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24 gen 2014

#authenticlife 4: biscotti!

Dopo una settimana piena di begli incontri, merende a base di dolci e sorrisi spontenei, cene e discorsi con amici che ci parlano del loro bel sogno che passo a passo sta diventando realtà, nuovi sogni e confronto con chi sa capirmi al meglio, ieri ho ritagliato un po' di tempo per fare i biscotti.
Ho ricevuto un bel regalo, dei timbri per scrivere sulla pasta frolla (eccoli! ) davvero molto divertenti.
Questo è stato il mio authenticlife della quarta settimana dell'anno (già la quarta?!).


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30 ott 2013

#worldszelda [barcollo ma non mollo]

Il blog latita. Le idee scalpitano, ma sono ancora troppo disordinate dunque non posso parlarne, posso - anzi devo, ehm..dovrei - solo dedicargli tempo.
Un appuntamento a cui cerco di non mancare è quello con worlds, di cui ho già parlato più volte. Anche la scorsa settimana ho mandato il mio racconto e proprio oggi è uscito il favoloso pdf gigante che Camilla confeziona per noi...qui worlds - kit #6 è possibile scaricarlo e curiosare tra gli inidizi per la prossima settimana.

Ecco le mie parole, messe in fila dopo averle scovate tra un indizio e l'altro dello scorso kit:

foto da http://zeldawasawriter.com/






Colazione

La tazza,senza manico con un disegno sbiadito che forse una volta somigliava a una giraffa,la trovava già sul tavolo.Il sonno era così denso da non saper quasi distinguere i contorni degli oggetti della casa in cui da sempre vivevano,ma che non gli apparteneva.Non c'erano scale da scendere, né persiane da aprire:le tapparelle erano già alzate e il sole giocava a nascondino con la magnolia di fronte alla cucina.
Versava lentamente nella tazza il latte riscaldato poco prima,le sembrava buonissimo:forse conteneva la dolcezza di un rapporto destinato ad avere poco tempo.Inzuppava i biscotti più volte,su e giù come uno yo yo,fino a quando diventavano morbidissimi,desiderava che quel momento così dolce durasse a lungo.
Prima di uscire giusto due parole sotto al “buongiorno,ti voglio bene”scritto sul post-it,un semplice messaggio che -ancora non sapeva-avrebbe rimpianto per tanti anni.
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21 ott 2013

wor(l)ds #4

Buongiorno!
Stamattina ho visto l'alba e, sapendo di non dover correre frenetica per le vie di Milano, è stato un momento molto dolce, un risveglio dolce per aspettare il vero inizio del lunedì. 
Ecco qui il quarto kit di wor(l)ds http://zeldawasawriter.com/2013/10/worlds-worlds-kit-materiali-4/

foto di zeldawasawriter

questa volta non sono arrivata a spedire appena in tempo; ecco qui ciò che è riuscita a creare la mia fantasia:

Una lettera a te,di pensieri tra me e me

"E' una questione di ricordi, mettere i ricordi in fila non è semplice. Guarda l'orologio; cosa è successo prima e cosa dopo?E' già tardi oppure abbiamo ancora tempo? Quando rovisto nella borsa trovo diverse cose, le osservo e mi chiedo: appartengono al prima o al dopo? Perché, ad esempio conosco e possiedo questo libro? Forse era davvero tuo, oppure l'ho solo comprato quando occupavi la nuvola dei miei pensieri. Annotavo tutto, all'inizio. Avevo più di un taccuino, riempivo i quaderni di scuola con fogli sparsi che parlavano di te, del prima, e di me, sospesa tra il prima e il dopo. E' una questione di ricordi, ti dico, alcune volte sembrano perdersi, altre volte non lasciano spazio al presente."
[…]
Ho sentito la tua carezza, so che non devo avere paura; tutto troverà un suo posto ed io troverò il mio.
Mi fido di te.
Buonanotte,
                                                                                                           tua Clà. 


 Spero sia un buon lunedì, una bella ultima intera settimana di ottobre.

                                                                                                                                        • Clà •

                                                                                                                                        
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20 ott 2013

morale della favola / 3

Ci sono settimane più difficili di altre, e questa è stata una di quelle: mi sembra che sia durata almeno un mese, ha il peso di uno di quegli anni densi, quelli in cui il 31 dicembre brindi pensando tra te e te "speriamo che non si ripresenti un anno del genere".
Non starò a spiegare i mille perché, infondo non saprei nemmeno farlo; di fatto non è successo nulla di veramente brutto, e questo è l'importante.
Da questa settimana ho imparato: ho imparato che non importa che non ci si dica certe cose, se quelle si sanno, si percepiscono negli sguardi e nei gesti; ho capito come per l'amicizia non siano importanti i km che separano le persone, perché la tecnologia aiuta e le parole salvano; ho ritrovato però, contemporaneamente, il piacere di un abbraccio stretto, delle chiacchiere davanti a uno spritz o a una tazza di tè; ho apprezzato i sorrisi di un gruppo di amici che inizia una nuova avventura e gustato la felicità di chi per me ha il posto più dolce, sicuro e importante nel cuore.
Sento ancora il subbuglio di giorni strani addosso, ho le spalle pesanti e la schiena rigida, ma se guardo indietro, in questa ruvida settimana trovo molti momenti dolci.
Che sia una bella domenica, che arrivi una nuova settimana, breve ma intensa.











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16 ott 2013

wor(l)ds #3

Lunedì ho spedito a Camilla, alias Zeldawasawriter il mio componimento per il progetto "WOR(L)DS" di questa settimana. Poi sono stata divorata dalla fretta milanese che si è impossessata di me anche qui tra le quattro mura di casa, e mi sono scordata di pubblicare anche qui! Eccomi nel gigante pdf che ogni settimana Camilla ci prepara, che meraviglia!


...copio qui il testo, un po' più leggibile!

Clelia se ne stava sul mobile,nascosta dietro a una palla di vetro, quelle dentro a cui cade la neve.Guardava affascinata il gran da fare di Giuseppe in cucina:erano lì,così vicini uno all'altra e Giuseppe nemmeno sapeva di lei,rifugiato com'era nella sua culla di ricordi.Il presente per lui era solo una cornice per un passato gonfio d'amore e dolore assieme;lei invece di quel passato non sapeva proprio nulla e si limitava ad osservare gli accadimenti.Giuseppe stese la tovaglia sul tavolo e apparecchiò;sentì la chiave girare nella serratura:tutta la sua famiglia era appena rientrata a casa.In un attimo impiattò il pranzo e vide quella piccola piantina sul mobile di fronte a lui:la prese e la posò sul tavolo per rendere più accogliente quel ritaglio di tempo da passare con sua figlia. Clelia,ora a tavola con la famiglia,sentì nelle mani di quel padre un amore di cui non lo credeva capace.

Il quarto kit di materiali è stato pubblicato proprio oggi (wor(l)ds - kit #4) ed io non vedo l'ora di mettermi a fantasticare!

                                                                                                                                    • Clà •
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20 set 2013

sì, sto parlando d'amore.

"L'amore non è bello, se non è litigarello" si dice. Beh, io questa frase non l'ho mai condivisa, così gli amori litigarelli dopo un po' mi hanno sempre stancata. 
Una mia carissima amica ogni tanto mi dice che dovrei imparare a portare un po' più pazienza in amore e che prima o poi dovrà farmi un corso; non mi opporrò, in tanti anni che ci conosciamo mi ha sempre insegnato un sacco di cose, dunque un corso mi farebbe solo bene!
A parte gli scherzi, le battute tra amiche, i messaggi su whats app, le relazioni andate male - direi semplicemente andate -, il mio rapporto con l'amore litigarello è cambiato e semplicemente ho lavorato affinché non ci fosse spazio per snervanti litigi su questioni banali; sono cresciuta un pochino (forse).

Ma c'è un amore, che dura da non so nemmeno quanto tempo, che definire litigarello è un eufemismo: noi ci scanniamo, litighiamo furiosamente; io verso fiumi di lacrime, scrivo paginate buttate poi nel cestino, mi si stringono le budella, mi rode il fegato; eppure non riesco a troncare, anzi, investo sempre di più. Così mi ritrovo a passare da momenti di incontenibile euforia a psicodrammi al limite del ricovero nel giro di pochi giorni - o poche ore, o minuti -.

Donne, se mi leggete, io sono fermamente contraria al ruolo di "crocerossina" nelle relazioni. Ma in questa lunga e controversa storia d'amore tra me e la Musica, mi pare che a lei sia tutto concesso.

           
                                                                                                                                                • CLà •

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03 set 2013

riassunto dell'estate


 Eccomi qui, riapro i battenti del blog in ritardo - ma si sa che col lunedì non ho mai avuto buoni rapporti! -
Sono disordinata anche qui; non sono riuscita lo scorso anno ad avere costanza e a rispettare alcuni "appuntamenti" che avevo cercato di impostare, né tanto meno ho salutato come si deve all'inizio di quest'estate, forse perché in realtà non me ne sono mai andata, niente vacanze per me in questo break estivo!
Ecco una carrellata di immagini, giusto per appuntarmi qualche ricordo di quest'estate così strana, adesso che è ora (anzi, è già tardi) di ripartire a pieno regime!



Innanzi tutto, a luglio c'è stata la decima edizione del Sun Rock Festival, sicuramente da ricordare!






 Pur essendo rimasta a casa ho avuto l'occasione di fare molte cose, tra cui vedere il favoloso concerto di Roger Waters, "The Wall", scherzare con personaggi tipici di Sarmato alle feste paesane, aggiustare la vecchia radio del nonno con papà - lavoro ancora in corso! - vedere Piacenza vuota, sempre affascinante, e giocare, giocare un sacco [specialmente con i cani di Matteo ]






"il Peppo" - tipico personaggio sarmatese


la vecchia radio del nonno



Matteo e Kira


Che sia un buon inizio anno, perché si sa, l'anno inizia a settembre!

                                                                                                                                       • CLà •
io, Fruttolo e Kira






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04 ago 2013

una domenica d'agosto

I vicini che parlano ad alta voce di viaggi al sud e ritorni al nord, in settembre, un settembre in cui "al nord è già pieno inverno".
Il silenzio dentro casa, del riposo meritato di chi ha troppi mesi - e anni - di lavoro sulle spalle.
Un girasole mi guarda, osserva il giornale sul tavolo, vicino ai libri e ad alcune partiture, non ancora sistemate dopo quest'anno che sembra infinito.
L'estate è inoltrata ed io forse ancora non me ne sono accorta, oppure la sento già agli sgoccioli, chissà. Divido questa mattina tra il piacere e il lavoro, attendo la serata tra pause che cercano di nascondere alcune ansie che si presentano in anticipo sulla tabella di marcia.
Sogno piccoli spazi, tempo, che serviranno a costruire un po' di serenità.

Presto sarà ora di pranzo, in questo paese che mi culla, da cui a volte vorrei scappare ma da cui alla fine mi lascio abbracciare con piacere.

E' una domenica d'agosto, il mio compleanno si avvicina.


                                                                                                                                               • Clà •
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01 lug 2013

• smiling list di una domenica colorata •

Ieri è stata la seconda domenica consecutiva spesa davvero bene - di quelle da ricordare, da segnare con un cuore giallo sull'agenda gialla - dopo la scorsa del 23 giugno passata al workshop di street photography alla fuji di Milano per provare le nuove macchine della Serie X (se volete togliervi qualche curiosità in merito, ne ha parlato Matteo sul suo blog).

Ieri non sono andata ancora a Milano ma ho vissuto le ore del giorno della settimana che spesso e per molto tempo ho ritenuto il più noioso vicino a casa.

Mi sono concessa una passeggiata e molte chiacchiere con una delle amiche più care, l'ho vista più serena e ho conosciuto i suoi nuovi sogni, mi sono fatta un regalo che corteggiavo da un po'.
Ho ascoltato mia nonna entusiasta del suo primo sabato sera all'opera, all'Arena di Verona; mi si è stretto il cuore ricevendo in regalo un libro sui cent'anni dell'anfiteatro, che lei immaginava che io non avessi mai visitato perché troppo lontano. Emozionata come una bambina mi ha abbracciata ed ha esclamato "ti auguro di vivere la vita che ho vissuto io, ma senza le macchie scure che ho dovuto superare; te lo auguro perché ho 81 anni e sono davvero felice"; non credo si debba aggiungere altro alle sue parole.



Ho poi camminato sull'erba del prato che da sempre è il mio preferito, a casa della zia che da sempre mi fa sentire a casa mia.
Nel pomeriggio ho mosso qualche passo in un sogno nuovo, concreto, di cui ho ancora un po' paura ma ho capito che camminare assieme rende più forti e sereni.
La semplicità di una cena semplice - dopo alcuni deliri musicologici, lo ammetto - in un luogo spartano che però io adoro, forse proprio per questo, ha preceduto alcune ore di riunione per la decima edizione del Sun Rock Festival, il prossimo 19 e 20 luglio.





...Non potevo non fissare con qualche riga momenti così speciali!
Ora è lunedì, questa settimana dovrò studiare molto ma non dovrò andare a Milano (si spera!), quindi spero di poter sorridere sinceramente a questa nuova settimana!

                                                                                                                             • Clà •
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17 mag 2013

- radici -

Solo un appunto, come se questo fosse un diario ed io fossi in viaggio. 
Le settimane come questa non mi permettono nemmeno di prendermi tempo per mettere i pensieri in fila; alcuni momenti sono stati positivi - davvero positivi - ma la stanchezza non mi permette di   riordinare le parole. 
Così lascio un suono, il suono delle parole, e un'immagine dei colori di casa. Per ricordarmi che qui, comunque sia andata la giornata, c'è sempre qualcuno o qualcosa pronto ad   abbracciarmi e a farmi riprendere fiato.

Sono fortunata.



"Radici" - F. Guccini 

                            
                                                                                                                                       • Clà •
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05 mag 2013

Ho sorriso a Milano

Questa settimana ho avuto un incontro ravvicinato con Milano, sono andata contro al mio istinto che di solito mi fa scappare a gambe levate dalla città appena conclusi i miei impegni e giovedì pomeriggio, dopo una serie di lezioni non proprio tra le mie preferite - giusto per essere moderata - sono andata a visitare il Museo del Novecento.
Salendo le scale, si incontra subito lo spazio dedicato a Luciano Berio [vedi sito del Museo] che ovviamente mi ha tenuta impegnata per un po' di tempo, guardando video e perdendomi nelle mie curiosità.
Il Museo merita davvero una visita, sia per le opere - fino a settembre in mostra anche le stampe di Andy Warhol della collezione Bank of America Merrill Lynch - che per la struttura affascinante, che permette di affacciarsi su Piazza Duomo da una prospettiva diversa.
Mi è sembrato in un paio d'ore [per altro davvero volate via in un lampo] di essere in una città in cui avrei potuto trovare molti spunti; il mio astio per Milano s'è addormentato per un po' e sono uscita di lì con il sorriso.

A me, oltre alla soddisfazione per le opere che mi sono gustata con calma [ammetto che visitare musei da sola mi è sempre piaciuto], resta una lezione importante: quando ho una mezza idea di sfidare la stanchezza o i miei pre[?!]giudizi verso Milano, devo lasciarmi contagiare dalla mia stessa curiosità e fare un passo verso il bello di questa città.


Ecco alcuni scatti - da cellulare, purtroppo ero sprovvista di macchine fotografiche! - della mia visita!




Piazza Duomo vista dal piano superiore del museo




affacciata





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30 apr 2013

_ attimi preziosi,tra le strade di casa _

A me oggi sembra sabato, anzi, domenica..domani sarà lunedì e dopo domani martedì e tornerò in Conservatorio.
Questi giorni a casa mi hanno destabilizzata, nonostante la tabella di marcia sull'agenda le cose non sono andate esattamente come avevo previsto - che strano eh?! - .
Beh, ad ogni modo, domani sarà l'ultimo giorno di questa "piccola pausa" in cui si sono intervallate ansie e spinte d'entusiasmo quasi folle.
Le ansie, ovviamente, sono rimaste: ho paura di non fare in tempo a studiare tutto, temo che si ripresenteranno problemi assai sgradevoli che in realtà l'anno scorso non ho sconfitto ma solo "congelato" (come direbbe un politico per l'imu); ad intervalli non troppo regolari, ma decisamente troppo frequenti, ho paura di aver sbagliato tutte le mie scelte, una in fila all'altra e di essere troppo in ritardo per cambiare strada, poi però prendo fiato e mi accorgo che non è così, per poi ricominciare da capo con l'ansia del tempo che scorre troppo in fretta e blablabla.
Voglio lasciar perdere tutte le ansie ora e metterle da parte [per farlo però occorre che facca un po' di spazio sulla scrivania, perché mi sento un po' osservata da tutte le note sparse in giro...], per dedicarmi velocemente a ciò che di buono è successo in questi giorni!

ecco nonna,molto affascinata dalla tecnologia,che prova a twittare
Ho avuto l'opportunità di passare un pomeriggio con mia nonna, che conserva dentro di sè la curiosità, lo stupore e l'entusiasmo per le cose della vita di una bambina, nonostante i suoi ormai 81 anni. A lei devo sicuramente le mie lentiggini e l'amore per la lettura.

Ho passato una serata seduta al tavolo con persone che avevo realmente voglia di vedere, e ho realizzato che mi sento accolta in maniera sincera e semplice, e che il desiderio di sedersi attorno a quella tavola e parlare non era assolutamente a senso unico; sentirsi a casa grazie alle persone che scegliamo di avere vicino è meraviglioso! La quotidianità è un dono che spesso trascuriamo e che io invece non mi vergono di coltivare con cura.
Ho comprato un libro, uscito da ormai un anno, che avevo paura ad affrontare per la storia che narra. Sapevo che avrei pianto, sapevo che mi sarei sentita parte della storia, ma mai avrei immaginato di stare sveglia quasi tutta la notte per leggerlo, per poi finirlo il giorno successivo - a conti fatti meno di ventiquattr'ore - ! Il libro in questione è "Fai bei sogni" di Massimo Gramellini, che straconsiglio a tutti, per la schiettezza e la sensibilità di spiegare un senso di vuoto profondo e la voglia di crescere.

Prendermi tempo per leggere è stata una rivoluzione, ho staccato dalla musica e mi è stato possibile in questo modo fare pace con lei - è una storia d'amore molto tormentata la nostra! -.



Presa da una ventata di entusiasmo simile a quello che avevo da bambina, ho deciso di prendere un biglietto di un concerto a cui un musicologo serio non si recherebbe mai [ma si sa, i musicologi non sono i principi del divertimento e poi...io tanto seria non sono!] Bruce Springsteen! 
Ho capito, sempre in questi giorni, che voglio lottare per non farmi rubare l'ingenuità dell'ascolto, voglio continuare a stupirmi anche grazie ai pezzi semplici - sì, proprio così, mi riferisco alla "terribile musica di consumo" - e conservare quella parte emotiva dell'ascolto musicale, che non analizza ma percepisce e, appunto, si emoziona!


Ci sono tanti pensieri che sono ancora confusi dentro di me, e questi giorni forse sono stati una serie di continue macchinazioni un po' esagerata; mi auguro che il ritorno ai ritmi frenetici non mi faccia perdere di vista ciò che di buono ho appreso tra le strade di casa!



                                                                                                                                     • Clà •
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08 apr 2013

• morale della favola/2 •

Morale della favola: questo 2013 è proprio strano.
Non so ancora bene a cosa "serva" di preciso  questo blog [ancora?!]; oggi però mi serve per mettere i pensieri in fila.
Ho una lavagnetta in camera, con diversi pennarelli colorati, che avrebbe proprio questo compito di racchiudere/riordinare i pensieri, ma ora è occupata dalla lista delle cose da portare con me a Parigi che ancora non riesco a cancellare [ebbene sì, il mio lato romantico esiste ancora].
Queste vacanze di Pasqua mi vedono  più stanca di prima: una vacanza per chi non è abituato può essere traumatica! Appena tornata ho dovuto incastrare impegni e pensieri in poco tempo;  le mie amiche se ne vanno, ognuna verso la sua avventura, e le novità prendono il loro spazio. 
Tornare a Milano la scorsa settimana è stato stancante ma mi ha anche dato nuovi spunti; nonostante sia un periodo di crisi latente per tempi che non so gestire, a volte vengo travolta da un'energia nuova.
Ho preso parte ad un progetto legato al Conservatorio e ad altri ragazzi che come me mettono entusiasmo in ciò che fanno, cosa di cui sono entusiasta: l'idea deve crescere e prender meglio forma ma sono certa che ci darà soddisfazioni [spero infatti di fare il punto dei prossimi passi proprio scrivendo alcune righe!].

Microstagione - lavori in corso

Ieri sera ho finito di leggere il mio primo ebook. Avevo ceduto alla tentazione di provare ad essere una donna davvero tecnologica perché nei tempi in morti in metro l'ipad è sempre con me, quindi ho cercato di ottimizzare spazi e peso comprando online "Stoner" di John Edward Williams. Un romanzo stupefacente: una storia semplice, di una vita normale. Una storia di passione per lo studio, di silenzi e disagi in una famiglia, di cambiamenti, di una passione andata persa a causa del mondo attorno, una storia di abitudini e di abbracci mancati, e di una malattia. Una storia semplice in cui lo scrittore riesce a farci entrare, che diventa per questo una storia di cui non riusciamo a non sapere i prossimi istanti. Consigliatissimo, insomma.

Ora le domande sono: quale sarà il nuovo romanzo che mi terrà compagnia tra le altre "mille letture obbligate"? E, soprattutto, riuscirò ancora a scegliere la soluzione più pratica -ebook- senza cedere al romanticismo del profumo della carta?

Sono stretta però tra decisioni per me affatto semplici, riguardano come sempre la musica e la gestione del tempo, che da quando ho questi ritmi stretti tra Milano e casa, mi sembra scivolare via ad una velocità impressionante. Vedremo cosa mi porterà questa primavera!


                                                                                                                                        • Clà •

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29 mar 2013

Parigi, primi ricordi a caldo.

Io non so tornare; o forse non so stare: stare a casa, stare lontana da casa, stare in Conservatorio, stare in mezzo alla gente, stare sola. Qualcuno di questi problemi, inevitabilmente, si verifica nella mia quotidianità.
Oggi, non so tornare [e quindi non so stare a casa].

Nei giorni scorsi mi sono concessa un viaggio, addirittura dire una vacanza, perché questo voleva essere: un momento di pausa da tutto -finalmente -. Da alcuni anni nella lista di città in cui passare qualche giorno era presente Parigi, ma per un motivo o per l'altro non ero mai riuscita ad andarci; questa è stata la mia prima volta nella città più romantica del mondo.
È curioso come io e gli stessi amici con cui più di un anno fa ho visitato Venezia, scegliamo sempre mete "da cartolina"!  Ammetto che tutto ciò che si dice tipicamente di Parigi, tutti quegli "oooh, vedrai com'è romantica!" avevano creato in me alcuni pregiudizi, temevo di rimanere delusa, ma la città mi ha stupita. Ho avuto la sensazione di camminare su strade percorse da un sacco di storia, da personalità di grande spessore, da menti sottili. Ho immaginato la meraviglia negli occhi di chi ammirava la Tour Eiffel appena completata nel 1889, lo stesso infondo di chi anche oggi la vede per la prima volta; ho fantasticato sulla vita dei parigini di oggi, chiedendomi come sarebbe la mia realtà se vivessi in una capitale europea così grande e affascinante; ho osservato con attenzione le opere del passato e quelle della contemporaneità, queste ultime custodite nello stravolgente Centre Pompidou.

Sono stati giorni belli, nonostante il freddo e il cielo quasi mai del tutto limpido. Ora è ancora troppo presto per mettere in ordine i ricordi, la mia mente ha bisogno di tempo - così come tutti gli scatti a pellicola che ho fatto e devo ancora sviluppare - ; per ora aggiugo qui qualche foto fatta con il cellulare, giusto per rivivere un po' dei momenti in cui il tempo sembra acquisire un'altra dimensione, prima di rimettermi a correre per recuperare il tempo "perso" - che poi perso proprio non è -.
 

                                                                                                                                                  Clà


in riva alla Senna



il menù "alla francese"! :)




Musée de l'Orangerie



al Louvre

Louvre


 
Louvre



dolcezze parigine: macaron


Tour Eiffel: lo stupore della sera


Centre Pompidou


Centre Pompidou

















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21 mar 2013

giornata mondiale della Poesia

Oggi è la giornata mondiale della Poesia.  [ unesco - gm della poesia ]

Non so dire da quanto tempo non scriva sul blog, nè tanto meno da quanto io non scriva una "poesia" - sicuramete molto di più - .
A volte è buona cosa non scrivere, altre volte il tempo mi inghiotte e non so ritaglirne un po' solo per me - e questo è un errore - .
Oggi è stata una giornata troppo piena, in cui avevo troppo sonno ed in cui ho vissuto troppi sbalzi d'umore. Non avevo in tasca i soldi per regalarmi un libro oggi, un libro di Poesia, ma mi è capitato di vivere momenti per me molto poetici.
Oggi c'era il sole e Milano, tra una lezione e l'altra, mi ha sorriso. Appena arrivata in città, ancora nei corridoi della metro, ho incontrato un gruppo di musicisti orientali intenti ad ascolare musica russa da uno smartphone, affascinati e determinati a riproporla; la loro espressione mi ha davvero rapita. 
La musica poi mi ha cullata in ogni pausa, sorprendendomi, facendomi innamorare e lasciandomi il giusto tempo per pensare e sognare. 





Benvenuta alla primavera e grazie a questa giornata, in cui ho capito che la musica va molto al di là delle sensazioni, ma anche della disciplina.



Per quanto riguarda la Poesia [nel senso "stretto" della parola], stasera mi farò cullare da Walt Whitman. [ Foglie d'erba - Whitman ]
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12 mar 2013

• Bologna, ti voglio bene! •

Bologna è autentica.
Ora profuma di ricordi, che sembrano fermi in un punto poco chiaro dello scorrere incessante del tempo. Bologna è lì, sapere che i suoi portici mi culleranno ogni volta che tornerò mi rende tranquilla. Tornare a casa ieri sera non è stato solo riabbracciare le persone con cui ho condiviso anni importanti, ma anche farmi riabbracciare dalla città.
Quando abitavo [quando abitavamo, dovrei dire, visto che chiacchierando ho capito che le sensazioni che provo sono comuni alle amiche con cui ho convissuto] si era creata una specie di "stato di grazia" per cui una serenità particolare regnava; di certo la città era complice di questo nostro modo di vivere e di sentirci. Anche per una come me, sempre su e giù tra una casa e l'altra, sempre di fretta cercando di incastrare mille impegni, Bologna rappresentava un'ancora, un luogo sicuro in cui poter sognare.
Non ho dimenticato niente: ricordo la prima sera in quella stanza che sembrava fredda e lontana da me, e l'ultima notte nella stanza a fianco, con un'immensa malinconia dentro; ricordo le prime lezioni, il percorso a piedi, lo stupore provato in Sala Borsa*, il percorso a piedi per tornare a casa d'inverno sotto i portici, mentre fuori piove; le serate con la chitarra, le osterie, il portapacchi della bici di un'amica con cui riuscivo a sognare in grande, le cene, le consuetudini casalinghe; i momenti di pessimismo e quelli di entusiasmo.
Bologna è tutto questo assieme ora, ed io mi emoziono per la fortuna che ho avuto, per le "coincidenze" che hanno reso quegli anni così densi, per come la città mi ha lasciata sognare, ed  sinsieme mi ha fatta crescere. Per tutto questo e per tutto ciò che non riesco a spiegare a parole, posso dire che a Bologna io voglio davvero un gran bene!




Ecco alcuni scatti di ieri, di questo temporaneo ritorno a casa - ebbene sì, solo cellulare ieri! -


Via Zamboni


Nelle vicinanze di Porta San Donato


Osteria 




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25 feb 2013

appunti su una passeggiata verso il voto.

Ho imparato cosa vuol dire andare a votare quando ero piccola e vedevo mio nonno leggere il giornale. Ho imparato che appassionarsi alla politica non vuol dire urlare in piazza contro chi è dello schieramento opposto al tuo: quello non è fare politica, indipendentemente dal fatto che si urli seduti al bar oppure da sopra un palco. Ho capito che bisogna sedersi a ragionare, leggere più di una versione delle cose, perché se uno vuole aprire gli occhi specialmente ora può. Bisogna saper ascoltare e mandare giù qualche rospo, perché la politica non è o bianca o nera. Ho imparato che la politica non è astratta ma è un dovere civico di interesse a ciò che ci circonda, al mondo in cui viviamo, dal piccolo al grande, dal nostro vicino di casa a chi abita dall'altro capo del nostro stivale - ormai tutto da sistemare - .
La politica, mi è stato insegnato, significa interessarsi, tenere le orecchie aperte e gli occhi svegli.
È una scelta, non solo il giorno del voto. È un approccio, un modo di vedere le cose e di cercare di portarle avanti.
Ieri ho votato, mandando giù qualche rospo ma con la speranza ancora accesa, la stessa speranza che aveva mio nonno, un uomo un po' rude a cui però si illuminava lo sguardo all'idea di un cambiamento di rotta.

• CLà •
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20 feb 2013

• Milano mi abbraccia, ma la campagna mi culla. •

Nel poco tempo che riesco a ritagliarmi tra una lezione e l'altra, il mese scorso ho camminato un pochino per Milano.
Ho scoperto che:

  • anche a Milano il cielo può essere azzurro [azzurro davvero!]



  • a volte Milano ti abbraccia, quando meno te lo aspetti:



  • in città ci sono degli angoli, delle vie, in cui il colore che da sempre amo spunta fuori di colpo, sorprendendomi e facendomi sorridere [grazie, rosso!] :




Ho capito quindi che cercando bene, posso trovare qualcosa di bello anche qui, dunque continuerò su questa strada per sorridere a Milano!

Infondo al rullino scattato con la mia Sardina, ho ritrovato una foto che mi ha fatto capire [per giunta in un momento di stanchezza estrema, in cui mi chiedo chi me l'ha fatto fare di continuare ad andare su e giù dalla campagna alla città ogni giorno] perché adoro tornare a casa:




 
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