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24 gen 2014

#authenticlife 4: biscotti!

Dopo una settimana piena di begli incontri, merende a base di dolci e sorrisi spontenei, cene e discorsi con amici che ci parlano del loro bel sogno che passo a passo sta diventando realtà, nuovi sogni e confronto con chi sa capirmi al meglio, ieri ho ritagliato un po' di tempo per fare i biscotti.
Ho ricevuto un bel regalo, dei timbri per scrivere sulla pasta frolla (eccoli! ) davvero molto divertenti.
Questo è stato il mio authenticlife della quarta settimana dell'anno (già la quarta?!).


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15 gen 2014

"autoproduzione in cucina" e buoni propositi

Sì, ho ceduto alla tentazione: ho comprato uno dei libri della mia wishlist [uno dei buoni propositi-perdi tempo di quest'anno è trovare un luogo cartaceo e uno virtuale stabile - twitter non basta/funziona a tratti - per sistemare i miei desideri, da soddisfare nei momenti giusti]
Beh, dicevo, ho comprato uno dei libri della mia wishlist: Autoproduzione in cucina, di Lisa Casali, Ed. Gribaudo.
Ho ceduto alla tentazione proprio oggi, il primo giorno in cui sono uscita dopo alcuni giorni di reclusione forzata a causa di un fastidiosissimo virus gastrointestinale, che mi ha costretta a tea caldo deteinato e poco più per qualche giornata.
Anche la cena mi aspetta sarà a base di tea e qualcosa.
In questo tempo ho avuto occasione di riflettere su come il corpo ci mandi segnali, su come possa reagire bruscamente imponendo uno stop che, presa dai ritmi frenetici di una vita quotidiana così lontana dal mio essere, di certo non mi sarei permessa, altrimenti.

Il mio percorso personale con il cibo è stato denso e tutto in salita; alcuni anni fa grazie a un cambio radicale di alimentazione ho risolto problemi fisici a cui nessun approccio - per così dire - tradizionale era riuscito a trovare soluzioni. Trovo che sia molto difficile mantenersi su posizioni "rigide", almeno per me, almeno in questo momento, in cui la quotidianità è tutt'altro che tranquilla. Penso però che sia possibile fare piccoli passi verso un'alimentazione più sana e più vicina all'idea che ho di "vita buona"; è questo il primo passo che scelgo di fare: impegnarmi per rispettare di più i miei ritmi, anche in cucina, per rispettare di più me stessa [credo fermamente - con un entusiasmo quasi di bambina - che questo approccio mi porterà a scoprire qualcosa di nuovo].

Così, colgo l'occasione per consigliare questo libro, che già dalle prime pagine dà un sacco di spunti.


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03 gen 2014

primo gennaio - #authenticlife1

L'idea di iniziare il mio primo 52weeksproject  mi è venuta il primo gennaio [giusto in tempo!] grazie a un momento trascorso con mia nonna.
Ho la fortuna di avere ancora entrambe le nonne, due donne molto diverse tra loro ma che da anni condividono un particolare rapporto di amicizia; dico particolare perché mi sembra sempre incredibile come due persone con caratteri diametralmente opposti possano andare d'accordo.

Una delle due nonne abita proprio sotto di me e con lei non ho un rapporto idilliaco; ci vediamo ovviamente spesso - praticamente ogni giorno - e fatichiamo a condividere in maniera genuina i momenti: entrambe abbiamo un carattere molto forte e probabilmente è proprio questo che ci porta a scontrarci.
Alla fine del 2013 mi sono iscritta a un corso di maglia e mia nonna, appena appreso la notizia - dopo la fine delle lezioni -, ne è rimasta colpita. Inutile dire che lei, come la maggior parte delle signore della sua età, è una maestra nel lavoro a maglia e così è nata l'occasione per passare più tempo seduta sul suo divano ad ascoltare ciò che aveva da dirmi a riguardo. Ne sono nate conversazioni davvero interessanti, in cui più che sul lavoro a maglia ho scoperto cose sulla vita di mia nonna, sulle consuetudini della sua giovinezza, sul freddo d'inverno in campagna, sulla profonda povertà in cui ha sempre vissuto ma in cui è riuscita a crescere mio padre con dignità. 
Uno degli oggetti che ha superato indenne i numerosi traslochi da una cascina all'altra (mio nonno era contadino) è stata una macchina da cucire, che la nonna aveva comprato nell'anno della nascita di mio padre, il 1957; non potendo permettersi di acquistarla nuova, ne prese una degli anni '40, già usata. La conserva ancora gelosamente e perfettamente funzionante (ha solo un piccolo problema alle cinghie facilmente risolvibile).

Con i suoi modi un po' burberi la nonna me l'ha fatta provare e, benché lei non si sbilanci mai in esplicite dichiarazioni di felicità o soddisfazione, ho letto nei suoi occhi e sentito nel suo abbraccio una senzazione di gioia. Questo è il primo momento di vita autentica dell'anno, un momento che parte da un rapporto difficile che forse, in qualche modo, a piccoli passi, può migliorare.




                                                                                                                                      • CLà •



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25 nov 2013

momenti di leggerezza invernale

Facciamola breve, io e l'inverno non abbiamo un ottimo rapporto.
Tra i rapporti che dovrei migliorare c'è sicuramente anche quello con questa stagione affascinante e rigida.
Ecco la piccola tentazione a cui ho ceduto, in una fredda e grigia mattinata milanese, per ricordarmi che l'inverno sa anche regalare ottimi momenti.






Avevo letto in più siti delle tisane LovOrganic, tutti ne parlavano più che bene e devo dire che non posso che essere d'accordo: questa che ho scelto è davvero gustosa,purtroppo però a mio parere un po' cara ma una volta ogni tanto è bello concedersi qualche "lusso"!
Oggi qui c'è un sole splendido...mi auguro che l'inverno ci regali più spesso giornate colorate come questa!


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06 nov 2013

Ricetta di un antico rimedio antistress

Ricetta consigliata in casi di poca produttività/ poca concentrazione/ troppe paranoie.
Indicata per soggetti di qualsiasi età .
- un paio di scarpe da ginnastica
- una lista di canzoni che non facciano troppo pensare
- qualche centinaio di passi uno dopo l'altro
- sole autunnale, che scalda poco la pelle ma ravviva il cuore
- occhiali da sole
- una buona dose di respiri profondi
- macchina fotografica (meglio se analogica, leggera e semplice semplice)
- qualche spicciolo* in tasca
- le strade di casa

Il tutto crea risultati sorprendenti anche in meno di  un'oretta di tempo; dunque è una ricetta consigliatissima!




* gli spiccioli in tasca sono serviti perchè camminando tra le strade di casa può capitare di incontrare un'amica in macchina e di andare a prendere il gelato (sì, a novembre) nel paese vicino, perché qui di gelaterie non ce ne sono! Che meraviglia gli incontri casuali!




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30 ott 2013

#worldszelda [barcollo ma non mollo]

Il blog latita. Le idee scalpitano, ma sono ancora troppo disordinate dunque non posso parlarne, posso - anzi devo, ehm..dovrei - solo dedicargli tempo.
Un appuntamento a cui cerco di non mancare è quello con worlds, di cui ho già parlato più volte. Anche la scorsa settimana ho mandato il mio racconto e proprio oggi è uscito il favoloso pdf gigante che Camilla confeziona per noi...qui worlds - kit #6 è possibile scaricarlo e curiosare tra gli inidizi per la prossima settimana.

Ecco le mie parole, messe in fila dopo averle scovate tra un indizio e l'altro dello scorso kit:

foto da http://zeldawasawriter.com/






Colazione

La tazza,senza manico con un disegno sbiadito che forse una volta somigliava a una giraffa,la trovava già sul tavolo.Il sonno era così denso da non saper quasi distinguere i contorni degli oggetti della casa in cui da sempre vivevano,ma che non gli apparteneva.Non c'erano scale da scendere, né persiane da aprire:le tapparelle erano già alzate e il sole giocava a nascondino con la magnolia di fronte alla cucina.
Versava lentamente nella tazza il latte riscaldato poco prima,le sembrava buonissimo:forse conteneva la dolcezza di un rapporto destinato ad avere poco tempo.Inzuppava i biscotti più volte,su e giù come uno yo yo,fino a quando diventavano morbidissimi,desiderava che quel momento così dolce durasse a lungo.
Prima di uscire giusto due parole sotto al “buongiorno,ti voglio bene”scritto sul post-it,un semplice messaggio che -ancora non sapeva-avrebbe rimpianto per tanti anni.
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21 ott 2013

wor(l)ds #4

Buongiorno!
Stamattina ho visto l'alba e, sapendo di non dover correre frenetica per le vie di Milano, è stato un momento molto dolce, un risveglio dolce per aspettare il vero inizio del lunedì. 
Ecco qui il quarto kit di wor(l)ds http://zeldawasawriter.com/2013/10/worlds-worlds-kit-materiali-4/

foto di zeldawasawriter

questa volta non sono arrivata a spedire appena in tempo; ecco qui ciò che è riuscita a creare la mia fantasia:

Una lettera a te,di pensieri tra me e me

"E' una questione di ricordi, mettere i ricordi in fila non è semplice. Guarda l'orologio; cosa è successo prima e cosa dopo?E' già tardi oppure abbiamo ancora tempo? Quando rovisto nella borsa trovo diverse cose, le osservo e mi chiedo: appartengono al prima o al dopo? Perché, ad esempio conosco e possiedo questo libro? Forse era davvero tuo, oppure l'ho solo comprato quando occupavi la nuvola dei miei pensieri. Annotavo tutto, all'inizio. Avevo più di un taccuino, riempivo i quaderni di scuola con fogli sparsi che parlavano di te, del prima, e di me, sospesa tra il prima e il dopo. E' una questione di ricordi, ti dico, alcune volte sembrano perdersi, altre volte non lasciano spazio al presente."
[…]
Ho sentito la tua carezza, so che non devo avere paura; tutto troverà un suo posto ed io troverò il mio.
Mi fido di te.
Buonanotte,
                                                                                                           tua Clà. 


 Spero sia un buon lunedì, una bella ultima intera settimana di ottobre.

                                                                                                                                        • Clà •

                                                                                                                                        
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20 ott 2013

morale della favola / 3

Ci sono settimane più difficili di altre, e questa è stata una di quelle: mi sembra che sia durata almeno un mese, ha il peso di uno di quegli anni densi, quelli in cui il 31 dicembre brindi pensando tra te e te "speriamo che non si ripresenti un anno del genere".
Non starò a spiegare i mille perché, infondo non saprei nemmeno farlo; di fatto non è successo nulla di veramente brutto, e questo è l'importante.
Da questa settimana ho imparato: ho imparato che non importa che non ci si dica certe cose, se quelle si sanno, si percepiscono negli sguardi e nei gesti; ho capito come per l'amicizia non siano importanti i km che separano le persone, perché la tecnologia aiuta e le parole salvano; ho ritrovato però, contemporaneamente, il piacere di un abbraccio stretto, delle chiacchiere davanti a uno spritz o a una tazza di tè; ho apprezzato i sorrisi di un gruppo di amici che inizia una nuova avventura e gustato la felicità di chi per me ha il posto più dolce, sicuro e importante nel cuore.
Sento ancora il subbuglio di giorni strani addosso, ho le spalle pesanti e la schiena rigida, ma se guardo indietro, in questa ruvida settimana trovo molti momenti dolci.
Che sia una bella domenica, che arrivi una nuova settimana, breve ma intensa.











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16 ott 2013

wor(l)ds #3

Lunedì ho spedito a Camilla, alias Zeldawasawriter il mio componimento per il progetto "WOR(L)DS" di questa settimana. Poi sono stata divorata dalla fretta milanese che si è impossessata di me anche qui tra le quattro mura di casa, e mi sono scordata di pubblicare anche qui! Eccomi nel gigante pdf che ogni settimana Camilla ci prepara, che meraviglia!


...copio qui il testo, un po' più leggibile!

Clelia se ne stava sul mobile,nascosta dietro a una palla di vetro, quelle dentro a cui cade la neve.Guardava affascinata il gran da fare di Giuseppe in cucina:erano lì,così vicini uno all'altra e Giuseppe nemmeno sapeva di lei,rifugiato com'era nella sua culla di ricordi.Il presente per lui era solo una cornice per un passato gonfio d'amore e dolore assieme;lei invece di quel passato non sapeva proprio nulla e si limitava ad osservare gli accadimenti.Giuseppe stese la tovaglia sul tavolo e apparecchiò;sentì la chiave girare nella serratura:tutta la sua famiglia era appena rientrata a casa.In un attimo impiattò il pranzo e vide quella piccola piantina sul mobile di fronte a lui:la prese e la posò sul tavolo per rendere più accogliente quel ritaglio di tempo da passare con sua figlia. Clelia,ora a tavola con la famiglia,sentì nelle mani di quel padre un amore di cui non lo credeva capace.

Il quarto kit di materiali è stato pubblicato proprio oggi (wor(l)ds - kit #4) ed io non vedo l'ora di mettermi a fantasticare!

                                                                                                                                    • Clà •
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10 ott 2013

Aleida.

Aleida era il suo nome.

Aleida non credeva a nulla di quello che le era stato imposto da quand'era bambina: non credeva che fosse obbligatorio mangiare tre volte al giorno, dormire di notte, dare del lei alle persone più adulte o con la cravatta più stretta. Non credeva che bastasse dire dieci Ave Maria per levarsi di dosso i peccati e - a voler ben guardare - non credeva neppure che molti di quelli che si trovava costretta a confessare fossero peccati; non credeva al paradiso e all'inferno, alla possibilità di rivedersi tutti dopo da qualche parte né a quella di vagare nel tempo osservando il proprio passato che si trasforma in presente e futuro. Aleida non credeva a niente.
 
Poi c'era il vento, quella era un'altra storia. Il vento aveva carattere, come lei. E cambiava d'umore. Improvvisamente il vento ribaltava le sorti della natura, sovvertendo l'apparente staticità dello spazio. Il vento somigliava a qualcosa che lei sentiva dentro: all'ansia troppe volte inghiottita dalle maschere quotidiane, alla spinta dei sogni, alla fatica. 
Aleida allora, nelle notti di vento, credeva. Credeva che non fosse tutto così orrendamente logico, che non ci fosse sempre un prima e un dopo, un giusto e uno sbagliato, un sì o un no, un "ora o poi sarà tardi". Alla natura tutto era concesso, a lei bastava farsi cullare dal suono di quella che tutti avrebbero chiamato "tremenda raffica di vento" per trovare la forza di immaginare un altro domani.
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01 ott 2013

autunno ai fornelli

Autunno vuol dire accendere forno e fornelli.
Ciao settembre, mi hai regalato bei momenti in cucina; ottobre, benvenuto!

__ dovrei forse dedicare parte di questo blog alla cucina?! __




tortino patate, peperoni e mozzarella filante, al profumo di rosmarino

pennette crema di zucca e pancetta


pisellini in umido, con cubetti di speck e passata di pomodoro
la classica crostata, per iniziare al meglio un nuovo progetto.


      


                                                                                                                                              • Clà •

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03 set 2013

riassunto dell'estate


 Eccomi qui, riapro i battenti del blog in ritardo - ma si sa che col lunedì non ho mai avuto buoni rapporti! -
Sono disordinata anche qui; non sono riuscita lo scorso anno ad avere costanza e a rispettare alcuni "appuntamenti" che avevo cercato di impostare, né tanto meno ho salutato come si deve all'inizio di quest'estate, forse perché in realtà non me ne sono mai andata, niente vacanze per me in questo break estivo!
Ecco una carrellata di immagini, giusto per appuntarmi qualche ricordo di quest'estate così strana, adesso che è ora (anzi, è già tardi) di ripartire a pieno regime!



Innanzi tutto, a luglio c'è stata la decima edizione del Sun Rock Festival, sicuramente da ricordare!






 Pur essendo rimasta a casa ho avuto l'occasione di fare molte cose, tra cui vedere il favoloso concerto di Roger Waters, "The Wall", scherzare con personaggi tipici di Sarmato alle feste paesane, aggiustare la vecchia radio del nonno con papà - lavoro ancora in corso! - vedere Piacenza vuota, sempre affascinante, e giocare, giocare un sacco [specialmente con i cani di Matteo ]






"il Peppo" - tipico personaggio sarmatese


la vecchia radio del nonno



Matteo e Kira


Che sia un buon inizio anno, perché si sa, l'anno inizia a settembre!

                                                                                                                                       • CLà •
io, Fruttolo e Kira






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01 lug 2013

• smiling list di una domenica colorata •

Ieri è stata la seconda domenica consecutiva spesa davvero bene - di quelle da ricordare, da segnare con un cuore giallo sull'agenda gialla - dopo la scorsa del 23 giugno passata al workshop di street photography alla fuji di Milano per provare le nuove macchine della Serie X (se volete togliervi qualche curiosità in merito, ne ha parlato Matteo sul suo blog).

Ieri non sono andata ancora a Milano ma ho vissuto le ore del giorno della settimana che spesso e per molto tempo ho ritenuto il più noioso vicino a casa.

Mi sono concessa una passeggiata e molte chiacchiere con una delle amiche più care, l'ho vista più serena e ho conosciuto i suoi nuovi sogni, mi sono fatta un regalo che corteggiavo da un po'.
Ho ascoltato mia nonna entusiasta del suo primo sabato sera all'opera, all'Arena di Verona; mi si è stretto il cuore ricevendo in regalo un libro sui cent'anni dell'anfiteatro, che lei immaginava che io non avessi mai visitato perché troppo lontano. Emozionata come una bambina mi ha abbracciata ed ha esclamato "ti auguro di vivere la vita che ho vissuto io, ma senza le macchie scure che ho dovuto superare; te lo auguro perché ho 81 anni e sono davvero felice"; non credo si debba aggiungere altro alle sue parole.



Ho poi camminato sull'erba del prato che da sempre è il mio preferito, a casa della zia che da sempre mi fa sentire a casa mia.
Nel pomeriggio ho mosso qualche passo in un sogno nuovo, concreto, di cui ho ancora un po' paura ma ho capito che camminare assieme rende più forti e sereni.
La semplicità di una cena semplice - dopo alcuni deliri musicologici, lo ammetto - in un luogo spartano che però io adoro, forse proprio per questo, ha preceduto alcune ore di riunione per la decima edizione del Sun Rock Festival, il prossimo 19 e 20 luglio.





...Non potevo non fissare con qualche riga momenti così speciali!
Ora è lunedì, questa settimana dovrò studiare molto ma non dovrò andare a Milano (si spera!), quindi spero di poter sorridere sinceramente a questa nuova settimana!

                                                                                                                             • Clà •
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27 giu 2013

- tra le righe -

A ...
Via T... 36
29010, Sarmato

"...siamo qualcosa che non resta,
frasi vuote nella testa,
e il cuore di simboli pieno..."

Cara ...
noi ci conosciamo, abito vicino a quella che tu hai chiamato casa, ma visto che ormai è passato tanto tempo dall'ultima volta in cui ci siamo incontrate cercherò di fare un po' il punto della situazione.

Sono alta poco (davvero poco)  più  di allora, i miei occhi sono ancora gli stessi; del mio viso i capelli sono sostanzialmente cambiati, ora li ho lunghi fino a metà schiena e sono così tanti da non riuscire mai ad asciugarli del tutto - in questo noi ci somigliamo, anche se io non t'ho mai vista coi capelli lunghi -.
Mi mangio ancora le unghie e sto perennemente cercando di smettere, anche in questo nulla è cambiato, così come nella posizione delle mie spalle, ancora lievemente storte.
Mi vesto in maniera molto diversa ora: porto le gonne che prima detestavo e a volte addirittura i tacchi, ma non ho smesso di preferire i vestiti piú semplici, quelli con cui ci si può sedere nell'erba senza problemi.
Ho avuto diverse passioni, ma solo una davvero stabile: è quella che mi porto dietro da sempre, così quando è stato il momento di scegliere (già,perchè in tutto questo tempo in cui non ci siamo viste, di scelte da fare ce ne sono state diverse) è bastato fare un respiro profondo per decidere da che parte andare. Tante persone mi hanno aiutata, alcune ti sono famigliari, altre invece non le conosci per niente; indipendentemente da questo diversi volti hanno avuto molto peso per me in questi dieci lunghi o brevi anni. Devo aver sviluppato anch'io la capacità di dare una mano a chi mi sta attorno, è una lezione che avevo ben chiara anche quando ci siamo salutate quella di tenere conto degli altri,  e così ho cercato di fare. Ho ricucito strappi, inghiottito rospi, smussato angoli e maturato molta pazienza (che agli occhi degli altri non risulta evidente ma so che tu ci avresti scommesso su questo mia virtù, ed avresti avuto ragione). Si direbbe che sono maturata, e forse è così, ma ho le stesse paure di quando tu mi conoscevi, solo di sfumature leggermente differenti. La consapevolezza di me, dei miei sogni e delle piccole cose della vita è migliorata ed ora a volte riesco a sorridermi.
Non ho fatto tutto da sola, ci sono alcune persone che vorrei presentarti, tenendole per mano una per una e raccontandoti come in ogni piccola realtà relazionale - di ogni tipo -  si siano compiuti molti passi, a volte nella stessa direzione, altre volte in direzioni opposte; in ogni caso le persone importanti mi sentirei ancora di tenerle per mano, perché se c'è una cosa che non ho ancora imparato a fare, nonostante a volte le apparenze dicano il contrario, è non credere nel lieto fine.
Proprio per questo infondo ora ho pensato di mettermi a scrivere.

Ora la smetto con tutta questa lunga introduzione, avrei molte cose da raccontarti ma ci sarebbe bisogno di tempo, molto tempo.
Ti ho scritto perché volevo svelarti un segreto: non ci si abitua mai ad esser soli.

So di potermi fidare, custodisci gelosamente tutto ciò che leggi tra le righe di questa strana lettera, sta tutto scritto lì, tra le righe, dopo un indirizzo che non esiste più.



Con amore,

                      C.











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18 giu 2013

• smiling-list •

Oggi una persona che ha molto da insegnarmi in meritoma questioni musicali e di vita, in un semplice scambio di sms  m'ha scritto, rispondendo ai miei disagi dati dalla mancanza di tempo, "i ritmi si creano, la cultura non è accumulazione con spavento, bensì ordine creativo. E respiro. Devi strumentarti meglio." .
Io non sono brava a gestire i periodi come questo, in cui tutte le paure si palesano e il mio perenne senso di inadeguatezza latente viene a galla; il fatto di non aver più trovato un momento per scrivere ne è testimonianza.
Ora è tardi, non posso stare sveglia oltre e non ho le energie mentali per riuscire ad impostare un discorso semi-serio di senso compiuto, ma non voglio perdermi ciò che di buono queste settimane mi stanno regalando, quindi farò una brevissima (forse) lista, che spero sarà in continuo aggiornamento, sia  nella mia mente che qui sul blog!


  • Sono spuntati i primi peperoncini da uno dei miei vasi sul balcone!
  • Dovrò trapiantare il basilico, troppo cresciuto per quel vaso (segno che il mio pollice sta iniziando a diventare verde!)
  • È iniziata la stagione del mojito: il solo modo per essere sicura di iniziarla al meglio (la sola idea di sorseggiare il mio amato cocktail cubano fatto male mi fa venire il nervoso) è farselo il casa. Così è stato: lo zucchero di canna e il rum sono due cose che in cucina non devono mai mancare, così sono andata alla coop a prendere il lime e  la menta sul balcone s'è dimostrata all'altezza del suo compito...un mojito favoloso!
  • Mi è tornata la voglia di leggere, più che la voglia l'energia, smarrita per alcune settimane. Ho comprato unaltro ebook che da un po' cullavo nella mia lista dei desideri e delle curiosità:  "Farfalle in un lazzaretto" di Camilla Ronzullo, alias Zelda was a writer. Ci metterò tanto a leggerlo, data la mole di studio che mi tiene impegnata, ma sono felice di avere una storiain cui  tuffarmi anche solo per due minuti prima di chiudere gli occhi e sprofondare ne sogni.
  • Ho vinto una battaglia tra me e me, tappa di un percorso che costruisco da tempo e da cui da quando non sono più sola ho davvero speranza di liberarmi.
  • Ho fatto la prima pasta fredda della stagione e mangiato il primo melone, quindi ho espresso due desideri.
  • Ho troppe cose da fare, poco tempo per farle, sono stanca ma anche nel pieno dello sconforto, facendo un bel respiro riesco sempre a capire perché ho fatto le mie scelte.
  • Mi rendo conto in questi periodi di forte pressione che infondo non me la sono cavata malaccio in passato. Capisco di essere molto fortunata, ogni giorno.
  • Ho ancora la forza di sognare. Ci immagino poveri ma felici. Semplici così come siamo. 


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25 mag 2013

here comes the sun?

Io credo che ci sia bisogno di sole.
Perché è sabato sera, sono le otto e mezza ed io ho già cenato. Ma non solo, ho cenato facendo colazione, cosa che non capitava da anni credo... quando si cena facendo colazione TOT sono le spiegazioni:
  1. si torna da una serata talmente valida la sera prima, così tanto lunga da stare a letto tutto il giorno e ritrovarsi la sera dopo a far colazione (ad ora di cena, appunto)
  2. si è nella fase di iper depressione della serie "mi sfondo di dolce e ccchisssenefrega dei rotoli e dell'eventuale diabete
  3. si è tornati da una settimana talmente lunga da essere già in pigiama alle 20,30 di sabato sera
Il mio caso è il numero 3 e il mio pigiama è di pile! Sì, perché è maggio e ci sono 11 gradi - e io non mi sono trasferita nel nord Europa, abito sempre in un paesino della Pianura Padana -



Credo ci sia bisogno di sole perché le mie piante piangono e sono di cattivo umore, come me. Anche i fiori del giardino di mia nonna, ora nel vaso sul tavolo della cucina, non riescono a rallegrare l'ambiente come si deve.



C'è bisogno di sole perché Milano è ancora più insopportabile tutta grigia, e il mio impegno per farle un sorriso al giorno non basta a rendere i nostri rapporti meno complicati.
Ho bisogno di sole per riprendere le forze perché sta per arrivare il periodo più impegnativo dell'anno, quest'anno che sembra interminabile.

la metro a San Donato, alle 7.50 di sabato mattina
 

Vorrei il sole perché ho voglia di scrivere senza cercare la tristezza ed anche perché ho un quaderno bianco pronto per i nuovi progetti che mi frullano in testa, ancora confusi, e che solo con la primavera troveranno il loro posto.




                                                                                                                                                 • Clà •
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17 mag 2013

- radici -

Solo un appunto, come se questo fosse un diario ed io fossi in viaggio. 
Le settimane come questa non mi permettono nemmeno di prendermi tempo per mettere i pensieri in fila; alcuni momenti sono stati positivi - davvero positivi - ma la stanchezza non mi permette di   riordinare le parole. 
Così lascio un suono, il suono delle parole, e un'immagine dei colori di casa. Per ricordarmi che qui, comunque sia andata la giornata, c'è sempre qualcuno o qualcosa pronto ad   abbracciarmi e a farmi riprendere fiato.

Sono fortunata.



"Radici" - F. Guccini 

                            
                                                                                                                                       • Clà •
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30 apr 2013

_ attimi preziosi,tra le strade di casa _

A me oggi sembra sabato, anzi, domenica..domani sarà lunedì e dopo domani martedì e tornerò in Conservatorio.
Questi giorni a casa mi hanno destabilizzata, nonostante la tabella di marcia sull'agenda le cose non sono andate esattamente come avevo previsto - che strano eh?! - .
Beh, ad ogni modo, domani sarà l'ultimo giorno di questa "piccola pausa" in cui si sono intervallate ansie e spinte d'entusiasmo quasi folle.
Le ansie, ovviamente, sono rimaste: ho paura di non fare in tempo a studiare tutto, temo che si ripresenteranno problemi assai sgradevoli che in realtà l'anno scorso non ho sconfitto ma solo "congelato" (come direbbe un politico per l'imu); ad intervalli non troppo regolari, ma decisamente troppo frequenti, ho paura di aver sbagliato tutte le mie scelte, una in fila all'altra e di essere troppo in ritardo per cambiare strada, poi però prendo fiato e mi accorgo che non è così, per poi ricominciare da capo con l'ansia del tempo che scorre troppo in fretta e blablabla.
Voglio lasciar perdere tutte le ansie ora e metterle da parte [per farlo però occorre che facca un po' di spazio sulla scrivania, perché mi sento un po' osservata da tutte le note sparse in giro...], per dedicarmi velocemente a ciò che di buono è successo in questi giorni!

ecco nonna,molto affascinata dalla tecnologia,che prova a twittare
Ho avuto l'opportunità di passare un pomeriggio con mia nonna, che conserva dentro di sè la curiosità, lo stupore e l'entusiasmo per le cose della vita di una bambina, nonostante i suoi ormai 81 anni. A lei devo sicuramente le mie lentiggini e l'amore per la lettura.

Ho passato una serata seduta al tavolo con persone che avevo realmente voglia di vedere, e ho realizzato che mi sento accolta in maniera sincera e semplice, e che il desiderio di sedersi attorno a quella tavola e parlare non era assolutamente a senso unico; sentirsi a casa grazie alle persone che scegliamo di avere vicino è meraviglioso! La quotidianità è un dono che spesso trascuriamo e che io invece non mi vergono di coltivare con cura.
Ho comprato un libro, uscito da ormai un anno, che avevo paura ad affrontare per la storia che narra. Sapevo che avrei pianto, sapevo che mi sarei sentita parte della storia, ma mai avrei immaginato di stare sveglia quasi tutta la notte per leggerlo, per poi finirlo il giorno successivo - a conti fatti meno di ventiquattr'ore - ! Il libro in questione è "Fai bei sogni" di Massimo Gramellini, che straconsiglio a tutti, per la schiettezza e la sensibilità di spiegare un senso di vuoto profondo e la voglia di crescere.

Prendermi tempo per leggere è stata una rivoluzione, ho staccato dalla musica e mi è stato possibile in questo modo fare pace con lei - è una storia d'amore molto tormentata la nostra! -.



Presa da una ventata di entusiasmo simile a quello che avevo da bambina, ho deciso di prendere un biglietto di un concerto a cui un musicologo serio non si recherebbe mai [ma si sa, i musicologi non sono i principi del divertimento e poi...io tanto seria non sono!] Bruce Springsteen! 
Ho capito, sempre in questi giorni, che voglio lottare per non farmi rubare l'ingenuità dell'ascolto, voglio continuare a stupirmi anche grazie ai pezzi semplici - sì, proprio così, mi riferisco alla "terribile musica di consumo" - e conservare quella parte emotiva dell'ascolto musicale, che non analizza ma percepisce e, appunto, si emoziona!


Ci sono tanti pensieri che sono ancora confusi dentro di me, e questi giorni forse sono stati una serie di continue macchinazioni un po' esagerata; mi auguro che il ritorno ai ritmi frenetici non mi faccia perdere di vista ciò che di buono ho appreso tra le strade di casa!



                                                                                                                                     • Clà •
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26 apr 2013

mare.

la tua pelle bianca,
le tue bracciate al largo.
lo stupore nei tuoi occhi 
quando giocavi con me a trovare
la conchiglia più bella.

l'inverno è scivolato via 
e tu con lui,
al mare vado poco
perché il vento che
muove le onde

sei tu.







di nuovo, buon compleanno.
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12 mar 2013

• Bologna, ti voglio bene! •

Bologna è autentica.
Ora profuma di ricordi, che sembrano fermi in un punto poco chiaro dello scorrere incessante del tempo. Bologna è lì, sapere che i suoi portici mi culleranno ogni volta che tornerò mi rende tranquilla. Tornare a casa ieri sera non è stato solo riabbracciare le persone con cui ho condiviso anni importanti, ma anche farmi riabbracciare dalla città.
Quando abitavo [quando abitavamo, dovrei dire, visto che chiacchierando ho capito che le sensazioni che provo sono comuni alle amiche con cui ho convissuto] si era creata una specie di "stato di grazia" per cui una serenità particolare regnava; di certo la città era complice di questo nostro modo di vivere e di sentirci. Anche per una come me, sempre su e giù tra una casa e l'altra, sempre di fretta cercando di incastrare mille impegni, Bologna rappresentava un'ancora, un luogo sicuro in cui poter sognare.
Non ho dimenticato niente: ricordo la prima sera in quella stanza che sembrava fredda e lontana da me, e l'ultima notte nella stanza a fianco, con un'immensa malinconia dentro; ricordo le prime lezioni, il percorso a piedi, lo stupore provato in Sala Borsa*, il percorso a piedi per tornare a casa d'inverno sotto i portici, mentre fuori piove; le serate con la chitarra, le osterie, il portapacchi della bici di un'amica con cui riuscivo a sognare in grande, le cene, le consuetudini casalinghe; i momenti di pessimismo e quelli di entusiasmo.
Bologna è tutto questo assieme ora, ed io mi emoziono per la fortuna che ho avuto, per le "coincidenze" che hanno reso quegli anni così densi, per come la città mi ha lasciata sognare, ed  sinsieme mi ha fatta crescere. Per tutto questo e per tutto ciò che non riesco a spiegare a parole, posso dire che a Bologna io voglio davvero un gran bene!




Ecco alcuni scatti di ieri, di questo temporaneo ritorno a casa - ebbene sì, solo cellulare ieri! -


Via Zamboni


Nelle vicinanze di Porta San Donato


Osteria 




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