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04 ago 2013

una domenica d'agosto

I vicini che parlano ad alta voce di viaggi al sud e ritorni al nord, in settembre, un settembre in cui "al nord è già pieno inverno".
Il silenzio dentro casa, del riposo meritato di chi ha troppi mesi - e anni - di lavoro sulle spalle.
Un girasole mi guarda, osserva il giornale sul tavolo, vicino ai libri e ad alcune partiture, non ancora sistemate dopo quest'anno che sembra infinito.
L'estate è inoltrata ed io forse ancora non me ne sono accorta, oppure la sento già agli sgoccioli, chissà. Divido questa mattina tra il piacere e il lavoro, attendo la serata tra pause che cercano di nascondere alcune ansie che si presentano in anticipo sulla tabella di marcia.
Sogno piccoli spazi, tempo, che serviranno a costruire un po' di serenità.

Presto sarà ora di pranzo, in questo paese che mi culla, da cui a volte vorrei scappare ma da cui alla fine mi lascio abbracciare con piacere.

E' una domenica d'agosto, il mio compleanno si avvicina.


                                                                                                                                               • Clà •
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01 lug 2013

• smiling list di una domenica colorata •

Ieri è stata la seconda domenica consecutiva spesa davvero bene - di quelle da ricordare, da segnare con un cuore giallo sull'agenda gialla - dopo la scorsa del 23 giugno passata al workshop di street photography alla fuji di Milano per provare le nuove macchine della Serie X (se volete togliervi qualche curiosità in merito, ne ha parlato Matteo sul suo blog).

Ieri non sono andata ancora a Milano ma ho vissuto le ore del giorno della settimana che spesso e per molto tempo ho ritenuto il più noioso vicino a casa.

Mi sono concessa una passeggiata e molte chiacchiere con una delle amiche più care, l'ho vista più serena e ho conosciuto i suoi nuovi sogni, mi sono fatta un regalo che corteggiavo da un po'.
Ho ascoltato mia nonna entusiasta del suo primo sabato sera all'opera, all'Arena di Verona; mi si è stretto il cuore ricevendo in regalo un libro sui cent'anni dell'anfiteatro, che lei immaginava che io non avessi mai visitato perché troppo lontano. Emozionata come una bambina mi ha abbracciata ed ha esclamato "ti auguro di vivere la vita che ho vissuto io, ma senza le macchie scure che ho dovuto superare; te lo auguro perché ho 81 anni e sono davvero felice"; non credo si debba aggiungere altro alle sue parole.



Ho poi camminato sull'erba del prato che da sempre è il mio preferito, a casa della zia che da sempre mi fa sentire a casa mia.
Nel pomeriggio ho mosso qualche passo in un sogno nuovo, concreto, di cui ho ancora un po' paura ma ho capito che camminare assieme rende più forti e sereni.
La semplicità di una cena semplice - dopo alcuni deliri musicologici, lo ammetto - in un luogo spartano che però io adoro, forse proprio per questo, ha preceduto alcune ore di riunione per la decima edizione del Sun Rock Festival, il prossimo 19 e 20 luglio.





...Non potevo non fissare con qualche riga momenti così speciali!
Ora è lunedì, questa settimana dovrò studiare molto ma non dovrò andare a Milano (si spera!), quindi spero di poter sorridere sinceramente a questa nuova settimana!

                                                                                                                             • Clà •
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30 apr 2013

_ attimi preziosi,tra le strade di casa _

A me oggi sembra sabato, anzi, domenica..domani sarà lunedì e dopo domani martedì e tornerò in Conservatorio.
Questi giorni a casa mi hanno destabilizzata, nonostante la tabella di marcia sull'agenda le cose non sono andate esattamente come avevo previsto - che strano eh?! - .
Beh, ad ogni modo, domani sarà l'ultimo giorno di questa "piccola pausa" in cui si sono intervallate ansie e spinte d'entusiasmo quasi folle.
Le ansie, ovviamente, sono rimaste: ho paura di non fare in tempo a studiare tutto, temo che si ripresenteranno problemi assai sgradevoli che in realtà l'anno scorso non ho sconfitto ma solo "congelato" (come direbbe un politico per l'imu); ad intervalli non troppo regolari, ma decisamente troppo frequenti, ho paura di aver sbagliato tutte le mie scelte, una in fila all'altra e di essere troppo in ritardo per cambiare strada, poi però prendo fiato e mi accorgo che non è così, per poi ricominciare da capo con l'ansia del tempo che scorre troppo in fretta e blablabla.
Voglio lasciar perdere tutte le ansie ora e metterle da parte [per farlo però occorre che facca un po' di spazio sulla scrivania, perché mi sento un po' osservata da tutte le note sparse in giro...], per dedicarmi velocemente a ciò che di buono è successo in questi giorni!

ecco nonna,molto affascinata dalla tecnologia,che prova a twittare
Ho avuto l'opportunità di passare un pomeriggio con mia nonna, che conserva dentro di sè la curiosità, lo stupore e l'entusiasmo per le cose della vita di una bambina, nonostante i suoi ormai 81 anni. A lei devo sicuramente le mie lentiggini e l'amore per la lettura.

Ho passato una serata seduta al tavolo con persone che avevo realmente voglia di vedere, e ho realizzato che mi sento accolta in maniera sincera e semplice, e che il desiderio di sedersi attorno a quella tavola e parlare non era assolutamente a senso unico; sentirsi a casa grazie alle persone che scegliamo di avere vicino è meraviglioso! La quotidianità è un dono che spesso trascuriamo e che io invece non mi vergono di coltivare con cura.
Ho comprato un libro, uscito da ormai un anno, che avevo paura ad affrontare per la storia che narra. Sapevo che avrei pianto, sapevo che mi sarei sentita parte della storia, ma mai avrei immaginato di stare sveglia quasi tutta la notte per leggerlo, per poi finirlo il giorno successivo - a conti fatti meno di ventiquattr'ore - ! Il libro in questione è "Fai bei sogni" di Massimo Gramellini, che straconsiglio a tutti, per la schiettezza e la sensibilità di spiegare un senso di vuoto profondo e la voglia di crescere.

Prendermi tempo per leggere è stata una rivoluzione, ho staccato dalla musica e mi è stato possibile in questo modo fare pace con lei - è una storia d'amore molto tormentata la nostra! -.



Presa da una ventata di entusiasmo simile a quello che avevo da bambina, ho deciso di prendere un biglietto di un concerto a cui un musicologo serio non si recherebbe mai [ma si sa, i musicologi non sono i principi del divertimento e poi...io tanto seria non sono!] Bruce Springsteen! 
Ho capito, sempre in questi giorni, che voglio lottare per non farmi rubare l'ingenuità dell'ascolto, voglio continuare a stupirmi anche grazie ai pezzi semplici - sì, proprio così, mi riferisco alla "terribile musica di consumo" - e conservare quella parte emotiva dell'ascolto musicale, che non analizza ma percepisce e, appunto, si emoziona!


Ci sono tanti pensieri che sono ancora confusi dentro di me, e questi giorni forse sono stati una serie di continue macchinazioni un po' esagerata; mi auguro che il ritorno ai ritmi frenetici non mi faccia perdere di vista ciò che di buono ho appreso tra le strade di casa!



                                                                                                                                     • Clà •
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29 mar 2013

Parigi, primi ricordi a caldo.

Io non so tornare; o forse non so stare: stare a casa, stare lontana da casa, stare in Conservatorio, stare in mezzo alla gente, stare sola. Qualcuno di questi problemi, inevitabilmente, si verifica nella mia quotidianità.
Oggi, non so tornare [e quindi non so stare a casa].

Nei giorni scorsi mi sono concessa un viaggio, addirittura dire una vacanza, perché questo voleva essere: un momento di pausa da tutto -finalmente -. Da alcuni anni nella lista di città in cui passare qualche giorno era presente Parigi, ma per un motivo o per l'altro non ero mai riuscita ad andarci; questa è stata la mia prima volta nella città più romantica del mondo.
È curioso come io e gli stessi amici con cui più di un anno fa ho visitato Venezia, scegliamo sempre mete "da cartolina"!  Ammetto che tutto ciò che si dice tipicamente di Parigi, tutti quegli "oooh, vedrai com'è romantica!" avevano creato in me alcuni pregiudizi, temevo di rimanere delusa, ma la città mi ha stupita. Ho avuto la sensazione di camminare su strade percorse da un sacco di storia, da personalità di grande spessore, da menti sottili. Ho immaginato la meraviglia negli occhi di chi ammirava la Tour Eiffel appena completata nel 1889, lo stesso infondo di chi anche oggi la vede per la prima volta; ho fantasticato sulla vita dei parigini di oggi, chiedendomi come sarebbe la mia realtà se vivessi in una capitale europea così grande e affascinante; ho osservato con attenzione le opere del passato e quelle della contemporaneità, queste ultime custodite nello stravolgente Centre Pompidou.

Sono stati giorni belli, nonostante il freddo e il cielo quasi mai del tutto limpido. Ora è ancora troppo presto per mettere in ordine i ricordi, la mia mente ha bisogno di tempo - così come tutti gli scatti a pellicola che ho fatto e devo ancora sviluppare - ; per ora aggiugo qui qualche foto fatta con il cellulare, giusto per rivivere un po' dei momenti in cui il tempo sembra acquisire un'altra dimensione, prima di rimettermi a correre per recuperare il tempo "perso" - che poi perso proprio non è -.
 

                                                                                                                                                  Clà


in riva alla Senna



il menù "alla francese"! :)




Musée de l'Orangerie



al Louvre

Louvre


 
Louvre



dolcezze parigine: macaron


Tour Eiffel: lo stupore della sera


Centre Pompidou


Centre Pompidou

















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12 mar 2013

• Bologna, ti voglio bene! •

Bologna è autentica.
Ora profuma di ricordi, che sembrano fermi in un punto poco chiaro dello scorrere incessante del tempo. Bologna è lì, sapere che i suoi portici mi culleranno ogni volta che tornerò mi rende tranquilla. Tornare a casa ieri sera non è stato solo riabbracciare le persone con cui ho condiviso anni importanti, ma anche farmi riabbracciare dalla città.
Quando abitavo [quando abitavamo, dovrei dire, visto che chiacchierando ho capito che le sensazioni che provo sono comuni alle amiche con cui ho convissuto] si era creata una specie di "stato di grazia" per cui una serenità particolare regnava; di certo la città era complice di questo nostro modo di vivere e di sentirci. Anche per una come me, sempre su e giù tra una casa e l'altra, sempre di fretta cercando di incastrare mille impegni, Bologna rappresentava un'ancora, un luogo sicuro in cui poter sognare.
Non ho dimenticato niente: ricordo la prima sera in quella stanza che sembrava fredda e lontana da me, e l'ultima notte nella stanza a fianco, con un'immensa malinconia dentro; ricordo le prime lezioni, il percorso a piedi, lo stupore provato in Sala Borsa*, il percorso a piedi per tornare a casa d'inverno sotto i portici, mentre fuori piove; le serate con la chitarra, le osterie, il portapacchi della bici di un'amica con cui riuscivo a sognare in grande, le cene, le consuetudini casalinghe; i momenti di pessimismo e quelli di entusiasmo.
Bologna è tutto questo assieme ora, ed io mi emoziono per la fortuna che ho avuto, per le "coincidenze" che hanno reso quegli anni così densi, per come la città mi ha lasciata sognare, ed  sinsieme mi ha fatta crescere. Per tutto questo e per tutto ciò che non riesco a spiegare a parole, posso dire che a Bologna io voglio davvero un gran bene!




Ecco alcuni scatti di ieri, di questo temporaneo ritorno a casa - ebbene sì, solo cellulare ieri! -


Via Zamboni


Nelle vicinanze di Porta San Donato


Osteria 




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03 feb 2013

• buongiorno •

Buongiorno e buona domenica! Finalmente stamattina c'è il sole ed io ho passato uno di quei sabato sera da ricordare: a letto dalle 23.30, ma con più di due ore di sonno precedenti, ovviamente sul divano! 
Un buon inizio di giornata è l'ideale per cullare nuove idee ed organizzare nuovi progetti... Clelia è in gran forma ed io voglio prendere esempio da lei! 






» tanti sorrisi «


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07 dic 2012

dicembre - natale - paura&delirio/stupore&sorrisi

La sfida natalizia di fare le cose con metodo [che poi per me è una sfida non solo natalizia ma generale].
Oggi è il 7 dicembre, è Sant'Ambrogio e mai mi sono sentita così grata a qualche santo: finalmente un venerdì senza sveglia alle 5.30! Avendo dormito ben tre ore in più del solito, mi sono lanciata nell'impresa di comprare i regali: bardata con mega sciarpa e cappotto sono salita in macchina, borsa corolata a tracolla e via pronta per andare a Piacenza con una lista di nomi in tasta e un'altra di idee per un solo nome.
Forse avrei dovuto capire che la giornata sarebbe stata strana già al mio risveglio, quando la prima cosa a cui ho pensato è stata: "che voglia di strutturalismo (musicale)!"... Ecco, non è da me svegliarmi con voglie del genere: di solito il primo pensiero è la colazione, al massimo il numero di strati da indossare per non avere freddo ma non di certo lo strutturalismo musicale. A volte mi è successo di svegliarmi con una canzone in testa, oppure con una strana volontà di iniziare bene la mattinata ascoltando qualcosa di tipicamente mozartiano, per rilassare i nervi - spesso già tesi, appena aperti gli occhi- , ma oggi no. Dopo la colazione questa voglia ha iniziato a fluttuare e mutare, passando da una cosa all'altra, senza senso preciso: Luigi Nono - Dave Matthews, Luciano Berio - Bach [solo pezzi per violoncello suonati da Yo-Yo Ma], James Taylor.
Sì, avrei dovuto capire che sarebbe stata una giornata strana.

Sono andata a Piacenza, decisa a non essere in Grinch quest'anno. Sto facendo del mio meglio per non odiare dicembre e devo dire che i risultati già un po' si vedono.
Oggi, invece di reagire al freddo polare solo chiedendomi perché ancora io non abbia deciso di trasferirmi a Cuba, sono entrata in un negozio e ho comprato una cuffia di un colore bello ma improponibile-inabbinabile-indescrivibile..che quindi già adoro. Un bel sorriso al nuovo acquisto e, perché no, anche a me col naso rosso.

Ovviamente non ho trovato tutti i regali e su alcuni ho ancora il vuoto in testa ma ho una cuffia nuova e quattro evidenziatori colorati pronti per essere usati. Già, perché dopo esser riuscita a mantenere la calma e il buon umore nel primo giro per regali natalizi, sono tornata a casa sotto la neve, ed ora sono pronta per iniziare a studiare (nonostante il sonno) mentre guardo il balcone imbiancarsi e - colpo di scena - sono quasi stupita come da bambina.

Che strano dicembre, quasi quasi mi piace.


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23 nov 2012

morale della favola

[...] Capì così che non sarebbe stata pronta per la morte, la morte di qualcuno attorno a lei. 
Fino a quel momento aveva pensato di essere "vaccinata" per quell'esperienza, ma la possibilità concreta che tutto diventasse d'un tratto reale fu come uno schiaffo: di nuovo il cuore in gola, di nuovo il senso di inadeguatezza, di nuovo i pensieri tutti perfettamente allineati pronti a "fare ciò che serve" e insieme tutti aggrovigliati, l'odore freddo dell'ansia, il silenzio vuoto del momento prima di sapere.
Così non era stato, nulla era diventato reale. Si era trattato solo di "un brutto spavento" dato da una serie di condizioni e probabilmente da una preoccupazione eccessiva.
Nulla si era trasformato in ciò che lei aveva già conosciuto, o meglio in ciò che lei credeva di conoscere e a cui pensava di essere quasi immune; ma era tutto cambiato.
In un attimo l'ordine delle cose si era frammentato, per tornare solo apparentemente a ciò che in origine sembrava essere un equilibrio. Ora sapeva che non sarebbe stata pronta, nemmeno se fosse stato investito dalla fine del tempo qualcuno che, per forza di cose, per l'età, di tempo non ne aveva davanti molto.
Si sentiva stanca, aveva voglia di piangere ma non era in grado.
Quante cose erano cambiate, quante lo stavano facendo in quell'istante, quante altre ancora l'avrebbero fatto nello scorrere del tempo, degli anni?
Si sentì sola, vulnerabile come non si sentiva da molto ormai. E ne fu felice.
Non era successo nulla, andava tutto bene: era stato come guardarsi per forza allo specchio ed osservarsi senza vergogna.
Aveva ancora paura, sentiva ancora forte il freddo dell'abbandono. Capì che il suo cuore era ancora aperto, non era immune a nulla, era ancora in grado di provare ciò che di più profondo sottende l'animo umano. Si sentì adulta e bambina insieme, donna forse per la prima volta. Mise il pigiama e  s'infilò sotto le coperte, con il suo bagaglio di ricordi, con la gratitudine a chissà chi o cosa per quel sospiro di sollievo tirato poco prima, e con la consapevolezza di poter ancora amare.
Si ripromise, prima di spegnere la luce, di non vergognarsi delle sue sensazioni e di trovare le parole per descriverle, affinché non andassero mai persi dei momenti, si ripromise di non rimandare. [...]
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10 nov 2012

una lunga bella giornata





Non so se si possa far partire un nuovo anno da qualsiasi giorno, ma mi piace pensare di sì.
Più di un anno è passato da un bel viaggio, che era servito a tirare un sospiro, a sciogliere tensioni e    - anche se allora ne ero inconsapevole - a prepararmi a molti mesi intensi.
Oggi a quel viaggio ho sorriso, vicino a me le persone con cui ho passeggiato per Venezia, persone con cui ripartirei anche domani. Attorno a noi sguardi curiosi, sorrisi, e chiacchiere.

mostra fotografica "VENICE" alla libreria BookBank Libri D'altri Tempi
chiacchiere alla mostra











L'autunno - che in certe folate d'aria così acute porta già il profumo d'inverno - oggi è sembrato sorridermi: le strade di Milano illuminate da un sole timido ma sempre presente, la paura e l'ansia combattute con abbracci stretti, la stanchezza cancellata dall'entusiasmo, un momento di condivisione in un posto accogliente e poetico, ancora stanchezza, questa volta cancellata dalla curiosità per un altro "primo giorno di scuola".. aprire un quaderno nuovo, riaccendere l'attenzione e assorbire nuovi stimoli per finire la giornata in bellezza. 


workshop lomography


Non è giusto scrivere solo quando si è tristi, anche se viene più spontaneo. Non è giusto dare peso solo al grigiore di momenti poco chiari. Di questo sono convinta.
Dunque, anche se è tardi, ho sonno e domani sarà l'ultimo sabato da qui a molto tempo in cui potrò godermi una bella dormita (che tanto lunga non sarà, vista l'ora!), sono qui a scrivere per ricordarmi [ricordarci?] che i giorni faticosi, lunghissimi, che lasciano senza energie non per forza sono "giornate no", ma possono anche essere giornate serene, giornate con un lieto fine. 

• E io alle favole ci credo! •



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07 nov 2012

una lunga notte.





Strane sensazioni tutte insieme, che voglio annotare, per ricordare.

 




L'attesa per il conteggio dei voti
















la voglia di giocare, tornando indietro nel tempo, per colorare questa stagione grigia, per ricordare il sapore della cucina nella casa dell'infanzia. la voglia di concretezza e semplicità, di ricette scritte ancora a mano









Il sorriso, un po' impaurito ma molto profondo, di fronte a nuove pagine bianche da riempire. Sono passati dieci anni, mi immaginavo diversa forse... ma oggi penso che infondo sia bello ritrovarmi in me, riconoscere la stessa bambina di una volta, con gli stessi sogni...solo un po' più vicini...






Nel silenzio, nell'aria, c'è un profumo che conosco
Buona notte



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18 ago 2012

buon compleanno a me [ebbene sì, lo è stato!]

Un buon compleanno è come i miei dolci, la ricetta un po' la si sa, un po' la si inventa e un po' viene per caso. 
Ecco, quest'anno è funzionato tutto molto bene, quindi riporto la ricetta per un bel compleanno:
  • sfruttare tutte le ore della giornata, che parte dalla mezzanotte del giorno precedente e finisce alla mezzanotte del successivo, quindi stappare la prima bottiglia alle 00.00 del 16 agosto e finire l'ultimo bicchiere [ovviamente non della stessa bottiglia!] dopo le 00.00 del 17 agosto
  • trovarsi in un posto in cui ci si senta a proprio agio, con persone a loro volta serene nel trovarsi lì
  • non risparmiarsi abbracci e risate
  • spegnere la prima candelina con lo scoccare della mezzanotte e riaccenderla finchè non si esauriscono tutti i desideri da esprimere
  • sorridere al presente 
  • sorridere al passato
  • scartare i regali con la curiosità dei bambini
  • sognare, stupirsi, entusiasmarsi
  • andare a letto tardi
  • svegliarsi tardi
  • seguire i propri ritmi e non sentirsi in colpa per aver passato una giornata senza obblighi/impegni
  • cucinare dolci [e non] inventando ricette 
  • giocare coi colori e con la luce
  • innamorarsi
  • ascoltare il silenzio
  • accettarsi
  • guardare le stelle ed esprimere gli stessi desideri della sera prima
  • sognare, stupirsi, entusiasmarsi per una candelina inaspettata
  • sorridere anche alle proprie paure, accettandole 
  • non avere paura
  • rilassarsi
  • riconoscere la felicità e sorriderle

NB: alcuni ingredienti - in corsivo -sono la ricetta ideale per creare delle belle giornate!  
 

Iniziano i 24 anni, tanti auguri a me! :)

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24 lug 2012

ho dimenticato di annotare la felicità

Ho dimenticato di annotare la felicità.
Ho dimenticato di farlo due settimane fa, l'altra notte, oggi pomeriggio e chissà quante altre volte. Bisognerebbe avere un blocchetto pieno di fogliettini colorati da appiccicare in giro, nei posti dove passa la felicità, dove la creiamo, per ricordarci che un giorno, a un certo orario, in un certo posto siamo stati felici. Probabilmente alcuni dei posti che si riempirebbero di colori sarebbero gli stessi che mi hanno vista più triste, ma poco importa. La felicità per me stasera ha un buon profumo ed è una felicità autentica, è stata un momento, un attimo che fa piangere dall'emozione. 


Se avessi un blocchetto di fogli colorati inizierebbe con l'arancione, un arancione che sembra un po' rosso, come il vestito che mi ha riportata negli anni '50 anche quest'anno, regalandomi piccoli momenti felici.










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09 lug 2012

in vino [?] veritas

"In vino veritas". E in spritz? Grazie al cielo (o a chissà ché) esiste il caffè, quintali di caffé. Ed è col caffé che voglio inventarmi qualcosa, magari stanotte quando torno.
 

Il colore di stasera è l'arancione. L'arancione dello spritz, del mio smalto, dei miei pantaloni (che non si sa di che colore siano, stasera dico arancione domani magari dirò..corallo?!). Beh questo colore è quello delle risate e dei dieci minuti seri che portano a pensieri esistenziali che mi trascinerò dietro per tutta la sera.

Quest'ansia che sento adesso non sembra cattiva come al solito. Lo scrivo per ricordarlo.
Infondo è per questo che si scrive, no? Per ricordare.
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14 giu 2012

[ cooking/1 ]

> muffins cioccolato fondente e caffè <

Farina, zucchero di canna, uova, latte, cioccolato fondente e caffè: un'ottima ricetta per riprendersi da una noiosissima giornata di studio e cancellare la stanchezza, almeno per il tempo di preparazione e cottura! Che magia la cucina!
Mi fa tornare indietro nel tempo, quando mischio gli ingredienti ho lo stesso entusiasmo di quando da piccola chiedevo a mia zia di disegnarmi dei gatti per colorarli poi come li vedevo nella mia fantasia.
I bambini sanno cose che noi non sappiamo, vedono cose che gli adulti si perdono. Tutti dovrebbero cucinare, o fare qualcosa che gli permetta di sentirsi come da bambini. 

E si sa, i bimbi sognano tanto ed io...anche di più! 








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