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25 mag 2013

here comes the sun?

Io credo che ci sia bisogno di sole.
Perché è sabato sera, sono le otto e mezza ed io ho già cenato. Ma non solo, ho cenato facendo colazione, cosa che non capitava da anni credo... quando si cena facendo colazione TOT sono le spiegazioni:
  1. si torna da una serata talmente valida la sera prima, così tanto lunga da stare a letto tutto il giorno e ritrovarsi la sera dopo a far colazione (ad ora di cena, appunto)
  2. si è nella fase di iper depressione della serie "mi sfondo di dolce e ccchisssenefrega dei rotoli e dell'eventuale diabete
  3. si è tornati da una settimana talmente lunga da essere già in pigiama alle 20,30 di sabato sera
Il mio caso è il numero 3 e il mio pigiama è di pile! Sì, perché è maggio e ci sono 11 gradi - e io non mi sono trasferita nel nord Europa, abito sempre in un paesino della Pianura Padana -



Credo ci sia bisogno di sole perché le mie piante piangono e sono di cattivo umore, come me. Anche i fiori del giardino di mia nonna, ora nel vaso sul tavolo della cucina, non riescono a rallegrare l'ambiente come si deve.



C'è bisogno di sole perché Milano è ancora più insopportabile tutta grigia, e il mio impegno per farle un sorriso al giorno non basta a rendere i nostri rapporti meno complicati.
Ho bisogno di sole per riprendere le forze perché sta per arrivare il periodo più impegnativo dell'anno, quest'anno che sembra interminabile.

la metro a San Donato, alle 7.50 di sabato mattina
 

Vorrei il sole perché ho voglia di scrivere senza cercare la tristezza ed anche perché ho un quaderno bianco pronto per i nuovi progetti che mi frullano in testa, ancora confusi, e che solo con la primavera troveranno il loro posto.




                                                                                                                                                 • Clà •
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08 apr 2013

• morale della favola/2 •

Morale della favola: questo 2013 è proprio strano.
Non so ancora bene a cosa "serva" di preciso  questo blog [ancora?!]; oggi però mi serve per mettere i pensieri in fila.
Ho una lavagnetta in camera, con diversi pennarelli colorati, che avrebbe proprio questo compito di racchiudere/riordinare i pensieri, ma ora è occupata dalla lista delle cose da portare con me a Parigi che ancora non riesco a cancellare [ebbene sì, il mio lato romantico esiste ancora].
Queste vacanze di Pasqua mi vedono  più stanca di prima: una vacanza per chi non è abituato può essere traumatica! Appena tornata ho dovuto incastrare impegni e pensieri in poco tempo;  le mie amiche se ne vanno, ognuna verso la sua avventura, e le novità prendono il loro spazio. 
Tornare a Milano la scorsa settimana è stato stancante ma mi ha anche dato nuovi spunti; nonostante sia un periodo di crisi latente per tempi che non so gestire, a volte vengo travolta da un'energia nuova.
Ho preso parte ad un progetto legato al Conservatorio e ad altri ragazzi che come me mettono entusiasmo in ciò che fanno, cosa di cui sono entusiasta: l'idea deve crescere e prender meglio forma ma sono certa che ci darà soddisfazioni [spero infatti di fare il punto dei prossimi passi proprio scrivendo alcune righe!].

Microstagione - lavori in corso

Ieri sera ho finito di leggere il mio primo ebook. Avevo ceduto alla tentazione di provare ad essere una donna davvero tecnologica perché nei tempi in morti in metro l'ipad è sempre con me, quindi ho cercato di ottimizzare spazi e peso comprando online "Stoner" di John Edward Williams. Un romanzo stupefacente: una storia semplice, di una vita normale. Una storia di passione per lo studio, di silenzi e disagi in una famiglia, di cambiamenti, di una passione andata persa a causa del mondo attorno, una storia di abitudini e di abbracci mancati, e di una malattia. Una storia semplice in cui lo scrittore riesce a farci entrare, che diventa per questo una storia di cui non riusciamo a non sapere i prossimi istanti. Consigliatissimo, insomma.

Ora le domande sono: quale sarà il nuovo romanzo che mi terrà compagnia tra le altre "mille letture obbligate"? E, soprattutto, riuscirò ancora a scegliere la soluzione più pratica -ebook- senza cedere al romanticismo del profumo della carta?

Sono stretta però tra decisioni per me affatto semplici, riguardano come sempre la musica e la gestione del tempo, che da quando ho questi ritmi stretti tra Milano e casa, mi sembra scivolare via ad una velocità impressionante. Vedremo cosa mi porterà questa primavera!


                                                                                                                                        • Clà •

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22 mar 2013

la primavera, il weekend prima di un viaggio

Oggi sembra proprio primavera, non voglio credere alle previsioni del tempo per i prossimi giorni.
Sarà un weekend indaffarato, pieno di impegni incastrati e di incontri. 
Domenica notte partirò finalmente; devo dire che quasi non ricordavo l'insieme di sensazioni che precedono un viaggio! Adoro quest'entusiasmo, che quasi non mi fa pensare che domani dovrò andare ancora a Milano, la curiosità, le mille cose da fare, la lista di ciò che devo infilare in valigia, i rullini e il taccuino nuovo, la guida della città con i segni tra le pagine, il pensiero di quale libro portare con me.

Poco fa, prima di mettermi a scrivere qualche nota (combinando probabilmente un po' di pasticci), ho sfogliato le pagine di un libro che racconta di Augusto - persona di cui ho già parlato in un post Ciao, Grande Uomo - ed ho trovato qualche foto proprio di Parigi, una Parigi del 1976.











Buon weekend e buona primavera!

                                                                                                                                                                  • Clà •
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21 mar 2013

giornata mondiale della Poesia

Oggi è la giornata mondiale della Poesia.  [ unesco - gm della poesia ]

Non so dire da quanto tempo non scriva sul blog, nè tanto meno da quanto io non scriva una "poesia" - sicuramete molto di più - .
A volte è buona cosa non scrivere, altre volte il tempo mi inghiotte e non so ritaglirne un po' solo per me - e questo è un errore - .
Oggi è stata una giornata troppo piena, in cui avevo troppo sonno ed in cui ho vissuto troppi sbalzi d'umore. Non avevo in tasca i soldi per regalarmi un libro oggi, un libro di Poesia, ma mi è capitato di vivere momenti per me molto poetici.
Oggi c'era il sole e Milano, tra una lezione e l'altra, mi ha sorriso. Appena arrivata in città, ancora nei corridoi della metro, ho incontrato un gruppo di musicisti orientali intenti ad ascolare musica russa da uno smartphone, affascinati e determinati a riproporla; la loro espressione mi ha davvero rapita. 
La musica poi mi ha cullata in ogni pausa, sorprendendomi, facendomi innamorare e lasciandomi il giusto tempo per pensare e sognare. 





Benvenuta alla primavera e grazie a questa giornata, in cui ho capito che la musica va molto al di là delle sensazioni, ma anche della disciplina.



Per quanto riguarda la Poesia [nel senso "stretto" della parola], stasera mi farò cullare da Walt Whitman. [ Foglie d'erba - Whitman ]
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12 mar 2013

• Bologna, ti voglio bene! •

Bologna è autentica.
Ora profuma di ricordi, che sembrano fermi in un punto poco chiaro dello scorrere incessante del tempo. Bologna è lì, sapere che i suoi portici mi culleranno ogni volta che tornerò mi rende tranquilla. Tornare a casa ieri sera non è stato solo riabbracciare le persone con cui ho condiviso anni importanti, ma anche farmi riabbracciare dalla città.
Quando abitavo [quando abitavamo, dovrei dire, visto che chiacchierando ho capito che le sensazioni che provo sono comuni alle amiche con cui ho convissuto] si era creata una specie di "stato di grazia" per cui una serenità particolare regnava; di certo la città era complice di questo nostro modo di vivere e di sentirci. Anche per una come me, sempre su e giù tra una casa e l'altra, sempre di fretta cercando di incastrare mille impegni, Bologna rappresentava un'ancora, un luogo sicuro in cui poter sognare.
Non ho dimenticato niente: ricordo la prima sera in quella stanza che sembrava fredda e lontana da me, e l'ultima notte nella stanza a fianco, con un'immensa malinconia dentro; ricordo le prime lezioni, il percorso a piedi, lo stupore provato in Sala Borsa*, il percorso a piedi per tornare a casa d'inverno sotto i portici, mentre fuori piove; le serate con la chitarra, le osterie, il portapacchi della bici di un'amica con cui riuscivo a sognare in grande, le cene, le consuetudini casalinghe; i momenti di pessimismo e quelli di entusiasmo.
Bologna è tutto questo assieme ora, ed io mi emoziono per la fortuna che ho avuto, per le "coincidenze" che hanno reso quegli anni così densi, per come la città mi ha lasciata sognare, ed  sinsieme mi ha fatta crescere. Per tutto questo e per tutto ciò che non riesco a spiegare a parole, posso dire che a Bologna io voglio davvero un gran bene!




Ecco alcuni scatti di ieri, di questo temporaneo ritorno a casa - ebbene sì, solo cellulare ieri! -


Via Zamboni


Nelle vicinanze di Porta San Donato


Osteria 




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13 giu 2012

[CambioColoriClà]

Ho cambiato colori. 

E' come mettere un disco nuovo e imbustare il vecchio 33 giri. 
E' come mettere la puntina sul primo solco del vinile e prendersi il tempo per ascoltare. 

C'è tutta una musica che ancora non conosco dentro di me. Ho messo il nuovo disco, spostato la puntina e sono pronta per prendermi il mio tempo, per ascoltare.

Ho cambiato colori per ascoltare [ed ascoltarmi] meglio, per gustarmi il tempo, per dare spazio al presente.

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29 apr 2012

[ ELENCO #1 ] in una giornata difficile

A - apatica
B - beige
C - Claudia
D - demoralizzata
E - eclettica
F - fiacca
G - grigia
H - (heavy)
I - inflessibile
L - lenta
M - mediocre
N - negativa
O - originale
P - paranoica
Q - quadrata
S - sola
T - tenera
U - utopista
V - vuota
Z - zeppa
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11 apr 2012

il profumo dei sogni

Ciò che mi manca di più è ciò che non so. Ciò che c'avvicina, ciò che mi incuriosisce, è ciò che non hai potuto spiegarmi chiaramente. Ciò che c'è sfuggito, ciò che ci divide, è quello che vorrei chiederti. 

Se potessi, ti domanderei di raccontarmi una storia. Vorrei sapere i tuoi sogni, se anche a te hanno dato lo stesso tormento che sento io, se hai avuto paura di non realizzarli, di non essere alla loro altezza. Mi chiedo se hai passato notti insonni a pensare, se hai avuto paura di avere un sogno in mano e di stringerlo troppo a te, o di sorridergli. So per certo che i tuoi desideri sono cambiati negli anni, che le stagioni si sono fatte più grigie e le giornate più brevi, ma quando la spontaneità e la leggerezza erano parte di te - ed io so che lo erano - su cosa fantasticavi? Con chi ti confidavi? Chi custodisce ciò che io non so?  Il tempo c'è sfuggito di mano e le storie posso solo immaginarle ora.

Ci voleva una doccia bollente a primavera per capire che mi manca poter fare domande. Ci voleva una doccia bollente a primavera per capire che il profumo che ogni tanto sento prima di dormire è tuo e somiglia tanto a quello dei miei sogni.
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22 mar 2012

un incontro

Le parlo e vedo nei suoi occhi una malinconia che è così profonda da non appartenere al tempo.
L'ascolto mentre la sua voce stenta ad uscire, interrotta dalle lacrime che scivolano sulle guance pallide, e strisciano lentamente, quasi a tagliarle. 
Con fatica racconta cosa l'ha portata fino a qui, cosa nasconde dietro al suo sorriso o nel suo modo di gesticolare, così spontaneo. Il suo è un percorso in salita e da come parla sembra di capire che non vede ancora la cima: racconta che a volte crede d'aver smarrito il sentiero e teme di perdersi.
Sembra una donna, per l'intensità dello sguardo, la profondità dei gesti e la scelta meticolosa delle parole, ma è rannicchiata come una bambina impaurita, la sua voce trema. 
Usa la penna con fare a volte nervoso, a volte sognante: la preme sul foglio ed immediatamente dopo si lascia trasportare, con un tratto leggero. 
Se parlare non le riesce semplice, nello scrivere invece trova il modo più vero per esprimersi, la maniera più chiara per spiegarsi:


China, sacrificata come una pianta
piegata al volere del vento 
aspetto che la tempesta passi.

Radici a terra
rughe marcate:
anziana signora
perchè resisti?

Respiro profondo
sguardo al cielo
sfida ai colori,
inno alla rinascita

Di nuovo la primavera.




Sul foglio schizzi di disegni mancati, senza alcuna tecnica. Ha imparato a cercare le parole ascoltandole, così come sta cercando di imparare a cercare sé stessa ascoltandosi.

Le parlo e vedo nei suoi occhi una malinconia densa: ha la pelle arrossata dalle lacrime asciugate dal vento. 
La guardo, ora senza parlare. 

Ha chiuso gli occhi e nel sonno è di nuovo una bambina indifesa, ancora non sa d'esser già donna.



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01 mar 2012

in my girlish days

Quanto pesano i sogni?
Parlo di un peso quasi fisico, reale, come un masso che preme sul petto o forse più come una grande pietra che blocca una porta che potrebbe spalancarsi verso non so cosa.
Quanto lavoro sta dietro a un sogno? 
I sogni assorbono tutto! Gli occhi restano aperti fino a tarda notte, la mente in movimento vaga in maniera disordinata alla ricerca della soluzione giusta per chissà poi cosa. Le persone disordinate come me nelle cose concrete, le persone che come me più hanno spazio più tendono ad occuparne, forse possono capire meglio cosa intendo: il pensiero rivolto al sogno agisce esattemente allo stesso modo di tutti gli oggetti che incomprensibilmente si spargono ovunque. Tante volte - forse ancor di più nell'ultimo periodo - avrei voluto spiegare ad altri come mi sento quando non riesco a smettere di pensare, perchè quando dico "non dormo perché non riesco a smettere di pensare" tutti mi guardano straniti - d'altronde, come dargli torto? -
Per spiegare una cosa così complessa serve un esempio semplice
, è l'unica soluzione: la mia mente somiglia alla mia scrivania; traduzione: c'è un enorme casino, a più strati e in ognuno di questi strati ci sono un sacco di cose che m'interessano.
Se dovessi mettermi a riordinare troverei più o meno gli elementi che abitano i miei pensieri: foto, ritagli di momenti passati, libri, libri, libri e tante vecchie canzoni (che contengono a loro volta chissà quanti e quali sogni!). Ci sono poi un sacco di fogli, alcuni scritti altri - tanti - ancora bianchi: significa che c'è ancora un sacco di spazio!
Di certo chi sogna molto dorme poco, questo è punto fermo. Da qualche parte bisogna partire, darsi qualche certezza. Magari a 23 anni qualcosa di più solido non sarebbe male...
Io però, per adesso so solo che è arrivato marzo, ho accumulato un sacco di libri - ovviamente ne sto leggendo più di uno per volta - , le giornate di sole come sempre mi emozionano e i colori del mattino presto mi stupiscono. Nel lungo inverno che è ormai alle spalle ho fatto un bel po' di confusione ed ora mi ritrovo a spolverare vecchi progetti che sembrano nuovi, ma hanno quel profumo che già conosco e mi dà un po' di sicurezza - non troppa però! - . 
I sogni sono molto pesanti e comportano molto lavoro, quanto non so dirlo. Così come non so quante notti ho passato sveglia a pensare, quanti viaggi a scrivere, quante lacrime versate, quante paure vissute. Ma cosa importa?
Io so solo che è marzo, che ho bisogno di qualche piccola certezza per tenermi in piedi e come  sempre la cerco negli "oggetti" che stanno da chissà quando alla base della "scrivania" e forse, paradossalmente, sono quelli più fragili.
Vecchie abitudini [ o meglio vecchie necessità ] indispensabili per attraversare questi miei "giorni di ragazza".

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21 feb 2012

PRIMAVERA?!

Voglio una casa con un muro verde, tra il verde mela e il verde acido (niente che faccia pensare al verde della lega,ovviamente!). Guardo quale parete colorare, sta arrivando la primavera: ieri l'ho portata in giro col mio ombrello a strisce, oggi è arrivata entrando dalla finestra e specchiandosi nel mio quaderno pieno di appunti. Voglio colorare una parete e cambiare la disposizione dei mobili, questa primavera, per rendere la casa in cui vivo una casa più vicina a me, pronta ad accogliere gente. Ho deciso che disegnerò tutto io, che mi occuperò di ogni minima scelta. L'unica cosa certa ora è che appenderò a una grande parete due foto che sapranno farmi sorridere ogni giorno.  E poi ci sarà un tavolo, un tavolo grande, sedie comode e magari diverse tra loro. La primavera porta con sè novità, dall'inizio di questo 2012 di cambiamenti ce ne sono già stati tanti: ho scelto i più belli e ora voglio fare il modo, un passo per volta, di far sì che tutto il resto somigli a questa nuova realtà.


- Sì, è un momento di iper ottimismo... e allora?! -
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