vedevo mio nonno leggere il giornale. Ho imparato che appassionarsi alla politica non vuol dire urlare in piazza contro chi è dello schieramento opposto al tuo: quello non è fare politica, indipendentemente dal fatto che si urli seduti al bar oppure da sopra un palco. Ho capito che bisogna sedersi a ragionare, leggere più di una versione delle cose, perché se uno vuole aprire gli occhi specialmente ora può. Bisogna saper ascoltare e mandare giù qualche rospo, perché la politica non è o bianca o nera. Ho imparato che la politica non è astratta ma è un dovere civico di interesse a ciò che ci circonda, al mondo in cui viviamo, dal piccolo al grande, dal nostro vicino di casa a chi abita dall'altro capo del nostro stivale - ormai tutto da sistemare - .
La politica, mi è stato insegnato, significa interessarsi, tenere le orecchie aperte e gli occhi svegli.
È una scelta, non solo il giorno del voto. È un approccio, un modo di vedere le cose e di cercare di portarle avanti.
Ieri ho votato, mandando giù qualche rospo ma con la speranza ancora accesa, la stessa speranza che aveva mio nonno, un uomo un po' rude a cui però si illuminava lo sguardo all'idea di un cambiamento di rotta.

• CLà •
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20 feb 2013

• Milano mi abbraccia, ma la campagna mi culla. •

Nel poco tempo che riesco a ritagliarmi tra una lezione e l'altra, il mese scorso ho camminato un pochino per Milano.
Ho scoperto che:

  • anche a Milano il cielo può essere azzurro [azzurro davvero!]



  • a volte Milano ti abbraccia, quando meno te lo aspetti:



  • in città ci sono degli angoli, delle vie, in cui il colore che da sempre amo spunta fuori di colpo, sorprendendomi e facendomi sorridere [grazie, rosso!] :




Ho capito quindi che cercando bene, posso trovare qualcosa di bello anche qui, dunque continuerò su questa strada per sorridere a Milano!

Infondo al rullino scattato con la mia Sardina, ho ritrovato una foto che mi ha fatto capire [per giunta in un momento di stanchezza estrema, in cui mi chiedo chi me l'ha fatto fare di continuare ad andare su e giù dalla campagna alla città ogni giorno] perché adoro tornare a casa:




 
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18 feb 2013

Ciao, Grande Uomo

Il lunedì non è iniziato bene, lo ammetto. 
Non vorrei mai trascinare questo malumore più del dovuto.

Ho affondato le mani tra i ricordi custoditi negli album di foto di famiglia, riascoltato vecchi pezzi, quelli che hanno accompagnato la mia infanzia. Una voce, in particolar modo, mi segue da quando ero piccola (anzi, da quando ancora me ne stavo beata nel pancione!), quella di Augusto Daolio. Oggi sarebbe il suo sessantaseiesimo compleanno; ricorre oggi anche il compleanno di Fabrizio De Andrè e di mio nonno, un nonno che non ho mai avuto la fortuna di conoscere.

La figura di Augusto non è stata celebrata come quella di altri artisti strappati via da qui troppo presto, ma nella sua barba secondo me cullava un'infinita dose di poesia.
Parole semplici, timbro spettacolare, riflessioni intelligenti e acute, amore per la Vita espresso in ogni modo, scrivendo, disegnando, cantando; un sorriso sincero fonte di ispirazione per i momenti bui.






Il modo migliore per avvicinarsi a lui sono proprio i suoi scritti e i suoi dipinti, per andare al di là della figura di "cantante dei Nomadi"; ecco la sua breve autobiografa:


"Sono nato il diciotto febbraio 1947 a Novellara di Reggio Emilia, nel cuore della notte mentre freddo e brina duellavano con rami secchi di pioppie tigli. 
Sono nato al caldo e mi hanno chiamato Augusto, come un nonno che non ho mai conosciuto. Il cognome Daolio mi è stato dato da un uomo semplice e a suo modo dolce e complice. 
Dall'età di sedici anni canto in un gruppo che si chiama Nomadi, scrivo canzoni e giro il mondo. 
C'è un altro mondo dentro di me che racconto con il disegno e la pittura, lo faccio da parecchi anni e alberi, rocce, cieli, lune, ombre e altro popolano questi miei racconti. Ho esposto in giro per l'Italia, ho illustrato dischi, libri, cartoline, manifesti. Non disegno per riempire un vuoto ma per vuotare un pieno che è dentro di me e preme. Una specie di confessione, prima ad uno spazio bianco, poi ad occhi che guarderanno. 
Ho lo studio a Novellara in via de Amicis, il numero credo sia il quarantaquattro, non ho il telefono ma montagne di libri e di oggetti. 
Le notti invernali nella bassa hanno ancora il profumo delle mele sull'armadio."

 

Potete scoprire altro su Augusto visitando il sito http://www.augustoperlavita.it
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16 feb 2013

- appunti su sogni fuori tempo

Chissà che cosa cerca la gente, in questo suo continuo correre. Correre per me è contro natura, una violenza quotidiana che mi auto-infliggo senza volerlo, forzatamente.
L'altro ieri, tra una chiacchiera e l'altra al telefono, mi è stato chiesto di fantasticare su come vedrei un mio futuro indipendente (lasciando stare che l'indipendenza di questi tempi è un'impresa ardua, ai limiti dell'impossibile), e... TAATAAAAN: I MIEI SOGNI SONO FUORI TEMPO RISPETTO AL MONDO REALE! Sorpresa? Non troppo, ma devo dire che mi sono messa a riflettere e un po' d'ansia mi è venuta, complice anche l'ascolto dell'opera 34 di Schönberg* - dodecafonica ma bella, giuro bellissima, solo un po' angosciante -.
Il domandone è: come la mettiamo coi sogni? Già, perché se i sogni da bambina si sono abbandonati diciamo tra le elementari e le medie, con una consapevolezza della realtà figlia dei troppi telegiornali o peggio della tv pomeridiana, allora molti problemi sono già risolti: a quasi 25 anni sarete già laureati in economia e commercio o in giurisprudenza, pronti per qualche esame di Stato da sostenere, oppure già con un lavoro regolare e con orario fisso, trovato quasi subito dopo le superiori (giusto dopo un breve periodo di pausa per gustare il sapore della libertà post esame di maturità). Beate/i voi.
Io dopo la maturità quella sensazione di aver chiuso un capitolo l'ho avuta ed è stata più liberatoria che mai, me ne sono andata sbattendo la porta ed aprendo i libri che sognavo, così lontani dalla realtà che avevo vissuto e così vicini ai miei sogni di bambina. Sono seguiti tre anni fatti di tante cose, anche di sacrifici, anni che ho amato come si ama qualcosa che si incontra per la prima volta eppure si ha la sensazione di conoscere da sempre. Forse proprio per questo per me la laurea non è stata una liberazione ma una specie di trauma. Nel pieno di un disorientamento che non volevo ammettere ho fatto una scelta che s'avvicinava a qualcosa di razionale ed ho clamorosamente sbagliato. Sono caduta, mi sono rialzata ed ora ho ripreso le fila dei miei sogni: studio ciò che amo e le ore china sui libri pesano meno. Mi addormento spesso senza accorgermene, nel tentativo disperato di studiare quando sono troppo stanca, ma - come mi è stato fatto notare - magari in un futuro, quando avrò realizzato i miei sogni, sarà bello raccontare la fatica fatta per raggiungerli.
Dei miei sogni fuori tempo sono certa di non conoscere ancora tutto, ma alcune cose le so:
  • da bambina, anche se con un disegno poco dettagliato, avevo già chiaro in testa il mio progetto
  • questi sogni hanno bisogno di molta pazienza, che di certo non é la mia dote fondamentale, quindi posso dire che hanno bisogno di davvero tanto impegno
  • la razionalità ferisce i miei sogni, anzi, riapre ferite quasi guarite e ci versa dentro del sale
  • i miei sogni hanno un loro posto, che cresce nei miei pensieri e che necessiterá di molto lavoro e dell'aiuto di persone giuste per essere creato [ma confido anche nella buona riuscita di wuesto spazio concreto]
  • tutti i miei sogni, tutti quanti, anche quelli più "banali" hanno un legame con la materia che ho chiesto di studiare quando ancora non sapevo leggere

È bello pensare che istintivamente avevo già scelto a 5 anni e mezzo, è come se tutto fosse dentro di me, quindi sicuramente avrò le forze per capirlo e realizzarlo.


Sì, i miei sogni sono fuori tempo [non mi trovo bene nelle grandi città che corrono, non amo la confusione ma solo la buona compagnia, adoro "perdere tempo a tavola" e fare un sacco di altre cose "inutili"] ma forse ho capito che conviene assecondarli.



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13 feb 2013

"stanze di vita quotidiana"

"Stanze di vita quotidiana" è un album di Guccini del 1974, molto particolare. Diversi dei pezzi sono stati riproposti live nella maggior parte dei suoi tour, ma di certo non è l'album più frequentato dai fans. Ognuno dei brani inizia il suo titolo con la parola Canzone, parola scritta con la lettera maiuscola non a caso. 
Non è questo il momento per mettermi a scrivere seriamente di quanto la storia della musica italiana sia legata alla Canzone d'Autore, e a quanto il presente di questa storia mi faccia rimanere quanto meno perplessa (che diplomatica che sono...) ; diró solo che in questi giorni in cui sono chiusa in casa a studiare (ovviamente musica,come sempre) e la sera per la prima volta devo seguire il Festival di Sanremo con sguardo critico, in prospettiva di un lavoro interessante verso cui sono curiosa ed entusiasta, mi sto facendo molte domande su come sia cambiato tutto.

Probabilmente mi prenderò altro spazio e altro tempo per buttar giú qualche riga meno di fretta, ora lascio solo qualche scatto di questi giorni che altrimenti potrebbero sembrare svaniti nel freddo biancore della neve. Ecco le mie stanze di vita quotidiana.


merenda e studio in controluce
eccomi in modalità critica selvaggia - molto casalinga -

meravigliosi colori che tengono compagnia



riserva di graffette colorate, per fermare fogli e pensieri

layla






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10 feb 2013

una notte e un giorno.

Ritagliamoci un giorno.
Io scelgo questa notte, per aspettare la neve con te.
Tu prenditi un giorno per me, fa il modo che sia domani.

Costruiamo un pupazzo con la neve che scende da solo dove tu sai: mettiamogli gli occhi a bottone, per il naso una carota, e la tua cuffia. Prendiamo un bastone, anzi una pala, e mettiamogliela in mano. E se le mani non le ha, immaginiamole! Costa così poco!
Lo senti il freddo sulle mani? Un po' di neve, non si sa come e perché, entra sempre dai guanti.
Ma non importa...giochiamo ancora un po', è bello sentirti ridere.

Sappiamo che è ora di rientrare, ma non riusciamo a dircelo... e tutte e due sappiamo perché.
Gustiamoci insieme il nostro pupazzo che sembra guardarci, col respiro appanniamo il vetro della finestra su cui vedo l'impronta della punta del tuo naso.
Sento il tuo profumo; e una giornata non basta.



Non basterebbe, ma sarebbe meravigliosa.



• CLà •



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06 feb 2013

buon compleanno! giochiamo?


Sai cosa c'è? Io i compleanni, i miei compleanni, non li ho mai capiti bene. A volte l'idea mi piace, altre no; ma ad ogni modo, quando arrivo al giorno del mio compleanno generalmente faccio finta di niente. Anche questa volta, per questo compleanno, è successo così: avevo buoni propositi, idee sorridenti ma poi...boh

Stasera però, davanti a una buonissima birra, io e una delle mie più care amiche ci siamo scambiate i ragali di Natale ed è stata una serata in cui il significato della parola serenità è stato davvero chiaro.
Sono in ritardo, ma non importa, non mollo l'idea di farmi un regalo, di iniziare il gioco che avevo in mente per sorridere a questo primo anno del blog, che ha cambiato colori proprio come me, ha cambiato tono, proprio come i miei pensieri.

Il gioco che avevo in mente è un modo per cercare i colori anche nei periodi no: sceglierò un colore al mese e sul finire del mese stesso vedrò cosa è successo tra me e quel colore, quante e quali "cose" avrò trovato di quel determinato colore sul mio cammino?
Un mese, un colore. Quindi 11 mesi da qui alla fine dell'anno, dunque 11 colori. Riuscirò a trovare 11 "cose" ogni mese? Chissà, inizio pian piano, un passo per volta e come sempre i programmi possono cambiare in corso d'opera...come nei giochi dei bambini le regole si creano spontaneamente e vale un po' tutto!

Il colore per questo febbraio è l'arancio, quanti ne troverò?

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04 feb 2013

una domenica tra le strade di casa

Ieri era domenica, ed io, che sto imparando ad affrontare meglio quello che da anni considero il giorno più "inutile" della settimana - e conseguentemente quello speso peggio - mi sono gustata il profumo dei gesti semplici di chi per una vita intera si è sempre preso cura di qualcun'altro, mia nonna. Non so come fossero le strade di questo paesino nel 1932 quando lei è nata, ma dai suoi racconti, sempre lunghi e pieni di divagazioni incredibili, riesco ad immaginare le case, i colori sbiaditi, le scarpe bucate di chi muoveva i suoi passi nel dopoguerra per le strade del posto che è da sempre casa mia.

Scavare nel passato non è un'esigenza chiara, uno di quei bisogni che si manifestano quasi di colpo, magari in risposta a giornate grigie o a momenti senza perché, come ad esempio mi succede quando mi infilo il grembiule e affondo le mani tra uova, latte e farina; scavare nel passato è un'esigenza intrinseca, un bisogno simile a quello che mi ha fatto scoprire e mai più lasciare la musica. Qualcosa che non si spiega, si fa e basta. Anche senza volere, anche se fa soffrire, arrabbiare, piangere.
"La malinconia non è uno stato d'animo" diceva  Guccini, ed io non posso che essere d'accordo. Quando si va alla ricerca del passato, specialmente delle proprie radici, si scopre che la malinconia è semplicemente un gesto, un momento, uno sguardo che resta. Non è triste, come tante volte si tende a descriverla, né tanto meno negativa.

Ieri  ho incontrato la malinconia nello sguardo di mia nonna mentre parlava del significato di oggetti tirati fuori dal fondo di larghi cassetti, una malinconia dolce e sincera, cullata dal tono della sua voce sempre squillante, incrorniciata da un sorriso spontaneo. Ho immaginato i suoi capelli rosso ramato intrecciati, il portamento di mio nonno ancora giovane, mi sono emozionata ascoltando il racconto del loro fidanzamento; ho ascoltato attenta i legami di parentela che mi legano a persone di cui conosco solo il nome,  ho ripercorso il tempo, la storia di queste famiglie di lavoratori instancabili da cui vengo, guidata dal susseguirsi delle parole, fino ad arrivare a ritratti di volti di cui non possediamo nemmeno una fotografia. Ho immaginato la guerra scivolare rapida e terrificante per queste strade a cui sono così affezionata, ho tirato un sospiro di sollievo ad ogni lieto fine; ho dipinto nella mia mente diversi visi, ognuno con un particolare, ognuno con una voce, uno sguardo, un segno che mi permettesse di renderli famigliari, quasi ad arrivare a trovare in me delle somiglianze con alcuni di loro.
Affondo le mie radici in questa famiglia così autentica, piena di storie, piena di perchè, e ne sono felice. Mi piace pensare che ciò che tanto ho amato di mia madre fosse prima in qualcun'altro, che quello spirito libero, quel sorriso, quel carattere, siano nati tra queste strade chissà quanti anni fa e che ora sia io, almeno in piccola parte, a portarli avanti.


La primavera a piccoli passi sta arrivando, ed io la sento già dentro da tempo, una primavera che viene da lontano.

Apro il cuore alla curiosità. Mi sento fortunata.



• CLà •



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03 feb 2013

• buongiorno •

Buongiorno e buona domenica! Finalmente stamattina c'è il sole ed io ho passato uno di quei sabato sera da ricordare: a letto dalle 23.30, ma con più di due ore di sonno precedenti, ovviamente sul divano! 
Un buon inizio di giornata è l'ideale per cullare nuove idee ed organizzare nuovi progetti... Clelia è in gran forma ed io voglio prendere esempio da lei! 






» tanti sorrisi «


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30 gen 2013

di giornate grigie di nebbia e di pensieri

I "giorni della merla", che dovrebbero essere i più freddi dell'anno, sono iniziati ieri ed io che del freddo non ne posso più già da mesi (per me spesso anche ottobre è un mese freddo!) sono corsa ai ripari portando a casa un po' di primavera. 



 



Gli effetti positivi dei miei acquisti si sono fatti sentire già oggi, giornata di nebbia, sbalzi d'umore, pensieri confusi e cose da fare/scadenze da rispettare (con ovvie code obbligatorie in uffici vari). Tornata a casa mi sono concessa un thé caldo; devo dire che questa vita perennemente in ritardo mi mette non poca ansia. 
E' iniziato il conto alla rovescia al primo appello d'esame (che poi è in realtà un pre-appello non ufficiale, giusto per togliersi metà programma dall'ammasso di esami che mi toccheranno a giugno-luglio in conseguenza del fatto che tutti i corsi sono annuali), meno di un mese per un programma molto denso.
Ho deciso che Clelia sarà la mia compagna di studio, come si fa a non sorridere alla sua testolina di quel rosso aranciato?!
Piccole stramberie (o "banalità") quotidiane che mi aiuteranno a tirare le fila della confusione che ho in testa e ad uscire da questo lungo inverno.


• CLà •



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28 gen 2013

parola di Charlie Brown! :)


Un weekend tra casa, colori, nuove idee, tipici sbalzi d'umore e semplicità.








E con i consigli dei Peanuts sono pronta per ripartire!




Sono armata di buoni propositi, sorriso e idee!
[Vorrei il sole, però...Graaazie!]




• CLà •
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24 gen 2013

Smiling Clà - finalmente! -

Con circa un mese di anticipo sulla data del primo compleanno di questo blog, ecco una rivoluzione di colori e una nuova sfida. La rivoluzione è evidente, trovare i giusti colori non è mai semplice ma questi proprio somigliano a ciò che sono ora.

I colori sono ciò che cercherò in questa prima nuova sfida, la sfida con la città che più sembra distante da me ma in cui praticamente ogni giorno mi trovo a vivere le mie giornate...Milano.

In quest'anno i cambiamenti sono stati tanti, di certo ora sono più stanca dell'anno scorso ma anche molto più vicina all'idea che ho di me stessa e quindi di certo maggiormente predisposta a cercare il buono delle cose. La sfida è proprio questa: trovare del buono in Milano. Già l'anno scorso avevo fatto un tentativo di "sdrammatizzare" il mio rapporto pessimo con la città ("Milano:istruzioni per l'uso) ma quest'anno l'approccio è diverso - forse perché la sono io - : non solo sdrammatizzare ma soprattutto osservare il bello e vivere bene nello spazio in cui mi muovo.

Inauguro dunque una nuova sezione del blog "Clà • [lo]V[e]S • Milano" , impegnandomi a tenerla aggiornata e a sorridere a ciò che di bello andrò trovando e...cercando!

Ho altre novità in mente ma...un passo alla volta! Infondo il compleanno non è ancora arrivato, ed io sono magicamente in anticipo con le [auto] sorprese!
Intanto ecco un po' di foto della scorsa settimana, in cui ho iniziato a pensare e a guardare con occhi nuovi.


musica gitana in Corso Vittorio Emanuele

trovare il libro giusto, in formato taccuino, raddrizza anche la giornata più storta.

fuori piove e questa piantina sembra voler entrare dalla finestra. [evviva i colori!]


A presto,

• CLà •






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30 dic 2012

TAVOLA DELLE SUCCESSIONI ARMONICHE ABITUALI [ovvero come MODULARE dal 2012 al 2013]

  • L'anno, formalmente, inizia a gennaio e finisce a dicembre; si contrappone così al nuovo anno accademico che - da questo 2012 in Conservatorio - inizia a novembre e probabilmente non finisce mai.
  • L'anno (il 2012), formalmente, era iniziato a gennaio scorso; in realtà il 2012 aveva già cominciato ad imporre quella che sarebbe stata la sua "personalità" nel finire del 2011, con almeno tre mesi di anticipo sulla sua data d'inizio convenzionale. 
  • In un anno possono capitare diverse cose, che comunque andranno a costituire un ciclo. [tradotto: chiusa una porta, si apre un portone. Basta saper chiudere la porta con decisione ed aver un po' di pazienza.]
  • In un anno per forza di cose, la serenità non regnerà sempre sovrana (se pensi che tutte le sfighe siano capitate a te, pesa bene le parole e rifletti sul significato di "sfiga"): è comunque compito nostro cercare di liberarsi dei pesi inutili ed evitare di addossarsi le paranoie altrui. Aiutare gli altri non corrisponde a demolire se stessi.
  • In un anno può capitare di cambiare idea, anche spesso, anche non su cose piccole tipo il gusto preferito della pizza. Nel 2012 ho cambiato idea, con fatica, su grandi scelte. Il percorso per crescere e somigliarsi è lungo e richiede impegno, costanza e coerenza [e dura sicuramente più di un solo anno; non ha scadenze].
  • L'anno sembra lungo in alcuni periodi, mentre in altri pare sparire in un attimo: nessuna delle due sensazioni è totalmente veritiera. Ogni momento ha un suo perché, così come ogni dubbio ed anche ogni istante di serenità; bisogna imparare ad osservare ed assaporare.
  • L'anno ha delle scadenze, si va di fretta [anche troppo spesso]; alcune cose non andrebbero mai fatte di fretta. Il 2012 è stato tutta una corsa, iniziata prima del previsto a cui domani, in qualche modo si metterà un punto.

Cogliere l'occasione di alcune ricorrenze da calendario per fare il punto di cosa è andato e cosa no, per dare il giusto peso alle cose, serve e non è banale. Così come serve fantasticare su ciò che sarà il nuovo anno pronto ad iniziare (ora formalmente, ma in realtà anche questo 2013 è già cominciato da un po'!), sia sognando in grande, sia tenendo stretto il buono dell'anno passato per iniziare a disegnare su un bel foglio bianco con tutti i colori più belli.


SAME OLD BLUES
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07 dic 2012

dicembre - natale - paura&delirio/stupore&sorrisi

La sfida natalizia di fare le cose con metodo [che poi per me è una sfida non solo natalizia ma generale].
Oggi è il 7 dicembre, è Sant'Ambrogio e mai mi sono sentita così grata a qualche santo: finalmente un venerdì senza sveglia alle 5.30! Avendo dormito ben tre ore in più del solito, mi sono lanciata nell'impresa di comprare i regali: bardata con mega sciarpa e cappotto sono salita in macchina, borsa corolata a tracolla e via pronta per andare a Piacenza con una lista di nomi in tasta e un'altra di idee per un solo nome.
Forse avrei dovuto capire che la giornata sarebbe stata strana già al mio risveglio, quando la prima cosa a cui ho pensato è stata: "che voglia di strutturalismo (musicale)!"... Ecco, non è da me svegliarmi con voglie del genere: di solito il primo pensiero è la colazione, al massimo il numero di strati da indossare per non avere freddo ma non di certo lo strutturalismo musicale. A volte mi è successo di svegliarmi con una canzone in testa, oppure con una strana volontà di iniziare bene la mattinata ascoltando qualcosa di tipicamente mozartiano, per rilassare i nervi - spesso già tesi, appena aperti gli occhi- , ma oggi no. Dopo la colazione questa voglia ha iniziato a fluttuare e mutare, passando da una cosa all'altra, senza senso preciso: Luigi Nono - Dave Matthews, Luciano Berio - Bach [solo pezzi per violoncello suonati da Yo-Yo Ma], James Taylor.
Sì, avrei dovuto capire che sarebbe stata una giornata strana.

Sono andata a Piacenza, decisa a non essere in Grinch quest'anno. Sto facendo del mio meglio per non odiare dicembre e devo dire che i risultati già un po' si vedono.
Oggi, invece di reagire al freddo polare solo chiedendomi perché ancora io non abbia deciso di trasferirmi a Cuba, sono entrata in un negozio e ho comprato una cuffia di un colore bello ma improponibile-inabbinabile-indescrivibile..che quindi già adoro. Un bel sorriso al nuovo acquisto e, perché no, anche a me col naso rosso.

Ovviamente non ho trovato tutti i regali e su alcuni ho ancora il vuoto in testa ma ho una cuffia nuova e quattro evidenziatori colorati pronti per essere usati. Già, perché dopo esser riuscita a mantenere la calma e il buon umore nel primo giro per regali natalizi, sono tornata a casa sotto la neve, ed ora sono pronta per iniziare a studiare (nonostante il sonno) mentre guardo il balcone imbiancarsi e - colpo di scena - sono quasi stupita come da bambina.

Che strano dicembre, quasi quasi mi piace.


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