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26 set 2013

#worldszelda2013 - un gioco di scrittura creativa!


Ho deciso di partecipare a un gioco, un progetto di scrittura creativa che mi ha da subito entusiasmata, forse perché in questo periodo continuo a ripetere che "ho bisogno di qualcosa di nuovo". Camilla, del blog zeldawasawriter, ha avuto questa bella idea di regalarci ogni mercoledì un kit di spunti per raccontare una storia; qui potete trovare il kit #1worlds - kit materiali #1 .
Potete trovare le istruzioni per partecipare a questo link: http://zeldawasawriter.com/2013/09/worlds/
Ecco qui la mia breve storia, scritta di getto su un foglio bianco e solo successivamente ricopiata al computer [il fascino della carta è sempre favoloso!]




WOR(L)DS #1, mercoledì 25 settembre 2013

La nebbia affondava nella tazzina vuota del caffè appena preso.Il confine tra le cose e la luce s'era quasi perso nelle prime ore di quel nuovo autunno ancora sconosciuto.
Quei pochi minuti d'anticipo in stazione le sembravano sempre sospesi tra la notte e il giorno,tra il prima e il dopo,la fine e l'inizio.Di cosa,poi,chissà.
Infilò una mano nella borsa per cercare il biglietto (credendo per un attimo di averlo perso);alzò lo sguardo:il grande orologio all'ingresso della stazione era poco più indietro del suo,così,apparentemente senza una ragione precisa, si incamminò verso il binario a passo svelto.
Incrociò una nonna che teneva per mano una bambina;o forse era la bambina a tenere per mano la nonna.Esitò,perdendosi in quel ritaglio di passato che aveva il sapore del ricordo.
Era quasi tardi,salì le scale di corsa e prese il treno,portando con sé il gusto di una stagione appena nata.
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30 apr 2013

_ attimi preziosi,tra le strade di casa _

A me oggi sembra sabato, anzi, domenica..domani sarà lunedì e dopo domani martedì e tornerò in Conservatorio.
Questi giorni a casa mi hanno destabilizzata, nonostante la tabella di marcia sull'agenda le cose non sono andate esattamente come avevo previsto - che strano eh?! - .
Beh, ad ogni modo, domani sarà l'ultimo giorno di questa "piccola pausa" in cui si sono intervallate ansie e spinte d'entusiasmo quasi folle.
Le ansie, ovviamente, sono rimaste: ho paura di non fare in tempo a studiare tutto, temo che si ripresenteranno problemi assai sgradevoli che in realtà l'anno scorso non ho sconfitto ma solo "congelato" (come direbbe un politico per l'imu); ad intervalli non troppo regolari, ma decisamente troppo frequenti, ho paura di aver sbagliato tutte le mie scelte, una in fila all'altra e di essere troppo in ritardo per cambiare strada, poi però prendo fiato e mi accorgo che non è così, per poi ricominciare da capo con l'ansia del tempo che scorre troppo in fretta e blablabla.
Voglio lasciar perdere tutte le ansie ora e metterle da parte [per farlo però occorre che facca un po' di spazio sulla scrivania, perché mi sento un po' osservata da tutte le note sparse in giro...], per dedicarmi velocemente a ciò che di buono è successo in questi giorni!

ecco nonna,molto affascinata dalla tecnologia,che prova a twittare
Ho avuto l'opportunità di passare un pomeriggio con mia nonna, che conserva dentro di sè la curiosità, lo stupore e l'entusiasmo per le cose della vita di una bambina, nonostante i suoi ormai 81 anni. A lei devo sicuramente le mie lentiggini e l'amore per la lettura.

Ho passato una serata seduta al tavolo con persone che avevo realmente voglia di vedere, e ho realizzato che mi sento accolta in maniera sincera e semplice, e che il desiderio di sedersi attorno a quella tavola e parlare non era assolutamente a senso unico; sentirsi a casa grazie alle persone che scegliamo di avere vicino è meraviglioso! La quotidianità è un dono che spesso trascuriamo e che io invece non mi vergono di coltivare con cura.
Ho comprato un libro, uscito da ormai un anno, che avevo paura ad affrontare per la storia che narra. Sapevo che avrei pianto, sapevo che mi sarei sentita parte della storia, ma mai avrei immaginato di stare sveglia quasi tutta la notte per leggerlo, per poi finirlo il giorno successivo - a conti fatti meno di ventiquattr'ore - ! Il libro in questione è "Fai bei sogni" di Massimo Gramellini, che straconsiglio a tutti, per la schiettezza e la sensibilità di spiegare un senso di vuoto profondo e la voglia di crescere.

Prendermi tempo per leggere è stata una rivoluzione, ho staccato dalla musica e mi è stato possibile in questo modo fare pace con lei - è una storia d'amore molto tormentata la nostra! -.



Presa da una ventata di entusiasmo simile a quello che avevo da bambina, ho deciso di prendere un biglietto di un concerto a cui un musicologo serio non si recherebbe mai [ma si sa, i musicologi non sono i principi del divertimento e poi...io tanto seria non sono!] Bruce Springsteen! 
Ho capito, sempre in questi giorni, che voglio lottare per non farmi rubare l'ingenuità dell'ascolto, voglio continuare a stupirmi anche grazie ai pezzi semplici - sì, proprio così, mi riferisco alla "terribile musica di consumo" - e conservare quella parte emotiva dell'ascolto musicale, che non analizza ma percepisce e, appunto, si emoziona!


Ci sono tanti pensieri che sono ancora confusi dentro di me, e questi giorni forse sono stati una serie di continue macchinazioni un po' esagerata; mi auguro che il ritorno ai ritmi frenetici non mi faccia perdere di vista ciò che di buono ho appreso tra le strade di casa!



                                                                                                                                     • Clà •
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08 apr 2013

• morale della favola/2 •

Morale della favola: questo 2013 è proprio strano.
Non so ancora bene a cosa "serva" di preciso  questo blog [ancora?!]; oggi però mi serve per mettere i pensieri in fila.
Ho una lavagnetta in camera, con diversi pennarelli colorati, che avrebbe proprio questo compito di racchiudere/riordinare i pensieri, ma ora è occupata dalla lista delle cose da portare con me a Parigi che ancora non riesco a cancellare [ebbene sì, il mio lato romantico esiste ancora].
Queste vacanze di Pasqua mi vedono  più stanca di prima: una vacanza per chi non è abituato può essere traumatica! Appena tornata ho dovuto incastrare impegni e pensieri in poco tempo;  le mie amiche se ne vanno, ognuna verso la sua avventura, e le novità prendono il loro spazio. 
Tornare a Milano la scorsa settimana è stato stancante ma mi ha anche dato nuovi spunti; nonostante sia un periodo di crisi latente per tempi che non so gestire, a volte vengo travolta da un'energia nuova.
Ho preso parte ad un progetto legato al Conservatorio e ad altri ragazzi che come me mettono entusiasmo in ciò che fanno, cosa di cui sono entusiasta: l'idea deve crescere e prender meglio forma ma sono certa che ci darà soddisfazioni [spero infatti di fare il punto dei prossimi passi proprio scrivendo alcune righe!].

Microstagione - lavori in corso

Ieri sera ho finito di leggere il mio primo ebook. Avevo ceduto alla tentazione di provare ad essere una donna davvero tecnologica perché nei tempi in morti in metro l'ipad è sempre con me, quindi ho cercato di ottimizzare spazi e peso comprando online "Stoner" di John Edward Williams. Un romanzo stupefacente: una storia semplice, di una vita normale. Una storia di passione per lo studio, di silenzi e disagi in una famiglia, di cambiamenti, di una passione andata persa a causa del mondo attorno, una storia di abitudini e di abbracci mancati, e di una malattia. Una storia semplice in cui lo scrittore riesce a farci entrare, che diventa per questo una storia di cui non riusciamo a non sapere i prossimi istanti. Consigliatissimo, insomma.

Ora le domande sono: quale sarà il nuovo romanzo che mi terrà compagnia tra le altre "mille letture obbligate"? E, soprattutto, riuscirò ancora a scegliere la soluzione più pratica -ebook- senza cedere al romanticismo del profumo della carta?

Sono stretta però tra decisioni per me affatto semplici, riguardano come sempre la musica e la gestione del tempo, che da quando ho questi ritmi stretti tra Milano e casa, mi sembra scivolare via ad una velocità impressionante. Vedremo cosa mi porterà questa primavera!


                                                                                                                                        • Clà •

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22 mar 2013

la primavera, il weekend prima di un viaggio

Oggi sembra proprio primavera, non voglio credere alle previsioni del tempo per i prossimi giorni.
Sarà un weekend indaffarato, pieno di impegni incastrati e di incontri. 
Domenica notte partirò finalmente; devo dire che quasi non ricordavo l'insieme di sensazioni che precedono un viaggio! Adoro quest'entusiasmo, che quasi non mi fa pensare che domani dovrò andare ancora a Milano, la curiosità, le mille cose da fare, la lista di ciò che devo infilare in valigia, i rullini e il taccuino nuovo, la guida della città con i segni tra le pagine, il pensiero di quale libro portare con me.

Poco fa, prima di mettermi a scrivere qualche nota (combinando probabilmente un po' di pasticci), ho sfogliato le pagine di un libro che racconta di Augusto - persona di cui ho già parlato in un post Ciao, Grande Uomo - ed ho trovato qualche foto proprio di Parigi, una Parigi del 1976.











Buon weekend e buona primavera!

                                                                                                                                                                  • Clà •
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21 mar 2013

giornata mondiale della Poesia

Oggi è la giornata mondiale della Poesia.  [ unesco - gm della poesia ]

Non so dire da quanto tempo non scriva sul blog, nè tanto meno da quanto io non scriva una "poesia" - sicuramete molto di più - .
A volte è buona cosa non scrivere, altre volte il tempo mi inghiotte e non so ritaglirne un po' solo per me - e questo è un errore - .
Oggi è stata una giornata troppo piena, in cui avevo troppo sonno ed in cui ho vissuto troppi sbalzi d'umore. Non avevo in tasca i soldi per regalarmi un libro oggi, un libro di Poesia, ma mi è capitato di vivere momenti per me molto poetici.
Oggi c'era il sole e Milano, tra una lezione e l'altra, mi ha sorriso. Appena arrivata in città, ancora nei corridoi della metro, ho incontrato un gruppo di musicisti orientali intenti ad ascolare musica russa da uno smartphone, affascinati e determinati a riproporla; la loro espressione mi ha davvero rapita. 
La musica poi mi ha cullata in ogni pausa, sorprendendomi, facendomi innamorare e lasciandomi il giusto tempo per pensare e sognare. 





Benvenuta alla primavera e grazie a questa giornata, in cui ho capito che la musica va molto al di là delle sensazioni, ma anche della disciplina.



Per quanto riguarda la Poesia [nel senso "stretto" della parola], stasera mi farò cullare da Walt Whitman. [ Foglie d'erba - Whitman ]
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20 feb 2013

• Milano mi abbraccia, ma la campagna mi culla. •

Nel poco tempo che riesco a ritagliarmi tra una lezione e l'altra, il mese scorso ho camminato un pochino per Milano.
Ho scoperto che:

  • anche a Milano il cielo può essere azzurro [azzurro davvero!]



  • a volte Milano ti abbraccia, quando meno te lo aspetti:



  • in città ci sono degli angoli, delle vie, in cui il colore che da sempre amo spunta fuori di colpo, sorprendendomi e facendomi sorridere [grazie, rosso!] :




Ho capito quindi che cercando bene, posso trovare qualcosa di bello anche qui, dunque continuerò su questa strada per sorridere a Milano!

Infondo al rullino scattato con la mia Sardina, ho ritrovato una foto che mi ha fatto capire [per giunta in un momento di stanchezza estrema, in cui mi chiedo chi me l'ha fatto fare di continuare ad andare su e giù dalla campagna alla città ogni giorno] perché adoro tornare a casa:




 
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16 feb 2013

- appunti su sogni fuori tempo

Chissà che cosa cerca la gente, in questo suo continuo correre. Correre per me è contro natura, una violenza quotidiana che mi auto-infliggo senza volerlo, forzatamente.
L'altro ieri, tra una chiacchiera e l'altra al telefono, mi è stato chiesto di fantasticare su come vedrei un mio futuro indipendente (lasciando stare che l'indipendenza di questi tempi è un'impresa ardua, ai limiti dell'impossibile), e... TAATAAAAN: I MIEI SOGNI SONO FUORI TEMPO RISPETTO AL MONDO REALE! Sorpresa? Non troppo, ma devo dire che mi sono messa a riflettere e un po' d'ansia mi è venuta, complice anche l'ascolto dell'opera 34 di Schönberg* - dodecafonica ma bella, giuro bellissima, solo un po' angosciante -.
Il domandone è: come la mettiamo coi sogni? Già, perché se i sogni da bambina si sono abbandonati diciamo tra le elementari e le medie, con una consapevolezza della realtà figlia dei troppi telegiornali o peggio della tv pomeridiana, allora molti problemi sono già risolti: a quasi 25 anni sarete già laureati in economia e commercio o in giurisprudenza, pronti per qualche esame di Stato da sostenere, oppure già con un lavoro regolare e con orario fisso, trovato quasi subito dopo le superiori (giusto dopo un breve periodo di pausa per gustare il sapore della libertà post esame di maturità). Beate/i voi.
Io dopo la maturità quella sensazione di aver chiuso un capitolo l'ho avuta ed è stata più liberatoria che mai, me ne sono andata sbattendo la porta ed aprendo i libri che sognavo, così lontani dalla realtà che avevo vissuto e così vicini ai miei sogni di bambina. Sono seguiti tre anni fatti di tante cose, anche di sacrifici, anni che ho amato come si ama qualcosa che si incontra per la prima volta eppure si ha la sensazione di conoscere da sempre. Forse proprio per questo per me la laurea non è stata una liberazione ma una specie di trauma. Nel pieno di un disorientamento che non volevo ammettere ho fatto una scelta che s'avvicinava a qualcosa di razionale ed ho clamorosamente sbagliato. Sono caduta, mi sono rialzata ed ora ho ripreso le fila dei miei sogni: studio ciò che amo e le ore china sui libri pesano meno. Mi addormento spesso senza accorgermene, nel tentativo disperato di studiare quando sono troppo stanca, ma - come mi è stato fatto notare - magari in un futuro, quando avrò realizzato i miei sogni, sarà bello raccontare la fatica fatta per raggiungerli.
Dei miei sogni fuori tempo sono certa di non conoscere ancora tutto, ma alcune cose le so:
  • da bambina, anche se con un disegno poco dettagliato, avevo già chiaro in testa il mio progetto
  • questi sogni hanno bisogno di molta pazienza, che di certo non é la mia dote fondamentale, quindi posso dire che hanno bisogno di davvero tanto impegno
  • la razionalità ferisce i miei sogni, anzi, riapre ferite quasi guarite e ci versa dentro del sale
  • i miei sogni hanno un loro posto, che cresce nei miei pensieri e che necessiterá di molto lavoro e dell'aiuto di persone giuste per essere creato [ma confido anche nella buona riuscita di wuesto spazio concreto]
  • tutti i miei sogni, tutti quanti, anche quelli più "banali" hanno un legame con la materia che ho chiesto di studiare quando ancora non sapevo leggere

È bello pensare che istintivamente avevo già scelto a 5 anni e mezzo, è come se tutto fosse dentro di me, quindi sicuramente avrò le forze per capirlo e realizzarlo.


Sì, i miei sogni sono fuori tempo [non mi trovo bene nelle grandi città che corrono, non amo la confusione ma solo la buona compagnia, adoro "perdere tempo a tavola" e fare un sacco di altre cose "inutili"] ma forse ho capito che conviene assecondarli.



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06 feb 2013

buon compleanno! giochiamo?


Sai cosa c'è? Io i compleanni, i miei compleanni, non li ho mai capiti bene. A volte l'idea mi piace, altre no; ma ad ogni modo, quando arrivo al giorno del mio compleanno generalmente faccio finta di niente. Anche questa volta, per questo compleanno, è successo così: avevo buoni propositi, idee sorridenti ma poi...boh

Stasera però, davanti a una buonissima birra, io e una delle mie più care amiche ci siamo scambiate i ragali di Natale ed è stata una serata in cui il significato della parola serenità è stato davvero chiaro.
Sono in ritardo, ma non importa, non mollo l'idea di farmi un regalo, di iniziare il gioco che avevo in mente per sorridere a questo primo anno del blog, che ha cambiato colori proprio come me, ha cambiato tono, proprio come i miei pensieri.

Il gioco che avevo in mente è un modo per cercare i colori anche nei periodi no: sceglierò un colore al mese e sul finire del mese stesso vedrò cosa è successo tra me e quel colore, quante e quali "cose" avrò trovato di quel determinato colore sul mio cammino?
Un mese, un colore. Quindi 11 mesi da qui alla fine dell'anno, dunque 11 colori. Riuscirò a trovare 11 "cose" ogni mese? Chissà, inizio pian piano, un passo per volta e come sempre i programmi possono cambiare in corso d'opera...come nei giochi dei bambini le regole si creano spontaneamente e vale un po' tutto!

Il colore per questo febbraio è l'arancio, quanti ne troverò?

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04 feb 2013

una domenica tra le strade di casa

Ieri era domenica, ed io, che sto imparando ad affrontare meglio quello che da anni considero il giorno più "inutile" della settimana - e conseguentemente quello speso peggio - mi sono gustata il profumo dei gesti semplici di chi per una vita intera si è sempre preso cura di qualcun'altro, mia nonna. Non so come fossero le strade di questo paesino nel 1932 quando lei è nata, ma dai suoi racconti, sempre lunghi e pieni di divagazioni incredibili, riesco ad immaginare le case, i colori sbiaditi, le scarpe bucate di chi muoveva i suoi passi nel dopoguerra per le strade del posto che è da sempre casa mia.

Scavare nel passato non è un'esigenza chiara, uno di quei bisogni che si manifestano quasi di colpo, magari in risposta a giornate grigie o a momenti senza perché, come ad esempio mi succede quando mi infilo il grembiule e affondo le mani tra uova, latte e farina; scavare nel passato è un'esigenza intrinseca, un bisogno simile a quello che mi ha fatto scoprire e mai più lasciare la musica. Qualcosa che non si spiega, si fa e basta. Anche senza volere, anche se fa soffrire, arrabbiare, piangere.
"La malinconia non è uno stato d'animo" diceva  Guccini, ed io non posso che essere d'accordo. Quando si va alla ricerca del passato, specialmente delle proprie radici, si scopre che la malinconia è semplicemente un gesto, un momento, uno sguardo che resta. Non è triste, come tante volte si tende a descriverla, né tanto meno negativa.

Ieri  ho incontrato la malinconia nello sguardo di mia nonna mentre parlava del significato di oggetti tirati fuori dal fondo di larghi cassetti, una malinconia dolce e sincera, cullata dal tono della sua voce sempre squillante, incrorniciata da un sorriso spontaneo. Ho immaginato i suoi capelli rosso ramato intrecciati, il portamento di mio nonno ancora giovane, mi sono emozionata ascoltando il racconto del loro fidanzamento; ho ascoltato attenta i legami di parentela che mi legano a persone di cui conosco solo il nome,  ho ripercorso il tempo, la storia di queste famiglie di lavoratori instancabili da cui vengo, guidata dal susseguirsi delle parole, fino ad arrivare a ritratti di volti di cui non possediamo nemmeno una fotografia. Ho immaginato la guerra scivolare rapida e terrificante per queste strade a cui sono così affezionata, ho tirato un sospiro di sollievo ad ogni lieto fine; ho dipinto nella mia mente diversi visi, ognuno con un particolare, ognuno con una voce, uno sguardo, un segno che mi permettesse di renderli famigliari, quasi ad arrivare a trovare in me delle somiglianze con alcuni di loro.
Affondo le mie radici in questa famiglia così autentica, piena di storie, piena di perchè, e ne sono felice. Mi piace pensare che ciò che tanto ho amato di mia madre fosse prima in qualcun'altro, che quello spirito libero, quel sorriso, quel carattere, siano nati tra queste strade chissà quanti anni fa e che ora sia io, almeno in piccola parte, a portarli avanti.


La primavera a piccoli passi sta arrivando, ed io la sento già dentro da tempo, una primavera che viene da lontano.

Apro il cuore alla curiosità. Mi sento fortunata.



• CLà •



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15 gen 2013

Cuba. sogni e realtà

Tutti i miei sogni, in una maniera o nell'altra, somigliano a Cuba. 
A Cuba la gente è povera e, di fatto, non possiede nulla; ma tutti ti sorridono e la gente si[/ti] somiglia.
Io penso che vivrei così anche se fossi milionaria. E mi piacerebbe anche che tutti potessero permettersi di vivere la mia "normalità".
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30 dic 2012

TAVOLA DELLE SUCCESSIONI ARMONICHE ABITUALI [ovvero come MODULARE dal 2012 al 2013]

  • L'anno, formalmente, inizia a gennaio e finisce a dicembre; si contrappone così al nuovo anno accademico che - da questo 2012 in Conservatorio - inizia a novembre e probabilmente non finisce mai.
  • L'anno (il 2012), formalmente, era iniziato a gennaio scorso; in realtà il 2012 aveva già cominciato ad imporre quella che sarebbe stata la sua "personalità" nel finire del 2011, con almeno tre mesi di anticipo sulla sua data d'inizio convenzionale. 
  • In un anno possono capitare diverse cose, che comunque andranno a costituire un ciclo. [tradotto: chiusa una porta, si apre un portone. Basta saper chiudere la porta con decisione ed aver un po' di pazienza.]
  • In un anno per forza di cose, la serenità non regnerà sempre sovrana (se pensi che tutte le sfighe siano capitate a te, pesa bene le parole e rifletti sul significato di "sfiga"): è comunque compito nostro cercare di liberarsi dei pesi inutili ed evitare di addossarsi le paranoie altrui. Aiutare gli altri non corrisponde a demolire se stessi.
  • In un anno può capitare di cambiare idea, anche spesso, anche non su cose piccole tipo il gusto preferito della pizza. Nel 2012 ho cambiato idea, con fatica, su grandi scelte. Il percorso per crescere e somigliarsi è lungo e richiede impegno, costanza e coerenza [e dura sicuramente più di un solo anno; non ha scadenze].
  • L'anno sembra lungo in alcuni periodi, mentre in altri pare sparire in un attimo: nessuna delle due sensazioni è totalmente veritiera. Ogni momento ha un suo perché, così come ogni dubbio ed anche ogni istante di serenità; bisogna imparare ad osservare ed assaporare.
  • L'anno ha delle scadenze, si va di fretta [anche troppo spesso]; alcune cose non andrebbero mai fatte di fretta. Il 2012 è stato tutta una corsa, iniziata prima del previsto a cui domani, in qualche modo si metterà un punto.

Cogliere l'occasione di alcune ricorrenze da calendario per fare il punto di cosa è andato e cosa no, per dare il giusto peso alle cose, serve e non è banale. Così come serve fantasticare su ciò che sarà il nuovo anno pronto ad iniziare (ora formalmente, ma in realtà anche questo 2013 è già cominciato da un po'!), sia sognando in grande, sia tenendo stretto il buono dell'anno passato per iniziare a disegnare su un bel foglio bianco con tutti i colori più belli.


SAME OLD BLUES
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23 nov 2012

morale della favola

[...] Capì così che non sarebbe stata pronta per la morte, la morte di qualcuno attorno a lei. 
Fino a quel momento aveva pensato di essere "vaccinata" per quell'esperienza, ma la possibilità concreta che tutto diventasse d'un tratto reale fu come uno schiaffo: di nuovo il cuore in gola, di nuovo il senso di inadeguatezza, di nuovo i pensieri tutti perfettamente allineati pronti a "fare ciò che serve" e insieme tutti aggrovigliati, l'odore freddo dell'ansia, il silenzio vuoto del momento prima di sapere.
Così non era stato, nulla era diventato reale. Si era trattato solo di "un brutto spavento" dato da una serie di condizioni e probabilmente da una preoccupazione eccessiva.
Nulla si era trasformato in ciò che lei aveva già conosciuto, o meglio in ciò che lei credeva di conoscere e a cui pensava di essere quasi immune; ma era tutto cambiato.
In un attimo l'ordine delle cose si era frammentato, per tornare solo apparentemente a ciò che in origine sembrava essere un equilibrio. Ora sapeva che non sarebbe stata pronta, nemmeno se fosse stato investito dalla fine del tempo qualcuno che, per forza di cose, per l'età, di tempo non ne aveva davanti molto.
Si sentiva stanca, aveva voglia di piangere ma non era in grado.
Quante cose erano cambiate, quante lo stavano facendo in quell'istante, quante altre ancora l'avrebbero fatto nello scorrere del tempo, degli anni?
Si sentì sola, vulnerabile come non si sentiva da molto ormai. E ne fu felice.
Non era successo nulla, andava tutto bene: era stato come guardarsi per forza allo specchio ed osservarsi senza vergogna.
Aveva ancora paura, sentiva ancora forte il freddo dell'abbandono. Capì che il suo cuore era ancora aperto, non era immune a nulla, era ancora in grado di provare ciò che di più profondo sottende l'animo umano. Si sentì adulta e bambina insieme, donna forse per la prima volta. Mise il pigiama e  s'infilò sotto le coperte, con il suo bagaglio di ricordi, con la gratitudine a chissà chi o cosa per quel sospiro di sollievo tirato poco prima, e con la consapevolezza di poter ancora amare.
Si ripromise, prima di spegnere la luce, di non vergognarsi delle sue sensazioni e di trovare le parole per descriverle, affinché non andassero mai persi dei momenti, si ripromise di non rimandare. [...]
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07 nov 2012

una lunga notte.





Strane sensazioni tutte insieme, che voglio annotare, per ricordare.

 




L'attesa per il conteggio dei voti
















la voglia di giocare, tornando indietro nel tempo, per colorare questa stagione grigia, per ricordare il sapore della cucina nella casa dell'infanzia. la voglia di concretezza e semplicità, di ricette scritte ancora a mano









Il sorriso, un po' impaurito ma molto profondo, di fronte a nuove pagine bianche da riempire. Sono passati dieci anni, mi immaginavo diversa forse... ma oggi penso che infondo sia bello ritrovarmi in me, riconoscere la stessa bambina di una volta, con gli stessi sogni...solo un po' più vicini...






Nel silenzio, nell'aria, c'è un profumo che conosco
Buona notte



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04 nov 2012

come se i [bi]sogni non bastassero mai

Sta per ricominciare tutto, ed io ho voglia di viaggio.
Sto programmando i nuovi ritmi - che saranno per forza di cose frenetici - mettendo tutto l'entusiasmo necessario, tutto quello che questa nuova esperienza così tanto attesa merita.
Ho nuove idee che stanno per nascere, le sento ma ancora non le vedo con chiarezza. Cerco continuamente nuovi stimoli, prendo nuovi impegni da incastrare tra i vari "doveri", che saranno comunque rivolti alla [ri]costruzione di questa nuova me, più vicina alla CLà che vorrei. Il tempo non mi basta e tutto deve ancora iniziare.
Il problema, oggi più chiaro che mai, è che non si è mai fermato niente. E prima ancora di iniziare, sono già stanca.
Ho bisogno di cercare l'autunno in una terra diversa, o di vedere la neve o sentire il freddo acuto, che tanto m'infastidisce ma insieme m'affascina, lontano da qui. Ho bisogno di un vento nuovo, per cercare di capire cosa mi manca. 
Serve una pausa dai soliti ritmi, dai soliti visi, dai "problemi" di tutti i giorni. Serve per regalare al tempo nuovo che mi aspetta un sorriso pieno, vivo, abbinato ad occhi curiosi, e non stanchi come quelli che ho adesso. Un viaggio per il corpo e per la mente, per gli occhi, per la curiosità e, perchè no, per il cuore.

Ora, con questo nuovo bisogno più chiaro, ho un sogno in più da aggiungere alla lista.


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13 set 2012

Mercy.

Non ricordo con precisione la prima volta in cui ho ascoltato Big Whiskey and the GrooGrux King, so che era stato un ascolto curioso ma insieme distratto, difficile direi. Ricordo che il primo pezzo e il secondo dovevano essere uniti e che m'ero detta "ma chi te l'ha fatto fare di dividere le tracce?!". 
Prima di quell'album per me Dave Matthews era un buon musicista con un'ottima band, di gusto raffinato e attento, di cui conoscevo pochi pezzi, di cui riconoscevo la qualità ma non fino infondo. Sarò stata immersa in qualcuno dei miei "periodi" in cui mi perdo in qualche genere o in qualche artista e non riesco a percepire qualcosa di nuovo. Quand'era uscito Big Whiskey and the GrooGrux King ho ascoltato qualche pezzo qua e là, e l'album dopo diversi mesi penso. Un primo ascolto non da pelle d'oca, un periodo "d'incubazione" e poi alcuni ascolti di fila, come piace a me: in macchina, di nuovo in macchina, a casa, a casa di notte, nell'ipod. Benvenuto all'album e benvenuta Dave Matthews Band, allora. Sono andata avanti pezzo per pezzo, per poi mischiarli tutti e rimetterli di nuovo in ordine; sono tornata indietro nel tempo di album in album, di live in live, anche qui per poi mischiare tutto ed arrivare a non poter più fare a meno di nulla. 
La Dave Matthews Band per me è una sensazione particolare, un amore di pelle di cui però non ci si rende conto subito; un amore che toglie il fiato, che fa piangere, con cui si gioisce, una bella libertà. Big Whiskey and the GrooGrux King è stato un sacco di cose, un sacco di momenti, ritagli di tempo e di pensieri, è stato tutto. Ora è un ammasso di ricordi e una fabbrica di idee e novità. 
Big Whiskey and the GrooGrux King è uscito nel 2009, a giugno penso, e dopo tanti ascolti attenti e anche meno "di pancia", potrei fare considerazioni dal punto di vista musicologico che tradotte in termini pratici si sintetizzerebbero dicendo "chapeau". Ma di musicologia proprio non mi va di parlare, non ci riesco; la musicologia non c'entra - o c'entra ben poco, perché il mio lato nerd non posso proprio dimenticarlo del tutto - con la curiosità che avevo [e ho!!!] per questo nuovo album Away From The World. Due giorni fa è uscito ed io avrei voluto averlo subito tra le grinfie ma sto aspettando un sms che m'avviserà dell'arrivo nel negozio di cd più vicino a casa, e infondo devo dire che l'attesa mi piace. So che coi potenti mezzi della tecnica potrei averlo nella versione digitale ma voglio aspettare. 
Così come ho aspettato stasera per avere un momento di calma e ascoltare Mercy, il singolo estratto. Per me il singolo, in genere, già dopo il primo ascolto dell'intero album, non è mai il pezzo preferito quindi le aspettative erano alte ma non troppo, un po' per scetticismo, un po' per non rimanere delusa. Volevo tenere le orecchie tese e il cervello attento, critico, per tutti i 4 minuti e 36 per farmi un'idea come si deve, per quanto possa venir fuori da un primo ascolto. 
Beh, Mercy mi ha fatta piangere. 
L'ho ascoltata tante volte, la sto ascoltando mentre scrivo e dal primo accordo in poi non ho più voluto nè potuto ascoltare con razionalità. Stasera me la godo così. La mia curiosità è più accesa di prima, il mio cuore più vivo e insieme anche più ferito forse, ma va bene così. Se un pezzo può far risvegliare sensazioni, paure, stupore, dubbi e brividi che erano sepolti a fondo, quasi dimenticati, allora ben venga l'ascolto "di pancia".
La giornata di oggi non poteva che concludersi così, con un nuovo capitolo aperto, tutto da scrivere, tutto da ascoltare.
 

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10 set 2012

Settembre: fuori tempo/fuori dal tempo

Essere fuori tempo e fuori dal tempo è un bel disagio; ci sono diversi modi per accorgersene.

Si è fuori tempo quando non si riesce a dormire quando è ora, e quindi nemmeno a sentire la sveglia di mattina. 

Si è fuori dal tempo quando si ha un mal di collo che prende il via e va giù per tutta la schiena, e il calendario biologico conta solo 24 anni. 

Si è fuori tempo quando ci si sveglia verso le dieci di sera e si sente il bisogno di fare un salto alla coop per prendere gli ingredienti mancanti per la ricetta che si ha in mente. [Ovviamente si è fuori tempo anche quando si va alla coop in pieno giorno dimenticando che il burro si scioglie nel tragitto dalla coop a casa se ci si mettono in mezzo almeno cinque tappe da qualche altra parte]

Si è fuori dal tempo quando gli anni che si compiono sono meno di trenta e i capelli bianchi sono più del numero indicato sulle candeline.

Si è fuori tempo quando quotidianamente si legge un romanzo in cui il protagonista è Sostakovic per una mezzoretta che normalmente va dalle 2.30 alle 3 di notte e non si riesce ad andare avanti perché gli occhi si incrociano, a causa del fatto che - visto che si è fuori dal tempo - buona parte della giornata la si è passata a scrivere/leggere pagine e pagine che parlano di musica di qualche secolo fa.

Si è fuori tempo quando ogni settimana "è già lunedì" e poi "è già sabato".

Si è fuori dal tempo quando si sogna in disordine e poi si passano serate intere serate a cercare di dare un ordine a tutto quanto per poi capire che un ordine non c'è, perché come i bambini si sogna come capita.



Settembre è iniziato da un po', "è il mese del ripensamento sugli anni e sull'età" e in questo proprio non si smentisce mai. Per me l'anno nuovo, emotivamente, è sempre iniziato a settembre; chissà se quest'anno, visto che sono così fuori tempo e dal tempo sarà lo stesso. Io un po' lo spero, è stato un anno lungo dallo scorso settembre, quindi incrocio le dita per questo nuovo inizio, perché i ripensamenti portino qualcosa di buono; di idee e sogni ce ne sono, bisogna trovare la via giusta.

Benvenuto Settembre.
 
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18 ago 2012

buon compleanno a me [ebbene sì, lo è stato!]

Un buon compleanno è come i miei dolci, la ricetta un po' la si sa, un po' la si inventa e un po' viene per caso. 
Ecco, quest'anno è funzionato tutto molto bene, quindi riporto la ricetta per un bel compleanno:
  • sfruttare tutte le ore della giornata, che parte dalla mezzanotte del giorno precedente e finisce alla mezzanotte del successivo, quindi stappare la prima bottiglia alle 00.00 del 16 agosto e finire l'ultimo bicchiere [ovviamente non della stessa bottiglia!] dopo le 00.00 del 17 agosto
  • trovarsi in un posto in cui ci si senta a proprio agio, con persone a loro volta serene nel trovarsi lì
  • non risparmiarsi abbracci e risate
  • spegnere la prima candelina con lo scoccare della mezzanotte e riaccenderla finchè non si esauriscono tutti i desideri da esprimere
  • sorridere al presente 
  • sorridere al passato
  • scartare i regali con la curiosità dei bambini
  • sognare, stupirsi, entusiasmarsi
  • andare a letto tardi
  • svegliarsi tardi
  • seguire i propri ritmi e non sentirsi in colpa per aver passato una giornata senza obblighi/impegni
  • cucinare dolci [e non] inventando ricette 
  • giocare coi colori e con la luce
  • innamorarsi
  • ascoltare il silenzio
  • accettarsi
  • guardare le stelle ed esprimere gli stessi desideri della sera prima
  • sognare, stupirsi, entusiasmarsi per una candelina inaspettata
  • sorridere anche alle proprie paure, accettandole 
  • non avere paura
  • rilassarsi
  • riconoscere la felicità e sorriderle

NB: alcuni ingredienti - in corsivo -sono la ricetta ideale per creare delle belle giornate!  
 

Iniziano i 24 anni, tanti auguri a me! :)

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16 ago 2012

buon NON compleanno a me.

Facciamola breve: sono le 2.38 di notte, quindi è già il 16 agosto e domani a quest'ora avrò già compiuto 24 anni. [Sì, in realtà sono nata alle 9.10 del mattino ma poco conta..dopo la mezzanotte è già il giorno dopo, dunque...] 
Oggi così sembra essere l'ultimo giorno di questi miei 23 anni. Che dire? Bel casino. 
Compio 24 anni e ancora non ho capito bene che scelte fare, dove andare, cosa voglio diventare [ecc], mentre un sacco di gente della mia età sa un sacco di cose, senza forse nemmeno troppi perché.
 
Mi voglio ricordare alcune cose di quest'ultimo giorno da ventitreenne:
  •  sono le 2.42 di notte, quindi vuol dire che so ancora tirare tardi e che le cose si sistemano
  •  la mia mente è piena di dubbi, ma la strada di casa riesce ancora a cullare i miei sogni, quindi vuol dire che c'è ancora spazio per le speranze
  •  il mio cuore è curioso, la mia anima fragile, il mio sguardo sincero, quindi vuol dire che ho qualcosa da scoprire e qualcuno da vivere

Mi voglio ricordare alcune cose di quest'ultimo giorno da ventitreenne che è iniziato da poco e che s'apre con la notte: la più importante è che più che la paura di sbagliare di nuovo tutto, più che l'angoscia per un anno finito, più che l'amarezza per gli obiettivi che compiono ormai dieci anni e hanno così cambiato volto, c'è la sensazione speciale che ho addosso sapendo di aver imparato di nuovo da poco e proprio in quest'anno da ventitreenne a sognare ad occhi chiusi, ancora sveglia a letto, fino all'attimo prima di addormentarmi. [ e la consapevolezza che per fortuna non l'ho imparato da sola - forse non sarebbe stato possibile - ]

Buon non compleanno a me.
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09 ago 2012

[promemoria/2]

Quando mi fermerò dovrò guardarmi indietro. 
Fino ad ora non l'ho fatto, non in maniera approfondita almeno. Ciò che ho visto dietro di me l'ho visto d'un colpo, come fosse stato uno schiaffo. Ed ora, per quello schiaffo, sono costretta a muovermi di corsa.
Ho un po' paura di quando mi fermerò, così provo a non pensarci oppure provo a pensarci facendo sogni di bambina... i miei sogni di bambina sono sempre i soliti, e da uno di quei sogni ho imparato che non sempre avere troppe aspettative porta una delusione. 
Così stasera mi fermo un attimo e prima di dormire provo a dare libero sfogo, giusto per un minuto, alle mie troppe aspettative: non si sa mai che poi la realtà superi i sogni.

http://youtu.be/6JEdf7XsV5g
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09 lug 2012

in vino [?] veritas

"In vino veritas". E in spritz? Grazie al cielo (o a chissà ché) esiste il caffè, quintali di caffé. Ed è col caffé che voglio inventarmi qualcosa, magari stanotte quando torno.
 

Il colore di stasera è l'arancione. L'arancione dello spritz, del mio smalto, dei miei pantaloni (che non si sa di che colore siano, stasera dico arancione domani magari dirò..corallo?!). Beh questo colore è quello delle risate e dei dieci minuti seri che portano a pensieri esistenziali che mi trascinerò dietro per tutta la sera.

Quest'ansia che sento adesso non sembra cattiva come al solito. Lo scrivo per ricordarlo.
Infondo è per questo che si scrive, no? Per ricordare.
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