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05 mag 2013

Ho sorriso a Milano

Questa settimana ho avuto un incontro ravvicinato con Milano, sono andata contro al mio istinto che di solito mi fa scappare a gambe levate dalla città appena conclusi i miei impegni e giovedì pomeriggio, dopo una serie di lezioni non proprio tra le mie preferite - giusto per essere moderata - sono andata a visitare il Museo del Novecento.
Salendo le scale, si incontra subito lo spazio dedicato a Luciano Berio [vedi sito del Museo] che ovviamente mi ha tenuta impegnata per un po' di tempo, guardando video e perdendomi nelle mie curiosità.
Il Museo merita davvero una visita, sia per le opere - fino a settembre in mostra anche le stampe di Andy Warhol della collezione Bank of America Merrill Lynch - che per la struttura affascinante, che permette di affacciarsi su Piazza Duomo da una prospettiva diversa.
Mi è sembrato in un paio d'ore [per altro davvero volate via in un lampo] di essere in una città in cui avrei potuto trovare molti spunti; il mio astio per Milano s'è addormentato per un po' e sono uscita di lì con il sorriso.

A me, oltre alla soddisfazione per le opere che mi sono gustata con calma [ammetto che visitare musei da sola mi è sempre piaciuto], resta una lezione importante: quando ho una mezza idea di sfidare la stanchezza o i miei pre[?!]giudizi verso Milano, devo lasciarmi contagiare dalla mia stessa curiosità e fare un passo verso il bello di questa città.


Ecco alcuni scatti - da cellulare, purtroppo ero sprovvista di macchine fotografiche! - della mia visita!




Piazza Duomo vista dal piano superiore del museo




affacciata





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29 mar 2013

Parigi, primi ricordi a caldo.

Io non so tornare; o forse non so stare: stare a casa, stare lontana da casa, stare in Conservatorio, stare in mezzo alla gente, stare sola. Qualcuno di questi problemi, inevitabilmente, si verifica nella mia quotidianità.
Oggi, non so tornare [e quindi non so stare a casa].

Nei giorni scorsi mi sono concessa un viaggio, addirittura dire una vacanza, perché questo voleva essere: un momento di pausa da tutto -finalmente -. Da alcuni anni nella lista di città in cui passare qualche giorno era presente Parigi, ma per un motivo o per l'altro non ero mai riuscita ad andarci; questa è stata la mia prima volta nella città più romantica del mondo.
È curioso come io e gli stessi amici con cui più di un anno fa ho visitato Venezia, scegliamo sempre mete "da cartolina"!  Ammetto che tutto ciò che si dice tipicamente di Parigi, tutti quegli "oooh, vedrai com'è romantica!" avevano creato in me alcuni pregiudizi, temevo di rimanere delusa, ma la città mi ha stupita. Ho avuto la sensazione di camminare su strade percorse da un sacco di storia, da personalità di grande spessore, da menti sottili. Ho immaginato la meraviglia negli occhi di chi ammirava la Tour Eiffel appena completata nel 1889, lo stesso infondo di chi anche oggi la vede per la prima volta; ho fantasticato sulla vita dei parigini di oggi, chiedendomi come sarebbe la mia realtà se vivessi in una capitale europea così grande e affascinante; ho osservato con attenzione le opere del passato e quelle della contemporaneità, queste ultime custodite nello stravolgente Centre Pompidou.

Sono stati giorni belli, nonostante il freddo e il cielo quasi mai del tutto limpido. Ora è ancora troppo presto per mettere in ordine i ricordi, la mia mente ha bisogno di tempo - così come tutti gli scatti a pellicola che ho fatto e devo ancora sviluppare - ; per ora aggiugo qui qualche foto fatta con il cellulare, giusto per rivivere un po' dei momenti in cui il tempo sembra acquisire un'altra dimensione, prima di rimettermi a correre per recuperare il tempo "perso" - che poi perso proprio non è -.
 

                                                                                                                                                  Clà


in riva alla Senna



il menù "alla francese"! :)




Musée de l'Orangerie



al Louvre

Louvre


 
Louvre



dolcezze parigine: macaron


Tour Eiffel: lo stupore della sera


Centre Pompidou


Centre Pompidou

















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21 mar 2013

giornata mondiale della Poesia

Oggi è la giornata mondiale della Poesia.  [ unesco - gm della poesia ]

Non so dire da quanto tempo non scriva sul blog, nè tanto meno da quanto io non scriva una "poesia" - sicuramete molto di più - .
A volte è buona cosa non scrivere, altre volte il tempo mi inghiotte e non so ritaglirne un po' solo per me - e questo è un errore - .
Oggi è stata una giornata troppo piena, in cui avevo troppo sonno ed in cui ho vissuto troppi sbalzi d'umore. Non avevo in tasca i soldi per regalarmi un libro oggi, un libro di Poesia, ma mi è capitato di vivere momenti per me molto poetici.
Oggi c'era il sole e Milano, tra una lezione e l'altra, mi ha sorriso. Appena arrivata in città, ancora nei corridoi della metro, ho incontrato un gruppo di musicisti orientali intenti ad ascolare musica russa da uno smartphone, affascinati e determinati a riproporla; la loro espressione mi ha davvero rapita. 
La musica poi mi ha cullata in ogni pausa, sorprendendomi, facendomi innamorare e lasciandomi il giusto tempo per pensare e sognare. 





Benvenuta alla primavera e grazie a questa giornata, in cui ho capito che la musica va molto al di là delle sensazioni, ma anche della disciplina.



Per quanto riguarda la Poesia [nel senso "stretto" della parola], stasera mi farò cullare da Walt Whitman. [ Foglie d'erba - Whitman ]
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12 mar 2013

• Bologna, ti voglio bene! •

Bologna è autentica.
Ora profuma di ricordi, che sembrano fermi in un punto poco chiaro dello scorrere incessante del tempo. Bologna è lì, sapere che i suoi portici mi culleranno ogni volta che tornerò mi rende tranquilla. Tornare a casa ieri sera non è stato solo riabbracciare le persone con cui ho condiviso anni importanti, ma anche farmi riabbracciare dalla città.
Quando abitavo [quando abitavamo, dovrei dire, visto che chiacchierando ho capito che le sensazioni che provo sono comuni alle amiche con cui ho convissuto] si era creata una specie di "stato di grazia" per cui una serenità particolare regnava; di certo la città era complice di questo nostro modo di vivere e di sentirci. Anche per una come me, sempre su e giù tra una casa e l'altra, sempre di fretta cercando di incastrare mille impegni, Bologna rappresentava un'ancora, un luogo sicuro in cui poter sognare.
Non ho dimenticato niente: ricordo la prima sera in quella stanza che sembrava fredda e lontana da me, e l'ultima notte nella stanza a fianco, con un'immensa malinconia dentro; ricordo le prime lezioni, il percorso a piedi, lo stupore provato in Sala Borsa*, il percorso a piedi per tornare a casa d'inverno sotto i portici, mentre fuori piove; le serate con la chitarra, le osterie, il portapacchi della bici di un'amica con cui riuscivo a sognare in grande, le cene, le consuetudini casalinghe; i momenti di pessimismo e quelli di entusiasmo.
Bologna è tutto questo assieme ora, ed io mi emoziono per la fortuna che ho avuto, per le "coincidenze" che hanno reso quegli anni così densi, per come la città mi ha lasciata sognare, ed  sinsieme mi ha fatta crescere. Per tutto questo e per tutto ciò che non riesco a spiegare a parole, posso dire che a Bologna io voglio davvero un gran bene!




Ecco alcuni scatti di ieri, di questo temporaneo ritorno a casa - ebbene sì, solo cellulare ieri! -


Via Zamboni


Nelle vicinanze di Porta San Donato


Osteria 




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05 mar 2013

smilingclá, pronta per un nuovo viaggio!

Sono in macchina sul sedile del passeggero ad aspettare che qualcuno finisca le sue commissioni; piove. La testa mi esplode, devo bere un caffè e mi aspetta una giornata di studio disperatissimo.
No, non è il post delle lamentele. C'è qualcosa di bello: è marzo [finalmente!], nonostante gli stivali posso dire che sento che la primavera arriverà presto, e soprattutto so che prima della fine del mese prenderò l'aereo, dopo un sacco di tempo!
Quasi non ricordavo più cosa volesse dire fare una vacanza, o avere idea di farla: la ricerca dei giorni giusti, l'emozione della prenotazione via internet, la curiosità per una città nuova, un'amica da riabbracciare, la voglia di comprare l'amata lonely planete da riempire di post it e sottolineature! <3 data-blogger-escaped-br=""> È una giornata che potrebbe avere molti "contro" e in cui i pensieri si ammassano creando uno strato di ansia che tenderebbe per sua natura a coprire tutto, ma...oggi no. Oggi l'idea di muovermi pesa di più di tutti i ritardi e i cattivi pensieri.


• Clà •


PS ...qualcuno ha qualcosa da consigliarmi su...Parigi?
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24 gen 2013

Smiling Clà - finalmente! -

Con circa un mese di anticipo sulla data del primo compleanno di questo blog, ecco una rivoluzione di colori e una nuova sfida. La rivoluzione è evidente, trovare i giusti colori non è mai semplice ma questi proprio somigliano a ciò che sono ora.

I colori sono ciò che cercherò in questa prima nuova sfida, la sfida con la città che più sembra distante da me ma in cui praticamente ogni giorno mi trovo a vivere le mie giornate...Milano.

In quest'anno i cambiamenti sono stati tanti, di certo ora sono più stanca dell'anno scorso ma anche molto più vicina all'idea che ho di me stessa e quindi di certo maggiormente predisposta a cercare il buono delle cose. La sfida è proprio questa: trovare del buono in Milano. Già l'anno scorso avevo fatto un tentativo di "sdrammatizzare" il mio rapporto pessimo con la città ("Milano:istruzioni per l'uso) ma quest'anno l'approccio è diverso - forse perché la sono io - : non solo sdrammatizzare ma soprattutto osservare il bello e vivere bene nello spazio in cui mi muovo.

Inauguro dunque una nuova sezione del blog "Clà • [lo]V[e]S • Milano" , impegnandomi a tenerla aggiornata e a sorridere a ciò che di bello andrò trovando e...cercando!

Ho altre novità in mente ma...un passo alla volta! Infondo il compleanno non è ancora arrivato, ed io sono magicamente in anticipo con le [auto] sorprese!
Intanto ecco un po' di foto della scorsa settimana, in cui ho iniziato a pensare e a guardare con occhi nuovi.


musica gitana in Corso Vittorio Emanuele

trovare il libro giusto, in formato taccuino, raddrizza anche la giornata più storta.

fuori piove e questa piantina sembra voler entrare dalla finestra. [evviva i colori!]


A presto,

• CLà •






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14 mag 2012

milano: istruzioni per l'uso /4

La dura impresa del lunedì


Oggi Milano non voleva lasciarmi andare, le strade si sono inspiegabilmente avvolte in un gomitolo che nemmeno il gatto più astuto avrebbe potuto srotolare! E io ero lì in mezzo, brutto affare. 
E' stato un lungo lunedì: se alle 9.30 del mattino ti accorgi che la "Critica della ragion pura" non è sufficiente per chiarire alcuni concetti e  servirebbe la "Critica del giudizio" - che ovviamente è a casa - , allora sei nei guai. La mossa giusta in questi casi è chiudere i libri e dedicarsi ad altro. Beh, io non l'ho fatto e il mio lunedì mattina - iniziato con la drammatica scoperta di aver dimenticato il cappotto a casa ed essermi messa la maglietta al contrario, entrambe le cose poi brillantemente risolte grazie alle innumerevoli risorse presenti nella mia macchina -  è diventato pesante quanto la borsa di carta col fondo quasi spaccato dal peso dei nuovi libri per i prossimi esami, che saranno i ladri di tanto del mio tempo libero. Il tempo "libero" lo passo in auto mentre guido, ed anche questo non è un bell'affare, perché si pensa troppo. Sono rimasta intrappolata nel groviglio delle strade milanesi tornando verso casa, e quel tempo "libero" si è trasformato in una tortura piena di paranoie, che sembrava non finire mai. Quando nessuna delle canzoni dell'ipod - e dei cd - si adattano alla situazione allora vuol dire che questa è davvero estrema: o troppo bella, tanto da non aver bisogno di musica (cosa davvero rara!), oppure da crisi di nervi, per cui anche il minimo suono non può che peggiorare la situazione.
Da questo lunedì però ho imparato alcune cose: 
  • se prima delle 10 del mattino ho bisogno di più di un libro e un quaderno di appunti per chiarire un concetto, è giusto smettere di studiare
  • se si sbaglia strada allora è meglio perdersi del tutto e usare il tempo "libero" per trovare posti nuovi - e non rimanere incastrati in tangenziale!- 
  • se Radio Capital passa Pino Daniele quando riprovo ad accendere la radio credendo di essermi calmata, allora è un brutto presagio
  • una carbonara e un buon bicchiere di rosso risolvono molte cose

Consigli utili per sopravvivere al lunedì milanese - e forse non solo al lunedì! -
Buona notte!

Ah, dimenticavo: è fondamentale non guardare mai quanto poco tempo manchi al suono della sveglia, se non ci si vuole addormentare col broncio!

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23 mar 2012

milano: istruzioni per l'uso / 3


La dura impresa del lunedì


Oggi Milano non voleva lasciarmi andare, le strade si sono inspiegabilmente avvolte in un gomitolo che nemmeno il gatto più astuto avrebbe potuto srotolare! E io ero lì in mezzo, brutto affare. 
E' stato un lungo lunedì: se alle 9.30 del mattino ti accorgi che la "Critica della ragion pura" non è sufficiente per chiarire alcuni concetti e  servirebbe la "Critica del giudizio" - che ovviamente è a casa - , allora sei nei guai. La mossa giusta in questi casi è chiudere i libri e dedicarsi ad altro. Beh, io non l'ho fatto e il mio lunedì mattina - iniziato con la drammatica scoperta di aver dimenticato il cappotto a casa ed essermi messa la maglietta al contrario, entrambe le cose poi brillantemente risolte grazie alle innumerevoli risorse presenti nella mia macchina -  è diventato pesante quanto la borsa di carta col fondo quasi spaccato dal peso dei nuovi libri per i prossimi esami, che saranno i ladri di tanto del mio tempo libero. Il tempo "libero" lo passo in auto mentre guido, ed anche questo non è un bell'affare, perché si pensa troppo. Sono rimasta intrappolata nel groviglio delle strade milanesi tornando verso casa, e quel tempo "libero" si è trasformato in una tortura piena di paranoie, che sembrava non finire mai. Quando nessuna delle canzoni dell'ipod - e dei cd - si adattano alla situazione allora vuol dire che questa è davvero estrema: o troppo bella, tanto da non aver bisogno di musica (cosa davvero rara!), oppure da crisi di nervi, per cui anche il minimo suono non può che peggiorare la situazione.
Da questo lunedì però ho imparato alcune cose: 
  • se prima delle 10 del mattino ho bisogno di più di un libro e un quaderno di appunti per chiarire un concetto, è giusto smettere di studiare
  • se si sbaglia strada allora è meglio perdersi del tutto e usare il tempo "libero" per trovare posti nuovi - e non rimanere incastrati in tangenziale!- 
  • se Radio Capital passa Pino Daniele quando riprovo ad accendere la radio credendo di essermi calmata, allora è un brutto presagio
  • una carbonara e un buon bicchiere di rosso risolvono molte cose

Consigli utili per sopravvivere al lunedì milanese - e forse non solo al lunedì! -
Buona notte!

Ah, dimenticavo: è fondamentale non guardare mai quanto poco tempo manchi al suono della sveglia, se non ci si vuole addormentare col broncio!

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23 feb 2012

milano - istruzioni per l'uso / 1

Ho imparato che è dal grigio che nascono tutti i colori, quindi chissà quanti colori ha Milano! Colori che per ora non ho trovato..ma voglio cercarli, crearli a modo mio.. per rendere questa città un po' più vicina a me, visto che per un po' di tempo avremo rapporti molto stretti!




Buon proposito:

darsi ritmi regolari. Rendere una giornata produttiva fa sorridere quand'è sera. 

 
Controindicazioni
  • si rischia di farsi prendere dall'ansia del milanese tipico che si sveglia in anticipo e sa già d'essere in ritardo, quindi corre sulle scale mobili 
  • è possibile che le ore di sonno diminuiscano in maniera drastica
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20 feb 2012

milano: istruzioni per l'uso / 2





A Milano stamattina pioveva e i miei buoni propositi sembravano già svaniti: mi ero svegliata in ritardo, avevo trovato traffico, ero in coda da mezz'ora - e non si fa per dire! - all'ingresso del parcheggio. Alle nove e mezza del mattino il nervosismo era già sopra al livello di guardia, ma non avevo ancora intrapreso la mia attività di attenta osservatrice! 
I milanesi, mi riferisco a quelli in giacca e cravatta e soprattutto alle donne su tacco 12, sono sempre di corsa: la pioggia non può che renderli ancora più strani! Di fatti, appena uscita dalla metropolitana si notano subito le due tipologie di milanese: chi pensa di essere nel bel mezzo di un attacco alieno da cui riparsarsi con armi di ogni genere e tipo, e chi invece nega l'esistenza di quello strano fenomeno da noi comuni mortali chiamato pioggia.
Ecco allora che la prima metà delle persone che si appresta a salire le scale all'uscita della metro [ eh sì, i milanesi incravattati sono tutti davanti! Dietro di loro altri lavoratori e infondo gli studenti ancora addormentati, proprio come me ] aprono ombrelli di dimensioni epiche, magicamente ognuno riesce a non urtare il proprio vicino grazie a una precisione millimetrica, davvero da manuale! Così, nel giro di pochi secondi, miliardi di gocce si scontrano contro un manto di colore nero [i più trasgressivi azzardano un bel grigio scuro...] che di certo non aiuta a rallegrare l'inizio della settimana! 
Parte così la seconda metà: uomini e donne in carriera che non temono la pioggia. Camminano con passo deciso, il loro sguardo forse nemmeno nota il colore del cielo: testa leggermente chinata in avanti per l'uomo medio, lunga falcata, ventiquattrore in mano e giornali sotto braccio. Sembra che tutti parlino da soli ma in realtà sono già connessi, in attività, già in ufficio praticamente, grazie all'auricolare rigorosamente bluetooth.
La donna in carriera col suo tacco 12 può vincere ogni sfida, ma ovviamente non può permettersi di aprire un ombrello! Infatti è troppo impegnata a controllarsi il trucco [mi chiedo come sia possibile specchiarsi in superfici così piccole mentre si cammina!] e a fumare nervosamente sigarette sottili e lunghissime - proprio come la tipica donna in carriera! [se avete pensato che io invidi la corporatura tipica di questo esemplare di donna...sì,la invidio!] 
Si realizza così un miracolo della fisica, la milanese impermeabile: decolletè, calze velate con meno venti gradi, capelli perfettamente dritti e in ordine anche nel bel mezzo di una tormenta di pioggia e vento. Nulla può scomporla, forse anche la pioggia teme il suo sguardo di ghiaccio! Praticamente incredibile!

Ci sono cose che a noi ragazze di campagna non è dato sapere...

Osservare però tutto questo grigiore di corsa verso l'inizio di una nuova settimana, alla fine mi ha fatto fare un sorriso: un bambino ha indicato il mio piccolo ombrello a righe colorate con sguardo stupito ed io avrei voluto dirgli "Sì,porto con me la semplicità della primavera che sta arrivando!"

"Ho deciso, voglio iniziare la giornata con un sorriso sulle labbra" ...e no, non lascio perdere!

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