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01 ott 2013

autunno ai fornelli

Autunno vuol dire accendere forno e fornelli.
Ciao settembre, mi hai regalato bei momenti in cucina; ottobre, benvenuto!

__ dovrei forse dedicare parte di questo blog alla cucina?! __




tortino patate, peperoni e mozzarella filante, al profumo di rosmarino

pennette crema di zucca e pancetta


pisellini in umido, con cubetti di speck e passata di pomodoro
la classica crostata, per iniziare al meglio un nuovo progetto.


      


                                                                                                                                              • Clà •

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26 set 2013

#worldszelda2013 - un gioco di scrittura creativa!


Ho deciso di partecipare a un gioco, un progetto di scrittura creativa che mi ha da subito entusiasmata, forse perché in questo periodo continuo a ripetere che "ho bisogno di qualcosa di nuovo". Camilla, del blog zeldawasawriter, ha avuto questa bella idea di regalarci ogni mercoledì un kit di spunti per raccontare una storia; qui potete trovare il kit #1worlds - kit materiali #1 .
Potete trovare le istruzioni per partecipare a questo link: http://zeldawasawriter.com/2013/09/worlds/
Ecco qui la mia breve storia, scritta di getto su un foglio bianco e solo successivamente ricopiata al computer [il fascino della carta è sempre favoloso!]




WOR(L)DS #1, mercoledì 25 settembre 2013

La nebbia affondava nella tazzina vuota del caffè appena preso.Il confine tra le cose e la luce s'era quasi perso nelle prime ore di quel nuovo autunno ancora sconosciuto.
Quei pochi minuti d'anticipo in stazione le sembravano sempre sospesi tra la notte e il giorno,tra il prima e il dopo,la fine e l'inizio.Di cosa,poi,chissà.
Infilò una mano nella borsa per cercare il biglietto (credendo per un attimo di averlo perso);alzò lo sguardo:il grande orologio all'ingresso della stazione era poco più indietro del suo,così,apparentemente senza una ragione precisa, si incamminò verso il binario a passo svelto.
Incrociò una nonna che teneva per mano una bambina;o forse era la bambina a tenere per mano la nonna.Esitò,perdendosi in quel ritaglio di passato che aveva il sapore del ricordo.
Era quasi tardi,salì le scale di corsa e prese il treno,portando con sé il gusto di una stagione appena nata.
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03 set 2013

riassunto dell'estate


 Eccomi qui, riapro i battenti del blog in ritardo - ma si sa che col lunedì non ho mai avuto buoni rapporti! -
Sono disordinata anche qui; non sono riuscita lo scorso anno ad avere costanza e a rispettare alcuni "appuntamenti" che avevo cercato di impostare, né tanto meno ho salutato come si deve all'inizio di quest'estate, forse perché in realtà non me ne sono mai andata, niente vacanze per me in questo break estivo!
Ecco una carrellata di immagini, giusto per appuntarmi qualche ricordo di quest'estate così strana, adesso che è ora (anzi, è già tardi) di ripartire a pieno regime!



Innanzi tutto, a luglio c'è stata la decima edizione del Sun Rock Festival, sicuramente da ricordare!






 Pur essendo rimasta a casa ho avuto l'occasione di fare molte cose, tra cui vedere il favoloso concerto di Roger Waters, "The Wall", scherzare con personaggi tipici di Sarmato alle feste paesane, aggiustare la vecchia radio del nonno con papà - lavoro ancora in corso! - vedere Piacenza vuota, sempre affascinante, e giocare, giocare un sacco [specialmente con i cani di Matteo ]






"il Peppo" - tipico personaggio sarmatese


la vecchia radio del nonno



Matteo e Kira


Che sia un buon inizio anno, perché si sa, l'anno inizia a settembre!

                                                                                                                                       • CLà •
io, Fruttolo e Kira






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01 lug 2013

• smiling list di una domenica colorata •

Ieri è stata la seconda domenica consecutiva spesa davvero bene - di quelle da ricordare, da segnare con un cuore giallo sull'agenda gialla - dopo la scorsa del 23 giugno passata al workshop di street photography alla fuji di Milano per provare le nuove macchine della Serie X (se volete togliervi qualche curiosità in merito, ne ha parlato Matteo sul suo blog).

Ieri non sono andata ancora a Milano ma ho vissuto le ore del giorno della settimana che spesso e per molto tempo ho ritenuto il più noioso vicino a casa.

Mi sono concessa una passeggiata e molte chiacchiere con una delle amiche più care, l'ho vista più serena e ho conosciuto i suoi nuovi sogni, mi sono fatta un regalo che corteggiavo da un po'.
Ho ascoltato mia nonna entusiasta del suo primo sabato sera all'opera, all'Arena di Verona; mi si è stretto il cuore ricevendo in regalo un libro sui cent'anni dell'anfiteatro, che lei immaginava che io non avessi mai visitato perché troppo lontano. Emozionata come una bambina mi ha abbracciata ed ha esclamato "ti auguro di vivere la vita che ho vissuto io, ma senza le macchie scure che ho dovuto superare; te lo auguro perché ho 81 anni e sono davvero felice"; non credo si debba aggiungere altro alle sue parole.



Ho poi camminato sull'erba del prato che da sempre è il mio preferito, a casa della zia che da sempre mi fa sentire a casa mia.
Nel pomeriggio ho mosso qualche passo in un sogno nuovo, concreto, di cui ho ancora un po' paura ma ho capito che camminare assieme rende più forti e sereni.
La semplicità di una cena semplice - dopo alcuni deliri musicologici, lo ammetto - in un luogo spartano che però io adoro, forse proprio per questo, ha preceduto alcune ore di riunione per la decima edizione del Sun Rock Festival, il prossimo 19 e 20 luglio.





...Non potevo non fissare con qualche riga momenti così speciali!
Ora è lunedì, questa settimana dovrò studiare molto ma non dovrò andare a Milano (si spera!), quindi spero di poter sorridere sinceramente a questa nuova settimana!

                                                                                                                             • Clà •
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27 giu 2013

- tra le righe -

A ...
Via T... 36
29010, Sarmato

"...siamo qualcosa che non resta,
frasi vuote nella testa,
e il cuore di simboli pieno..."

Cara ...
noi ci conosciamo, abito vicino a quella che tu hai chiamato casa, ma visto che ormai è passato tanto tempo dall'ultima volta in cui ci siamo incontrate cercherò di fare un po' il punto della situazione.

Sono alta poco (davvero poco)  più  di allora, i miei occhi sono ancora gli stessi; del mio viso i capelli sono sostanzialmente cambiati, ora li ho lunghi fino a metà schiena e sono così tanti da non riuscire mai ad asciugarli del tutto - in questo noi ci somigliamo, anche se io non t'ho mai vista coi capelli lunghi -.
Mi mangio ancora le unghie e sto perennemente cercando di smettere, anche in questo nulla è cambiato, così come nella posizione delle mie spalle, ancora lievemente storte.
Mi vesto in maniera molto diversa ora: porto le gonne che prima detestavo e a volte addirittura i tacchi, ma non ho smesso di preferire i vestiti piú semplici, quelli con cui ci si può sedere nell'erba senza problemi.
Ho avuto diverse passioni, ma solo una davvero stabile: è quella che mi porto dietro da sempre, così quando è stato il momento di scegliere (già,perchè in tutto questo tempo in cui non ci siamo viste, di scelte da fare ce ne sono state diverse) è bastato fare un respiro profondo per decidere da che parte andare. Tante persone mi hanno aiutata, alcune ti sono famigliari, altre invece non le conosci per niente; indipendentemente da questo diversi volti hanno avuto molto peso per me in questi dieci lunghi o brevi anni. Devo aver sviluppato anch'io la capacità di dare una mano a chi mi sta attorno, è una lezione che avevo ben chiara anche quando ci siamo salutate quella di tenere conto degli altri,  e così ho cercato di fare. Ho ricucito strappi, inghiottito rospi, smussato angoli e maturato molta pazienza (che agli occhi degli altri non risulta evidente ma so che tu ci avresti scommesso su questo mia virtù, ed avresti avuto ragione). Si direbbe che sono maturata, e forse è così, ma ho le stesse paure di quando tu mi conoscevi, solo di sfumature leggermente differenti. La consapevolezza di me, dei miei sogni e delle piccole cose della vita è migliorata ed ora a volte riesco a sorridermi.
Non ho fatto tutto da sola, ci sono alcune persone che vorrei presentarti, tenendole per mano una per una e raccontandoti come in ogni piccola realtà relazionale - di ogni tipo -  si siano compiuti molti passi, a volte nella stessa direzione, altre volte in direzioni opposte; in ogni caso le persone importanti mi sentirei ancora di tenerle per mano, perché se c'è una cosa che non ho ancora imparato a fare, nonostante a volte le apparenze dicano il contrario, è non credere nel lieto fine.
Proprio per questo infondo ora ho pensato di mettermi a scrivere.

Ora la smetto con tutta questa lunga introduzione, avrei molte cose da raccontarti ma ci sarebbe bisogno di tempo, molto tempo.
Ti ho scritto perché volevo svelarti un segreto: non ci si abitua mai ad esser soli.

So di potermi fidare, custodisci gelosamente tutto ciò che leggi tra le righe di questa strana lettera, sta tutto scritto lì, tra le righe, dopo un indirizzo che non esiste più.



Con amore,

                      C.











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25 mag 2013

here comes the sun?

Io credo che ci sia bisogno di sole.
Perché è sabato sera, sono le otto e mezza ed io ho già cenato. Ma non solo, ho cenato facendo colazione, cosa che non capitava da anni credo... quando si cena facendo colazione TOT sono le spiegazioni:
  1. si torna da una serata talmente valida la sera prima, così tanto lunga da stare a letto tutto il giorno e ritrovarsi la sera dopo a far colazione (ad ora di cena, appunto)
  2. si è nella fase di iper depressione della serie "mi sfondo di dolce e ccchisssenefrega dei rotoli e dell'eventuale diabete
  3. si è tornati da una settimana talmente lunga da essere già in pigiama alle 20,30 di sabato sera
Il mio caso è il numero 3 e il mio pigiama è di pile! Sì, perché è maggio e ci sono 11 gradi - e io non mi sono trasferita nel nord Europa, abito sempre in un paesino della Pianura Padana -



Credo ci sia bisogno di sole perché le mie piante piangono e sono di cattivo umore, come me. Anche i fiori del giardino di mia nonna, ora nel vaso sul tavolo della cucina, non riescono a rallegrare l'ambiente come si deve.



C'è bisogno di sole perché Milano è ancora più insopportabile tutta grigia, e il mio impegno per farle un sorriso al giorno non basta a rendere i nostri rapporti meno complicati.
Ho bisogno di sole per riprendere le forze perché sta per arrivare il periodo più impegnativo dell'anno, quest'anno che sembra interminabile.

la metro a San Donato, alle 7.50 di sabato mattina
 

Vorrei il sole perché ho voglia di scrivere senza cercare la tristezza ed anche perché ho un quaderno bianco pronto per i nuovi progetti che mi frullano in testa, ancora confusi, e che solo con la primavera troveranno il loro posto.




                                                                                                                                                 • Clà •
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17 mag 2013

- radici -

Solo un appunto, come se questo fosse un diario ed io fossi in viaggio. 
Le settimane come questa non mi permettono nemmeno di prendermi tempo per mettere i pensieri in fila; alcuni momenti sono stati positivi - davvero positivi - ma la stanchezza non mi permette di   riordinare le parole. 
Così lascio un suono, il suono delle parole, e un'immagine dei colori di casa. Per ricordarmi che qui, comunque sia andata la giornata, c'è sempre qualcuno o qualcosa pronto ad   abbracciarmi e a farmi riprendere fiato.

Sono fortunata.



"Radici" - F. Guccini 

                            
                                                                                                                                       • Clà •
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05 mag 2013

Ho sorriso a Milano

Questa settimana ho avuto un incontro ravvicinato con Milano, sono andata contro al mio istinto che di solito mi fa scappare a gambe levate dalla città appena conclusi i miei impegni e giovedì pomeriggio, dopo una serie di lezioni non proprio tra le mie preferite - giusto per essere moderata - sono andata a visitare il Museo del Novecento.
Salendo le scale, si incontra subito lo spazio dedicato a Luciano Berio [vedi sito del Museo] che ovviamente mi ha tenuta impegnata per un po' di tempo, guardando video e perdendomi nelle mie curiosità.
Il Museo merita davvero una visita, sia per le opere - fino a settembre in mostra anche le stampe di Andy Warhol della collezione Bank of America Merrill Lynch - che per la struttura affascinante, che permette di affacciarsi su Piazza Duomo da una prospettiva diversa.
Mi è sembrato in un paio d'ore [per altro davvero volate via in un lampo] di essere in una città in cui avrei potuto trovare molti spunti; il mio astio per Milano s'è addormentato per un po' e sono uscita di lì con il sorriso.

A me, oltre alla soddisfazione per le opere che mi sono gustata con calma [ammetto che visitare musei da sola mi è sempre piaciuto], resta una lezione importante: quando ho una mezza idea di sfidare la stanchezza o i miei pre[?!]giudizi verso Milano, devo lasciarmi contagiare dalla mia stessa curiosità e fare un passo verso il bello di questa città.


Ecco alcuni scatti - da cellulare, purtroppo ero sprovvista di macchine fotografiche! - della mia visita!




Piazza Duomo vista dal piano superiore del museo




affacciata





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30 apr 2013

_ attimi preziosi,tra le strade di casa _

A me oggi sembra sabato, anzi, domenica..domani sarà lunedì e dopo domani martedì e tornerò in Conservatorio.
Questi giorni a casa mi hanno destabilizzata, nonostante la tabella di marcia sull'agenda le cose non sono andate esattamente come avevo previsto - che strano eh?! - .
Beh, ad ogni modo, domani sarà l'ultimo giorno di questa "piccola pausa" in cui si sono intervallate ansie e spinte d'entusiasmo quasi folle.
Le ansie, ovviamente, sono rimaste: ho paura di non fare in tempo a studiare tutto, temo che si ripresenteranno problemi assai sgradevoli che in realtà l'anno scorso non ho sconfitto ma solo "congelato" (come direbbe un politico per l'imu); ad intervalli non troppo regolari, ma decisamente troppo frequenti, ho paura di aver sbagliato tutte le mie scelte, una in fila all'altra e di essere troppo in ritardo per cambiare strada, poi però prendo fiato e mi accorgo che non è così, per poi ricominciare da capo con l'ansia del tempo che scorre troppo in fretta e blablabla.
Voglio lasciar perdere tutte le ansie ora e metterle da parte [per farlo però occorre che facca un po' di spazio sulla scrivania, perché mi sento un po' osservata da tutte le note sparse in giro...], per dedicarmi velocemente a ciò che di buono è successo in questi giorni!

ecco nonna,molto affascinata dalla tecnologia,che prova a twittare
Ho avuto l'opportunità di passare un pomeriggio con mia nonna, che conserva dentro di sè la curiosità, lo stupore e l'entusiasmo per le cose della vita di una bambina, nonostante i suoi ormai 81 anni. A lei devo sicuramente le mie lentiggini e l'amore per la lettura.

Ho passato una serata seduta al tavolo con persone che avevo realmente voglia di vedere, e ho realizzato che mi sento accolta in maniera sincera e semplice, e che il desiderio di sedersi attorno a quella tavola e parlare non era assolutamente a senso unico; sentirsi a casa grazie alle persone che scegliamo di avere vicino è meraviglioso! La quotidianità è un dono che spesso trascuriamo e che io invece non mi vergono di coltivare con cura.
Ho comprato un libro, uscito da ormai un anno, che avevo paura ad affrontare per la storia che narra. Sapevo che avrei pianto, sapevo che mi sarei sentita parte della storia, ma mai avrei immaginato di stare sveglia quasi tutta la notte per leggerlo, per poi finirlo il giorno successivo - a conti fatti meno di ventiquattr'ore - ! Il libro in questione è "Fai bei sogni" di Massimo Gramellini, che straconsiglio a tutti, per la schiettezza e la sensibilità di spiegare un senso di vuoto profondo e la voglia di crescere.

Prendermi tempo per leggere è stata una rivoluzione, ho staccato dalla musica e mi è stato possibile in questo modo fare pace con lei - è una storia d'amore molto tormentata la nostra! -.



Presa da una ventata di entusiasmo simile a quello che avevo da bambina, ho deciso di prendere un biglietto di un concerto a cui un musicologo serio non si recherebbe mai [ma si sa, i musicologi non sono i principi del divertimento e poi...io tanto seria non sono!] Bruce Springsteen! 
Ho capito, sempre in questi giorni, che voglio lottare per non farmi rubare l'ingenuità dell'ascolto, voglio continuare a stupirmi anche grazie ai pezzi semplici - sì, proprio così, mi riferisco alla "terribile musica di consumo" - e conservare quella parte emotiva dell'ascolto musicale, che non analizza ma percepisce e, appunto, si emoziona!


Ci sono tanti pensieri che sono ancora confusi dentro di me, e questi giorni forse sono stati una serie di continue macchinazioni un po' esagerata; mi auguro che il ritorno ai ritmi frenetici non mi faccia perdere di vista ciò che di buono ho appreso tra le strade di casa!



                                                                                                                                     • Clà •
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26 apr 2013

mare.

la tua pelle bianca,
le tue bracciate al largo.
lo stupore nei tuoi occhi 
quando giocavi con me a trovare
la conchiglia più bella.

l'inverno è scivolato via 
e tu con lui,
al mare vado poco
perché il vento che
muove le onde

sei tu.







di nuovo, buon compleanno.
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22 apr 2013

Clà vs Lunedì

Io odio i lunedì, non c'è nulla da fare. 
Sto cercando di fare pace con questo giorno della settimana - tra l'altro, teoricamente dovrebbe  riuscirmi abbastanza semplice visto che è l'unico giorno in cui non vado a Milano - da una vita intera, ma ammetto di non aver ottenuto buoni risultati. L'ultima trovata per riappacificarmi col lunedì l'ho avuta ieri - ho giocato d'anticipo - cercando di creare per me un ambiente più accogliente in cui svegliarmi il mattino dopo. La scrivania era sommersa dai libri e da tempo non mi restava altra soluzione che studiare o usare il computer in cucina [il nuovo mac non aveva ancora avuto l'onore di essere appoggiato sulla scrivania!]; ieri ho così iniziato e -quasi- finito un'impresa davvero gigantesca: dare un ordine logico ai libri.
Ho deciso di dividere il tutto per tipologie e ovviamente all'interno di queste ho seguito l'ordine alfabetico per autore - la cosa più semplice,insomma!-. Sono soddisfatta del lavoro; stamattina appena sveglia ho fatto un bel sorriso ed ora sono seduta alla scrivania a lavorare.

a Layla piacciono i "nuovi" spazi


 

il macina caffè della mia bisnonna (sulla mensola più bassa, a destra) è vicino ad altri ricordi preziosi

anche le macchine fotografiche ora sono quasi tutte unite! :)



Il lunedì non mi dà tregua però, infatti ho scoperto di non avere in casa caffè, cosa che per una dipendente dalla caffeina come me è incredibile e gravissima!
Sto cercando di non farmi rovinare un buon inizio di giornata da questo disguido ma sarà difficile trovare la forza di togliermi il pigiama per andare a comprare una scorta di caffè che duri per almeno qualche mese!

A parte gli scherzi, oggi è una giornata di programmi importanti...incrocio le dita e spero che tutto funzioni al meglio!


                                                                                                                                     • Clà •

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08 apr 2013

• morale della favola/2 •

Morale della favola: questo 2013 è proprio strano.
Non so ancora bene a cosa "serva" di preciso  questo blog [ancora?!]; oggi però mi serve per mettere i pensieri in fila.
Ho una lavagnetta in camera, con diversi pennarelli colorati, che avrebbe proprio questo compito di racchiudere/riordinare i pensieri, ma ora è occupata dalla lista delle cose da portare con me a Parigi che ancora non riesco a cancellare [ebbene sì, il mio lato romantico esiste ancora].
Queste vacanze di Pasqua mi vedono  più stanca di prima: una vacanza per chi non è abituato può essere traumatica! Appena tornata ho dovuto incastrare impegni e pensieri in poco tempo;  le mie amiche se ne vanno, ognuna verso la sua avventura, e le novità prendono il loro spazio. 
Tornare a Milano la scorsa settimana è stato stancante ma mi ha anche dato nuovi spunti; nonostante sia un periodo di crisi latente per tempi che non so gestire, a volte vengo travolta da un'energia nuova.
Ho preso parte ad un progetto legato al Conservatorio e ad altri ragazzi che come me mettono entusiasmo in ciò che fanno, cosa di cui sono entusiasta: l'idea deve crescere e prender meglio forma ma sono certa che ci darà soddisfazioni [spero infatti di fare il punto dei prossimi passi proprio scrivendo alcune righe!].

Microstagione - lavori in corso

Ieri sera ho finito di leggere il mio primo ebook. Avevo ceduto alla tentazione di provare ad essere una donna davvero tecnologica perché nei tempi in morti in metro l'ipad è sempre con me, quindi ho cercato di ottimizzare spazi e peso comprando online "Stoner" di John Edward Williams. Un romanzo stupefacente: una storia semplice, di una vita normale. Una storia di passione per lo studio, di silenzi e disagi in una famiglia, di cambiamenti, di una passione andata persa a causa del mondo attorno, una storia di abitudini e di abbracci mancati, e di una malattia. Una storia semplice in cui lo scrittore riesce a farci entrare, che diventa per questo una storia di cui non riusciamo a non sapere i prossimi istanti. Consigliatissimo, insomma.

Ora le domande sono: quale sarà il nuovo romanzo che mi terrà compagnia tra le altre "mille letture obbligate"? E, soprattutto, riuscirò ancora a scegliere la soluzione più pratica -ebook- senza cedere al romanticismo del profumo della carta?

Sono stretta però tra decisioni per me affatto semplici, riguardano come sempre la musica e la gestione del tempo, che da quando ho questi ritmi stretti tra Milano e casa, mi sembra scivolare via ad una velocità impressionante. Vedremo cosa mi porterà questa primavera!


                                                                                                                                        • Clà •

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05 mar 2013

smilingclá, pronta per un nuovo viaggio!

Sono in macchina sul sedile del passeggero ad aspettare che qualcuno finisca le sue commissioni; piove. La testa mi esplode, devo bere un caffè e mi aspetta una giornata di studio disperatissimo.
No, non è il post delle lamentele. C'è qualcosa di bello: è marzo [finalmente!], nonostante gli stivali posso dire che sento che la primavera arriverà presto, e soprattutto so che prima della fine del mese prenderò l'aereo, dopo un sacco di tempo!
Quasi non ricordavo più cosa volesse dire fare una vacanza, o avere idea di farla: la ricerca dei giorni giusti, l'emozione della prenotazione via internet, la curiosità per una città nuova, un'amica da riabbracciare, la voglia di comprare l'amata lonely planete da riempire di post it e sottolineature! <3 data-blogger-escaped-br=""> È una giornata che potrebbe avere molti "contro" e in cui i pensieri si ammassano creando uno strato di ansia che tenderebbe per sua natura a coprire tutto, ma...oggi no. Oggi l'idea di muovermi pesa di più di tutti i ritardi e i cattivi pensieri.


• Clà •


PS ...qualcuno ha qualcosa da consigliarmi su...Parigi?
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25 feb 2013

appunti su una passeggiata verso il voto.

Ho imparato cosa vuol dire andare a votare quando ero piccola e vedevo mio nonno leggere il giornale. Ho imparato che appassionarsi alla politica non vuol dire urlare in piazza contro chi è dello schieramento opposto al tuo: quello non è fare politica, indipendentemente dal fatto che si urli seduti al bar oppure da sopra un palco. Ho capito che bisogna sedersi a ragionare, leggere più di una versione delle cose, perché se uno vuole aprire gli occhi specialmente ora può. Bisogna saper ascoltare e mandare giù qualche rospo, perché la politica non è o bianca o nera. Ho imparato che la politica non è astratta ma è un dovere civico di interesse a ciò che ci circonda, al mondo in cui viviamo, dal piccolo al grande, dal nostro vicino di casa a chi abita dall'altro capo del nostro stivale - ormai tutto da sistemare - .
La politica, mi è stato insegnato, significa interessarsi, tenere le orecchie aperte e gli occhi svegli.
È una scelta, non solo il giorno del voto. È un approccio, un modo di vedere le cose e di cercare di portarle avanti.
Ieri ho votato, mandando giù qualche rospo ma con la speranza ancora accesa, la stessa speranza che aveva mio nonno, un uomo un po' rude a cui però si illuminava lo sguardo all'idea di un cambiamento di rotta.

• CLà •
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20 feb 2013

• Milano mi abbraccia, ma la campagna mi culla. •

Nel poco tempo che riesco a ritagliarmi tra una lezione e l'altra, il mese scorso ho camminato un pochino per Milano.
Ho scoperto che:

  • anche a Milano il cielo può essere azzurro [azzurro davvero!]



  • a volte Milano ti abbraccia, quando meno te lo aspetti:



  • in città ci sono degli angoli, delle vie, in cui il colore che da sempre amo spunta fuori di colpo, sorprendendomi e facendomi sorridere [grazie, rosso!] :




Ho capito quindi che cercando bene, posso trovare qualcosa di bello anche qui, dunque continuerò su questa strada per sorridere a Milano!

Infondo al rullino scattato con la mia Sardina, ho ritrovato una foto che mi ha fatto capire [per giunta in un momento di stanchezza estrema, in cui mi chiedo chi me l'ha fatto fare di continuare ad andare su e giù dalla campagna alla città ogni giorno] perché adoro tornare a casa:




 
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18 feb 2013

Ciao, Grande Uomo

Il lunedì non è iniziato bene, lo ammetto. 
Non vorrei mai trascinare questo malumore più del dovuto.

Ho affondato le mani tra i ricordi custoditi negli album di foto di famiglia, riascoltato vecchi pezzi, quelli che hanno accompagnato la mia infanzia. Una voce, in particolar modo, mi segue da quando ero piccola (anzi, da quando ancora me ne stavo beata nel pancione!), quella di Augusto Daolio. Oggi sarebbe il suo sessantaseiesimo compleanno; ricorre oggi anche il compleanno di Fabrizio De Andrè e di mio nonno, un nonno che non ho mai avuto la fortuna di conoscere.

La figura di Augusto non è stata celebrata come quella di altri artisti strappati via da qui troppo presto, ma nella sua barba secondo me cullava un'infinita dose di poesia.
Parole semplici, timbro spettacolare, riflessioni intelligenti e acute, amore per la Vita espresso in ogni modo, scrivendo, disegnando, cantando; un sorriso sincero fonte di ispirazione per i momenti bui.






Il modo migliore per avvicinarsi a lui sono proprio i suoi scritti e i suoi dipinti, per andare al di là della figura di "cantante dei Nomadi"; ecco la sua breve autobiografa:


"Sono nato il diciotto febbraio 1947 a Novellara di Reggio Emilia, nel cuore della notte mentre freddo e brina duellavano con rami secchi di pioppie tigli. 
Sono nato al caldo e mi hanno chiamato Augusto, come un nonno che non ho mai conosciuto. Il cognome Daolio mi è stato dato da un uomo semplice e a suo modo dolce e complice. 
Dall'età di sedici anni canto in un gruppo che si chiama Nomadi, scrivo canzoni e giro il mondo. 
C'è un altro mondo dentro di me che racconto con il disegno e la pittura, lo faccio da parecchi anni e alberi, rocce, cieli, lune, ombre e altro popolano questi miei racconti. Ho esposto in giro per l'Italia, ho illustrato dischi, libri, cartoline, manifesti. Non disegno per riempire un vuoto ma per vuotare un pieno che è dentro di me e preme. Una specie di confessione, prima ad uno spazio bianco, poi ad occhi che guarderanno. 
Ho lo studio a Novellara in via de Amicis, il numero credo sia il quarantaquattro, non ho il telefono ma montagne di libri e di oggetti. 
Le notti invernali nella bassa hanno ancora il profumo delle mele sull'armadio."

 

Potete scoprire altro su Augusto visitando il sito http://www.augustoperlavita.it
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16 feb 2013

- appunti su sogni fuori tempo

Chissà che cosa cerca la gente, in questo suo continuo correre. Correre per me è contro natura, una violenza quotidiana che mi auto-infliggo senza volerlo, forzatamente.
L'altro ieri, tra una chiacchiera e l'altra al telefono, mi è stato chiesto di fantasticare su come vedrei un mio futuro indipendente (lasciando stare che l'indipendenza di questi tempi è un'impresa ardua, ai limiti dell'impossibile), e... TAATAAAAN: I MIEI SOGNI SONO FUORI TEMPO RISPETTO AL MONDO REALE! Sorpresa? Non troppo, ma devo dire che mi sono messa a riflettere e un po' d'ansia mi è venuta, complice anche l'ascolto dell'opera 34 di Schönberg* - dodecafonica ma bella, giuro bellissima, solo un po' angosciante -.
Il domandone è: come la mettiamo coi sogni? Già, perché se i sogni da bambina si sono abbandonati diciamo tra le elementari e le medie, con una consapevolezza della realtà figlia dei troppi telegiornali o peggio della tv pomeridiana, allora molti problemi sono già risolti: a quasi 25 anni sarete già laureati in economia e commercio o in giurisprudenza, pronti per qualche esame di Stato da sostenere, oppure già con un lavoro regolare e con orario fisso, trovato quasi subito dopo le superiori (giusto dopo un breve periodo di pausa per gustare il sapore della libertà post esame di maturità). Beate/i voi.
Io dopo la maturità quella sensazione di aver chiuso un capitolo l'ho avuta ed è stata più liberatoria che mai, me ne sono andata sbattendo la porta ed aprendo i libri che sognavo, così lontani dalla realtà che avevo vissuto e così vicini ai miei sogni di bambina. Sono seguiti tre anni fatti di tante cose, anche di sacrifici, anni che ho amato come si ama qualcosa che si incontra per la prima volta eppure si ha la sensazione di conoscere da sempre. Forse proprio per questo per me la laurea non è stata una liberazione ma una specie di trauma. Nel pieno di un disorientamento che non volevo ammettere ho fatto una scelta che s'avvicinava a qualcosa di razionale ed ho clamorosamente sbagliato. Sono caduta, mi sono rialzata ed ora ho ripreso le fila dei miei sogni: studio ciò che amo e le ore china sui libri pesano meno. Mi addormento spesso senza accorgermene, nel tentativo disperato di studiare quando sono troppo stanca, ma - come mi è stato fatto notare - magari in un futuro, quando avrò realizzato i miei sogni, sarà bello raccontare la fatica fatta per raggiungerli.
Dei miei sogni fuori tempo sono certa di non conoscere ancora tutto, ma alcune cose le so:
  • da bambina, anche se con un disegno poco dettagliato, avevo già chiaro in testa il mio progetto
  • questi sogni hanno bisogno di molta pazienza, che di certo non é la mia dote fondamentale, quindi posso dire che hanno bisogno di davvero tanto impegno
  • la razionalità ferisce i miei sogni, anzi, riapre ferite quasi guarite e ci versa dentro del sale
  • i miei sogni hanno un loro posto, che cresce nei miei pensieri e che necessiterá di molto lavoro e dell'aiuto di persone giuste per essere creato [ma confido anche nella buona riuscita di wuesto spazio concreto]
  • tutti i miei sogni, tutti quanti, anche quelli più "banali" hanno un legame con la materia che ho chiesto di studiare quando ancora non sapevo leggere

È bello pensare che istintivamente avevo già scelto a 5 anni e mezzo, è come se tutto fosse dentro di me, quindi sicuramente avrò le forze per capirlo e realizzarlo.


Sì, i miei sogni sono fuori tempo [non mi trovo bene nelle grandi città che corrono, non amo la confusione ma solo la buona compagnia, adoro "perdere tempo a tavola" e fare un sacco di altre cose "inutili"] ma forse ho capito che conviene assecondarli.



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13 feb 2013

"stanze di vita quotidiana"

"Stanze di vita quotidiana" è un album di Guccini del 1974, molto particolare. Diversi dei pezzi sono stati riproposti live nella maggior parte dei suoi tour, ma di certo non è l'album più frequentato dai fans. Ognuno dei brani inizia il suo titolo con la parola Canzone, parola scritta con la lettera maiuscola non a caso. 
Non è questo il momento per mettermi a scrivere seriamente di quanto la storia della musica italiana sia legata alla Canzone d'Autore, e a quanto il presente di questa storia mi faccia rimanere quanto meno perplessa (che diplomatica che sono...) ; diró solo che in questi giorni in cui sono chiusa in casa a studiare (ovviamente musica,come sempre) e la sera per la prima volta devo seguire il Festival di Sanremo con sguardo critico, in prospettiva di un lavoro interessante verso cui sono curiosa ed entusiasta, mi sto facendo molte domande su come sia cambiato tutto.

Probabilmente mi prenderò altro spazio e altro tempo per buttar giú qualche riga meno di fretta, ora lascio solo qualche scatto di questi giorni che altrimenti potrebbero sembrare svaniti nel freddo biancore della neve. Ecco le mie stanze di vita quotidiana.


merenda e studio in controluce
eccomi in modalità critica selvaggia - molto casalinga -

meravigliosi colori che tengono compagnia



riserva di graffette colorate, per fermare fogli e pensieri

layla






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10 feb 2013

una notte e un giorno.

Ritagliamoci un giorno.
Io scelgo questa notte, per aspettare la neve con te.
Tu prenditi un giorno per me, fa il modo che sia domani.

Costruiamo un pupazzo con la neve che scende da solo dove tu sai: mettiamogli gli occhi a bottone, per il naso una carota, e la tua cuffia. Prendiamo un bastone, anzi una pala, e mettiamogliela in mano. E se le mani non le ha, immaginiamole! Costa così poco!
Lo senti il freddo sulle mani? Un po' di neve, non si sa come e perché, entra sempre dai guanti.
Ma non importa...giochiamo ancora un po', è bello sentirti ridere.

Sappiamo che è ora di rientrare, ma non riusciamo a dircelo... e tutte e due sappiamo perché.
Gustiamoci insieme il nostro pupazzo che sembra guardarci, col respiro appanniamo il vetro della finestra su cui vedo l'impronta della punta del tuo naso.
Sento il tuo profumo; e una giornata non basta.



Non basterebbe, ma sarebbe meravigliosa.



• CLà •



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06 feb 2013

buon compleanno! giochiamo?


Sai cosa c'è? Io i compleanni, i miei compleanni, non li ho mai capiti bene. A volte l'idea mi piace, altre no; ma ad ogni modo, quando arrivo al giorno del mio compleanno generalmente faccio finta di niente. Anche questa volta, per questo compleanno, è successo così: avevo buoni propositi, idee sorridenti ma poi...boh

Stasera però, davanti a una buonissima birra, io e una delle mie più care amiche ci siamo scambiate i ragali di Natale ed è stata una serata in cui il significato della parola serenità è stato davvero chiaro.
Sono in ritardo, ma non importa, non mollo l'idea di farmi un regalo, di iniziare il gioco che avevo in mente per sorridere a questo primo anno del blog, che ha cambiato colori proprio come me, ha cambiato tono, proprio come i miei pensieri.

Il gioco che avevo in mente è un modo per cercare i colori anche nei periodi no: sceglierò un colore al mese e sul finire del mese stesso vedrò cosa è successo tra me e quel colore, quante e quali "cose" avrò trovato di quel determinato colore sul mio cammino?
Un mese, un colore. Quindi 11 mesi da qui alla fine dell'anno, dunque 11 colori. Riuscirò a trovare 11 "cose" ogni mese? Chissà, inizio pian piano, un passo per volta e come sempre i programmi possono cambiare in corso d'opera...come nei giochi dei bambini le regole si creano spontaneamente e vale un po' tutto!

Il colore per questo febbraio è l'arancio, quanti ne troverò?

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