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17 gen 2014

#authenticlife 3

Questa settimana che sta per volgere al termine, per me in realtà inizia oggi: primo giorno in Conservatorio di venerdì. Il virus che mi ha costretta a casa negli scorsi giorni, senza poter godere del buon cibo e dei tempi lenti che contraddistinguono le giornate in cui casualmente Milano (o le scadenze che mi detta) non è protagonista, mi ha quasi portata a credere che avrei avuto serie difficoltà a ritagliare un mio momento di #authenticlife, e invece mercoledì è arrivato un pacco.

Lo scorso sabato a lezione mi sono stati dati diversi suggerimenti su libri interessanti e nel pacco, a sorpresa, c'era proprio uno di questi libri:


In questo  libro - ancora tutto da scoprire - ci sono almeno due ingredienti importanti: la curiosità, da parte mia, e la capacità di ascoltare e di capire ciò che mi fa illuminare gli occhi, ancora come quando ero bambina.
Specialmente per questo secondo "ingrediente", mi sento una persona molto fortunata.

La mia settimana di frenesia e probabili ansie inizia oggi, ma nella parte di settimana trascorsa tra le quattro mura di casa ho imparato più di quanto mi aspettassi.


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05 lug 2013

il diploma

Crescendo, sognare è sempre più difficile.
Sei anni fa a quest'ora era il giorno dopo il diploma ed io mi sentivo leggera come una piuma: mi sembrava di avere il mondo in mano e le paure avevano un peso irrilevante se confrontato ai sogni che avevo segretamente cullato fino a quel momento e che erano finalmente pronti a esplodere.
Sembrava fossero destinati a realizzarsi, uno dopo l'altro, generandone sempre di nuovi, rigenerando me e le mie energie. Mi sentivo rinata, non più costretta in spazi non miei, con persone con cui non condividevo nulla. Credevo che la Musica avrebbe potuto rendermi felice, felice davvero.

Ma sognare è difficile. E la realtà scotta, fa male.
La Musica è meravigliosa, ma dura, severa, impeccabile. E' uno schiaffo sulla pelle nuda, è il tempo che scappa.
La Musica ti corrode dentro e la meraviglia si mischia alla fatica, tingendosi di colori che non possono essere descritti.

La realtà si avvicina, la vedo quasi chiaramente ed è diversa da tutti quei sogni in fila.
I desideri si sono sparpagliati, tenerli assieme è un compito arduo, quasi tanto quanto quello di adattarli alla vita adulta.

Sei anni fa mi ero appena diplomata ed ero convinta che sognare sarebbe stato più facile. Non sapevo, però, che sarei stata obbligata a crescere



                                                                                                                            • Clà •
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22 apr 2013

Clà vs Lunedì

Io odio i lunedì, non c'è nulla da fare. 
Sto cercando di fare pace con questo giorno della settimana - tra l'altro, teoricamente dovrebbe  riuscirmi abbastanza semplice visto che è l'unico giorno in cui non vado a Milano - da una vita intera, ma ammetto di non aver ottenuto buoni risultati. L'ultima trovata per riappacificarmi col lunedì l'ho avuta ieri - ho giocato d'anticipo - cercando di creare per me un ambiente più accogliente in cui svegliarmi il mattino dopo. La scrivania era sommersa dai libri e da tempo non mi restava altra soluzione che studiare o usare il computer in cucina [il nuovo mac non aveva ancora avuto l'onore di essere appoggiato sulla scrivania!]; ieri ho così iniziato e -quasi- finito un'impresa davvero gigantesca: dare un ordine logico ai libri.
Ho deciso di dividere il tutto per tipologie e ovviamente all'interno di queste ho seguito l'ordine alfabetico per autore - la cosa più semplice,insomma!-. Sono soddisfatta del lavoro; stamattina appena sveglia ho fatto un bel sorriso ed ora sono seduta alla scrivania a lavorare.

a Layla piacciono i "nuovi" spazi


 

il macina caffè della mia bisnonna (sulla mensola più bassa, a destra) è vicino ad altri ricordi preziosi

anche le macchine fotografiche ora sono quasi tutte unite! :)



Il lunedì non mi dà tregua però, infatti ho scoperto di non avere in casa caffè, cosa che per una dipendente dalla caffeina come me è incredibile e gravissima!
Sto cercando di non farmi rovinare un buon inizio di giornata da questo disguido ma sarà difficile trovare la forza di togliermi il pigiama per andare a comprare una scorta di caffè che duri per almeno qualche mese!

A parte gli scherzi, oggi è una giornata di programmi importanti...incrocio le dita e spero che tutto funzioni al meglio!


                                                                                                                                     • Clà •

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12 mar 2013

• Bologna, ti voglio bene! •

Bologna è autentica.
Ora profuma di ricordi, che sembrano fermi in un punto poco chiaro dello scorrere incessante del tempo. Bologna è lì, sapere che i suoi portici mi culleranno ogni volta che tornerò mi rende tranquilla. Tornare a casa ieri sera non è stato solo riabbracciare le persone con cui ho condiviso anni importanti, ma anche farmi riabbracciare dalla città.
Quando abitavo [quando abitavamo, dovrei dire, visto che chiacchierando ho capito che le sensazioni che provo sono comuni alle amiche con cui ho convissuto] si era creata una specie di "stato di grazia" per cui una serenità particolare regnava; di certo la città era complice di questo nostro modo di vivere e di sentirci. Anche per una come me, sempre su e giù tra una casa e l'altra, sempre di fretta cercando di incastrare mille impegni, Bologna rappresentava un'ancora, un luogo sicuro in cui poter sognare.
Non ho dimenticato niente: ricordo la prima sera in quella stanza che sembrava fredda e lontana da me, e l'ultima notte nella stanza a fianco, con un'immensa malinconia dentro; ricordo le prime lezioni, il percorso a piedi, lo stupore provato in Sala Borsa*, il percorso a piedi per tornare a casa d'inverno sotto i portici, mentre fuori piove; le serate con la chitarra, le osterie, il portapacchi della bici di un'amica con cui riuscivo a sognare in grande, le cene, le consuetudini casalinghe; i momenti di pessimismo e quelli di entusiasmo.
Bologna è tutto questo assieme ora, ed io mi emoziono per la fortuna che ho avuto, per le "coincidenze" che hanno reso quegli anni così densi, per come la città mi ha lasciata sognare, ed  sinsieme mi ha fatta crescere. Per tutto questo e per tutto ciò che non riesco a spiegare a parole, posso dire che a Bologna io voglio davvero un gran bene!




Ecco alcuni scatti di ieri, di questo temporaneo ritorno a casa - ebbene sì, solo cellulare ieri! -


Via Zamboni


Nelle vicinanze di Porta San Donato


Osteria 




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13 feb 2013

"stanze di vita quotidiana"

"Stanze di vita quotidiana" è un album di Guccini del 1974, molto particolare. Diversi dei pezzi sono stati riproposti live nella maggior parte dei suoi tour, ma di certo non è l'album più frequentato dai fans. Ognuno dei brani inizia il suo titolo con la parola Canzone, parola scritta con la lettera maiuscola non a caso. 
Non è questo il momento per mettermi a scrivere seriamente di quanto la storia della musica italiana sia legata alla Canzone d'Autore, e a quanto il presente di questa storia mi faccia rimanere quanto meno perplessa (che diplomatica che sono...) ; diró solo che in questi giorni in cui sono chiusa in casa a studiare (ovviamente musica,come sempre) e la sera per la prima volta devo seguire il Festival di Sanremo con sguardo critico, in prospettiva di un lavoro interessante verso cui sono curiosa ed entusiasta, mi sto facendo molte domande su come sia cambiato tutto.

Probabilmente mi prenderò altro spazio e altro tempo per buttar giú qualche riga meno di fretta, ora lascio solo qualche scatto di questi giorni che altrimenti potrebbero sembrare svaniti nel freddo biancore della neve. Ecco le mie stanze di vita quotidiana.


merenda e studio in controluce
eccomi in modalità critica selvaggia - molto casalinga -

meravigliosi colori che tengono compagnia



riserva di graffette colorate, per fermare fogli e pensieri

layla






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24 gen 2013

Smiling Clà - finalmente! -

Con circa un mese di anticipo sulla data del primo compleanno di questo blog, ecco una rivoluzione di colori e una nuova sfida. La rivoluzione è evidente, trovare i giusti colori non è mai semplice ma questi proprio somigliano a ciò che sono ora.

I colori sono ciò che cercherò in questa prima nuova sfida, la sfida con la città che più sembra distante da me ma in cui praticamente ogni giorno mi trovo a vivere le mie giornate...Milano.

In quest'anno i cambiamenti sono stati tanti, di certo ora sono più stanca dell'anno scorso ma anche molto più vicina all'idea che ho di me stessa e quindi di certo maggiormente predisposta a cercare il buono delle cose. La sfida è proprio questa: trovare del buono in Milano. Già l'anno scorso avevo fatto un tentativo di "sdrammatizzare" il mio rapporto pessimo con la città ("Milano:istruzioni per l'uso) ma quest'anno l'approccio è diverso - forse perché la sono io - : non solo sdrammatizzare ma soprattutto osservare il bello e vivere bene nello spazio in cui mi muovo.

Inauguro dunque una nuova sezione del blog "Clà • [lo]V[e]S • Milano" , impegnandomi a tenerla aggiornata e a sorridere a ciò che di bello andrò trovando e...cercando!

Ho altre novità in mente ma...un passo alla volta! Infondo il compleanno non è ancora arrivato, ed io sono magicamente in anticipo con le [auto] sorprese!
Intanto ecco un po' di foto della scorsa settimana, in cui ho iniziato a pensare e a guardare con occhi nuovi.


musica gitana in Corso Vittorio Emanuele

trovare il libro giusto, in formato taccuino, raddrizza anche la giornata più storta.

fuori piove e questa piantina sembra voler entrare dalla finestra. [evviva i colori!]


A presto,

• CLà •






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30 dic 2012

TAVOLA DELLE SUCCESSIONI ARMONICHE ABITUALI [ovvero come MODULARE dal 2012 al 2013]

  • L'anno, formalmente, inizia a gennaio e finisce a dicembre; si contrappone così al nuovo anno accademico che - da questo 2012 in Conservatorio - inizia a novembre e probabilmente non finisce mai.
  • L'anno (il 2012), formalmente, era iniziato a gennaio scorso; in realtà il 2012 aveva già cominciato ad imporre quella che sarebbe stata la sua "personalità" nel finire del 2011, con almeno tre mesi di anticipo sulla sua data d'inizio convenzionale. 
  • In un anno possono capitare diverse cose, che comunque andranno a costituire un ciclo. [tradotto: chiusa una porta, si apre un portone. Basta saper chiudere la porta con decisione ed aver un po' di pazienza.]
  • In un anno per forza di cose, la serenità non regnerà sempre sovrana (se pensi che tutte le sfighe siano capitate a te, pesa bene le parole e rifletti sul significato di "sfiga"): è comunque compito nostro cercare di liberarsi dei pesi inutili ed evitare di addossarsi le paranoie altrui. Aiutare gli altri non corrisponde a demolire se stessi.
  • In un anno può capitare di cambiare idea, anche spesso, anche non su cose piccole tipo il gusto preferito della pizza. Nel 2012 ho cambiato idea, con fatica, su grandi scelte. Il percorso per crescere e somigliarsi è lungo e richiede impegno, costanza e coerenza [e dura sicuramente più di un solo anno; non ha scadenze].
  • L'anno sembra lungo in alcuni periodi, mentre in altri pare sparire in un attimo: nessuna delle due sensazioni è totalmente veritiera. Ogni momento ha un suo perché, così come ogni dubbio ed anche ogni istante di serenità; bisogna imparare ad osservare ed assaporare.
  • L'anno ha delle scadenze, si va di fretta [anche troppo spesso]; alcune cose non andrebbero mai fatte di fretta. Il 2012 è stato tutta una corsa, iniziata prima del previsto a cui domani, in qualche modo si metterà un punto.

Cogliere l'occasione di alcune ricorrenze da calendario per fare il punto di cosa è andato e cosa no, per dare il giusto peso alle cose, serve e non è banale. Così come serve fantasticare su ciò che sarà il nuovo anno pronto ad iniziare (ora formalmente, ma in realtà anche questo 2013 è già cominciato da un po'!), sia sognando in grande, sia tenendo stretto il buono dell'anno passato per iniziare a disegnare su un bel foglio bianco con tutti i colori più belli.


SAME OLD BLUES
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10 nov 2012

una lunga bella giornata





Non so se si possa far partire un nuovo anno da qualsiasi giorno, ma mi piace pensare di sì.
Più di un anno è passato da un bel viaggio, che era servito a tirare un sospiro, a sciogliere tensioni e    - anche se allora ne ero inconsapevole - a prepararmi a molti mesi intensi.
Oggi a quel viaggio ho sorriso, vicino a me le persone con cui ho passeggiato per Venezia, persone con cui ripartirei anche domani. Attorno a noi sguardi curiosi, sorrisi, e chiacchiere.

mostra fotografica "VENICE" alla libreria BookBank Libri D'altri Tempi
chiacchiere alla mostra











L'autunno - che in certe folate d'aria così acute porta già il profumo d'inverno - oggi è sembrato sorridermi: le strade di Milano illuminate da un sole timido ma sempre presente, la paura e l'ansia combattute con abbracci stretti, la stanchezza cancellata dall'entusiasmo, un momento di condivisione in un posto accogliente e poetico, ancora stanchezza, questa volta cancellata dalla curiosità per un altro "primo giorno di scuola".. aprire un quaderno nuovo, riaccendere l'attenzione e assorbire nuovi stimoli per finire la giornata in bellezza. 


workshop lomography


Non è giusto scrivere solo quando si è tristi, anche se viene più spontaneo. Non è giusto dare peso solo al grigiore di momenti poco chiari. Di questo sono convinta.
Dunque, anche se è tardi, ho sonno e domani sarà l'ultimo sabato da qui a molto tempo in cui potrò godermi una bella dormita (che tanto lunga non sarà, vista l'ora!), sono qui a scrivere per ricordarmi [ricordarci?] che i giorni faticosi, lunghissimi, che lasciano senza energie non per forza sono "giornate no", ma possono anche essere giornate serene, giornate con un lieto fine. 

• E io alle favole ci credo! •



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10 feb 2012

un libro per incontrarsi.

Ci sono momenti in cui penso - forse addirittura sento, ma ora mi va di dare più importanza al pensiero, per avere maggiore sicurezza - che la cultura mi salverà. La cultura potrebbe salvare tutti da tutto questo. E da tutto il resto.

Penso di non essere ancora riuscita a scambiare i libri con gli ebooks perché non mi sento ancora pronta a rinunciare al profumo delle pagine, al rumore della carta; magari è proprio questo che mi porta ad avere una specie di attaccamento quasi morboso ai miei quaderni, alle biro, ai libri stessi - specialmente ad alcuni - .
Il percorso di avvicinamento al libro è di diversi tipi, è un vero e proprio incontro, a cui segue una conoscenza.
Forse proprio per questo penso che la cultura ci potrebbe salvare, perché è un confronto, presuppone una specie di scambio, come nei rapporti umani. 

Alcuni testi s'incontrano per un passaparola, a volte per caso, per curiosità: è in queste situazioni che trovo fondamentale il profumo del libro, il suo aspetto, i colori della copertina, magari anche lo spessore del volume. S'incontra il libro, si guarda, se ne sceglie uno tra scaffali interi magari solo per il colpo d'occhio - spesso così s'incontrano autori nuovi! - poi c'è una sorta di conoscenza che si spinge poco più in là della superficialità: un'occhiata al carattere tipografico, prima la copertina e poi l'interno, qualche secondo con il libro tra le mani e poi si sceglie: sì o no.
Un libro nuovo è un rischio, è mettersi in gioco: spesso può portare a un cambiamento di noi stessi, sicuramente farà pensare. Di certo anche il libro meno azzeccato porta a riflettere: perché ho perseverato nella lettura fino all'ultima parola dell'ultima pagina - che regolamente sembra sempre più lontana- , quando infondo ho capito da subito che non era il libro giusto? Oppure: perché abbandono la lettura? Non sono abbastanza costante, sono troppo fragile per arrivare alla fine di quello che è un "impegno" preso nei confronti di tutte queste parole in fila?

Altre volte invece, i libri s'incontrano per delle circostanze: vengono imposti. Sin da bambini incontriamo libri:  dalle favole, dalle scuole elementari, fino ad arrivare alle superiori e all'università. Spesso sono tomi che sembrano davvero enormi, inaffrontabili che però vanno letti e portati alla fine. E' un approccio più duro, apparentemente meno libero ma anche questo porta a una conoscenza di noi stessi, porta sicuramente a capire i nostri gusti, a volte anche a fare delle scelte. 

Comunque si incontrino, dovunque si leggano, i libri sono stimoli: colorano le città grige, fanno sognare cose irreali ma anche altre realizzabili, permettono di sentirsi meno a disagio, a volte fanno predere coscienza di strade nuove, più vicine al nostro modo di essere.
Ci sono momenti in cui penso che la cultura mi salverà, perché quando mi sento davvero fragile mi fa sentire un po' più forte. In questi momenti sorrido, lo faccio grazie a un libro. 
Riparto da dov'ero rimasta, riparto da me.
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