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01 lug 2013

• smiling list di una domenica colorata •

Ieri è stata la seconda domenica consecutiva spesa davvero bene - di quelle da ricordare, da segnare con un cuore giallo sull'agenda gialla - dopo la scorsa del 23 giugno passata al workshop di street photography alla fuji di Milano per provare le nuove macchine della Serie X (se volete togliervi qualche curiosità in merito, ne ha parlato Matteo sul suo blog).

Ieri non sono andata ancora a Milano ma ho vissuto le ore del giorno della settimana che spesso e per molto tempo ho ritenuto il più noioso vicino a casa.

Mi sono concessa una passeggiata e molte chiacchiere con una delle amiche più care, l'ho vista più serena e ho conosciuto i suoi nuovi sogni, mi sono fatta un regalo che corteggiavo da un po'.
Ho ascoltato mia nonna entusiasta del suo primo sabato sera all'opera, all'Arena di Verona; mi si è stretto il cuore ricevendo in regalo un libro sui cent'anni dell'anfiteatro, che lei immaginava che io non avessi mai visitato perché troppo lontano. Emozionata come una bambina mi ha abbracciata ed ha esclamato "ti auguro di vivere la vita che ho vissuto io, ma senza le macchie scure che ho dovuto superare; te lo auguro perché ho 81 anni e sono davvero felice"; non credo si debba aggiungere altro alle sue parole.



Ho poi camminato sull'erba del prato che da sempre è il mio preferito, a casa della zia che da sempre mi fa sentire a casa mia.
Nel pomeriggio ho mosso qualche passo in un sogno nuovo, concreto, di cui ho ancora un po' paura ma ho capito che camminare assieme rende più forti e sereni.
La semplicità di una cena semplice - dopo alcuni deliri musicologici, lo ammetto - in un luogo spartano che però io adoro, forse proprio per questo, ha preceduto alcune ore di riunione per la decima edizione del Sun Rock Festival, il prossimo 19 e 20 luglio.





...Non potevo non fissare con qualche riga momenti così speciali!
Ora è lunedì, questa settimana dovrò studiare molto ma non dovrò andare a Milano (si spera!), quindi spero di poter sorridere sinceramente a questa nuova settimana!

                                                                                                                             • Clà •
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08 apr 2013

• morale della favola/2 •

Morale della favola: questo 2013 è proprio strano.
Non so ancora bene a cosa "serva" di preciso  questo blog [ancora?!]; oggi però mi serve per mettere i pensieri in fila.
Ho una lavagnetta in camera, con diversi pennarelli colorati, che avrebbe proprio questo compito di racchiudere/riordinare i pensieri, ma ora è occupata dalla lista delle cose da portare con me a Parigi che ancora non riesco a cancellare [ebbene sì, il mio lato romantico esiste ancora].
Queste vacanze di Pasqua mi vedono  più stanca di prima: una vacanza per chi non è abituato può essere traumatica! Appena tornata ho dovuto incastrare impegni e pensieri in poco tempo;  le mie amiche se ne vanno, ognuna verso la sua avventura, e le novità prendono il loro spazio. 
Tornare a Milano la scorsa settimana è stato stancante ma mi ha anche dato nuovi spunti; nonostante sia un periodo di crisi latente per tempi che non so gestire, a volte vengo travolta da un'energia nuova.
Ho preso parte ad un progetto legato al Conservatorio e ad altri ragazzi che come me mettono entusiasmo in ciò che fanno, cosa di cui sono entusiasta: l'idea deve crescere e prender meglio forma ma sono certa che ci darà soddisfazioni [spero infatti di fare il punto dei prossimi passi proprio scrivendo alcune righe!].

Microstagione - lavori in corso

Ieri sera ho finito di leggere il mio primo ebook. Avevo ceduto alla tentazione di provare ad essere una donna davvero tecnologica perché nei tempi in morti in metro l'ipad è sempre con me, quindi ho cercato di ottimizzare spazi e peso comprando online "Stoner" di John Edward Williams. Un romanzo stupefacente: una storia semplice, di una vita normale. Una storia di passione per lo studio, di silenzi e disagi in una famiglia, di cambiamenti, di una passione andata persa a causa del mondo attorno, una storia di abitudini e di abbracci mancati, e di una malattia. Una storia semplice in cui lo scrittore riesce a farci entrare, che diventa per questo una storia di cui non riusciamo a non sapere i prossimi istanti. Consigliatissimo, insomma.

Ora le domande sono: quale sarà il nuovo romanzo che mi terrà compagnia tra le altre "mille letture obbligate"? E, soprattutto, riuscirò ancora a scegliere la soluzione più pratica -ebook- senza cedere al romanticismo del profumo della carta?

Sono stretta però tra decisioni per me affatto semplici, riguardano come sempre la musica e la gestione del tempo, che da quando ho questi ritmi stretti tra Milano e casa, mi sembra scivolare via ad una velocità impressionante. Vedremo cosa mi porterà questa primavera!


                                                                                                                                        • Clà •

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10 nov 2012

una lunga bella giornata





Non so se si possa far partire un nuovo anno da qualsiasi giorno, ma mi piace pensare di sì.
Più di un anno è passato da un bel viaggio, che era servito a tirare un sospiro, a sciogliere tensioni e    - anche se allora ne ero inconsapevole - a prepararmi a molti mesi intensi.
Oggi a quel viaggio ho sorriso, vicino a me le persone con cui ho passeggiato per Venezia, persone con cui ripartirei anche domani. Attorno a noi sguardi curiosi, sorrisi, e chiacchiere.

mostra fotografica "VENICE" alla libreria BookBank Libri D'altri Tempi
chiacchiere alla mostra











L'autunno - che in certe folate d'aria così acute porta già il profumo d'inverno - oggi è sembrato sorridermi: le strade di Milano illuminate da un sole timido ma sempre presente, la paura e l'ansia combattute con abbracci stretti, la stanchezza cancellata dall'entusiasmo, un momento di condivisione in un posto accogliente e poetico, ancora stanchezza, questa volta cancellata dalla curiosità per un altro "primo giorno di scuola".. aprire un quaderno nuovo, riaccendere l'attenzione e assorbire nuovi stimoli per finire la giornata in bellezza. 


workshop lomography


Non è giusto scrivere solo quando si è tristi, anche se viene più spontaneo. Non è giusto dare peso solo al grigiore di momenti poco chiari. Di questo sono convinta.
Dunque, anche se è tardi, ho sonno e domani sarà l'ultimo sabato da qui a molto tempo in cui potrò godermi una bella dormita (che tanto lunga non sarà, vista l'ora!), sono qui a scrivere per ricordarmi [ricordarci?] che i giorni faticosi, lunghissimi, che lasciano senza energie non per forza sono "giornate no", ma possono anche essere giornate serene, giornate con un lieto fine. 

• E io alle favole ci credo! •



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10 set 2012

Settembre: fuori tempo/fuori dal tempo

Essere fuori tempo e fuori dal tempo è un bel disagio; ci sono diversi modi per accorgersene.

Si è fuori tempo quando non si riesce a dormire quando è ora, e quindi nemmeno a sentire la sveglia di mattina. 

Si è fuori dal tempo quando si ha un mal di collo che prende il via e va giù per tutta la schiena, e il calendario biologico conta solo 24 anni. 

Si è fuori tempo quando ci si sveglia verso le dieci di sera e si sente il bisogno di fare un salto alla coop per prendere gli ingredienti mancanti per la ricetta che si ha in mente. [Ovviamente si è fuori tempo anche quando si va alla coop in pieno giorno dimenticando che il burro si scioglie nel tragitto dalla coop a casa se ci si mettono in mezzo almeno cinque tappe da qualche altra parte]

Si è fuori dal tempo quando gli anni che si compiono sono meno di trenta e i capelli bianchi sono più del numero indicato sulle candeline.

Si è fuori tempo quando quotidianamente si legge un romanzo in cui il protagonista è Sostakovic per una mezzoretta che normalmente va dalle 2.30 alle 3 di notte e non si riesce ad andare avanti perché gli occhi si incrociano, a causa del fatto che - visto che si è fuori dal tempo - buona parte della giornata la si è passata a scrivere/leggere pagine e pagine che parlano di musica di qualche secolo fa.

Si è fuori tempo quando ogni settimana "è già lunedì" e poi "è già sabato".

Si è fuori dal tempo quando si sogna in disordine e poi si passano serate intere serate a cercare di dare un ordine a tutto quanto per poi capire che un ordine non c'è, perché come i bambini si sogna come capita.



Settembre è iniziato da un po', "è il mese del ripensamento sugli anni e sull'età" e in questo proprio non si smentisce mai. Per me l'anno nuovo, emotivamente, è sempre iniziato a settembre; chissà se quest'anno, visto che sono così fuori tempo e dal tempo sarà lo stesso. Io un po' lo spero, è stato un anno lungo dallo scorso settembre, quindi incrocio le dita per questo nuovo inizio, perché i ripensamenti portino qualcosa di buono; di idee e sogni ce ne sono, bisogna trovare la via giusta.

Benvenuto Settembre.
 
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10 feb 2012

un libro per incontrarsi.

Ci sono momenti in cui penso - forse addirittura sento, ma ora mi va di dare più importanza al pensiero, per avere maggiore sicurezza - che la cultura mi salverà. La cultura potrebbe salvare tutti da tutto questo. E da tutto il resto.

Penso di non essere ancora riuscita a scambiare i libri con gli ebooks perché non mi sento ancora pronta a rinunciare al profumo delle pagine, al rumore della carta; magari è proprio questo che mi porta ad avere una specie di attaccamento quasi morboso ai miei quaderni, alle biro, ai libri stessi - specialmente ad alcuni - .
Il percorso di avvicinamento al libro è di diversi tipi, è un vero e proprio incontro, a cui segue una conoscenza.
Forse proprio per questo penso che la cultura ci potrebbe salvare, perché è un confronto, presuppone una specie di scambio, come nei rapporti umani. 

Alcuni testi s'incontrano per un passaparola, a volte per caso, per curiosità: è in queste situazioni che trovo fondamentale il profumo del libro, il suo aspetto, i colori della copertina, magari anche lo spessore del volume. S'incontra il libro, si guarda, se ne sceglie uno tra scaffali interi magari solo per il colpo d'occhio - spesso così s'incontrano autori nuovi! - poi c'è una sorta di conoscenza che si spinge poco più in là della superficialità: un'occhiata al carattere tipografico, prima la copertina e poi l'interno, qualche secondo con il libro tra le mani e poi si sceglie: sì o no.
Un libro nuovo è un rischio, è mettersi in gioco: spesso può portare a un cambiamento di noi stessi, sicuramente farà pensare. Di certo anche il libro meno azzeccato porta a riflettere: perché ho perseverato nella lettura fino all'ultima parola dell'ultima pagina - che regolamente sembra sempre più lontana- , quando infondo ho capito da subito che non era il libro giusto? Oppure: perché abbandono la lettura? Non sono abbastanza costante, sono troppo fragile per arrivare alla fine di quello che è un "impegno" preso nei confronti di tutte queste parole in fila?

Altre volte invece, i libri s'incontrano per delle circostanze: vengono imposti. Sin da bambini incontriamo libri:  dalle favole, dalle scuole elementari, fino ad arrivare alle superiori e all'università. Spesso sono tomi che sembrano davvero enormi, inaffrontabili che però vanno letti e portati alla fine. E' un approccio più duro, apparentemente meno libero ma anche questo porta a una conoscenza di noi stessi, porta sicuramente a capire i nostri gusti, a volte anche a fare delle scelte. 

Comunque si incontrino, dovunque si leggano, i libri sono stimoli: colorano le città grige, fanno sognare cose irreali ma anche altre realizzabili, permettono di sentirsi meno a disagio, a volte fanno predere coscienza di strade nuove, più vicine al nostro modo di essere.
Ci sono momenti in cui penso che la cultura mi salverà, perché quando mi sento davvero fragile mi fa sentire un po' più forte. In questi momenti sorrido, lo faccio grazie a un libro. 
Riparto da dov'ero rimasta, riparto da me.
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