Visualizzazione post con etichetta cambiamenti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cambiamenti. Mostra tutti i post

26 set 2013

#worldszelda2013 - un gioco di scrittura creativa!


Ho deciso di partecipare a un gioco, un progetto di scrittura creativa che mi ha da subito entusiasmata, forse perché in questo periodo continuo a ripetere che "ho bisogno di qualcosa di nuovo". Camilla, del blog zeldawasawriter, ha avuto questa bella idea di regalarci ogni mercoledì un kit di spunti per raccontare una storia; qui potete trovare il kit #1worlds - kit materiali #1 .
Potete trovare le istruzioni per partecipare a questo link: http://zeldawasawriter.com/2013/09/worlds/
Ecco qui la mia breve storia, scritta di getto su un foglio bianco e solo successivamente ricopiata al computer [il fascino della carta è sempre favoloso!]




WOR(L)DS #1, mercoledì 25 settembre 2013

La nebbia affondava nella tazzina vuota del caffè appena preso.Il confine tra le cose e la luce s'era quasi perso nelle prime ore di quel nuovo autunno ancora sconosciuto.
Quei pochi minuti d'anticipo in stazione le sembravano sempre sospesi tra la notte e il giorno,tra il prima e il dopo,la fine e l'inizio.Di cosa,poi,chissà.
Infilò una mano nella borsa per cercare il biglietto (credendo per un attimo di averlo perso);alzò lo sguardo:il grande orologio all'ingresso della stazione era poco più indietro del suo,così,apparentemente senza una ragione precisa, si incamminò verso il binario a passo svelto.
Incrociò una nonna che teneva per mano una bambina;o forse era la bambina a tenere per mano la nonna.Esitò,perdendosi in quel ritaglio di passato che aveva il sapore del ricordo.
Era quasi tardi,salì le scale di corsa e prese il treno,portando con sé il gusto di una stagione appena nata.
Read More

05 lug 2013

il diploma

Crescendo, sognare è sempre più difficile.
Sei anni fa a quest'ora era il giorno dopo il diploma ed io mi sentivo leggera come una piuma: mi sembrava di avere il mondo in mano e le paure avevano un peso irrilevante se confrontato ai sogni che avevo segretamente cullato fino a quel momento e che erano finalmente pronti a esplodere.
Sembrava fossero destinati a realizzarsi, uno dopo l'altro, generandone sempre di nuovi, rigenerando me e le mie energie. Mi sentivo rinata, non più costretta in spazi non miei, con persone con cui non condividevo nulla. Credevo che la Musica avrebbe potuto rendermi felice, felice davvero.

Ma sognare è difficile. E la realtà scotta, fa male.
La Musica è meravigliosa, ma dura, severa, impeccabile. E' uno schiaffo sulla pelle nuda, è il tempo che scappa.
La Musica ti corrode dentro e la meraviglia si mischia alla fatica, tingendosi di colori che non possono essere descritti.

La realtà si avvicina, la vedo quasi chiaramente ed è diversa da tutti quei sogni in fila.
I desideri si sono sparpagliati, tenerli assieme è un compito arduo, quasi tanto quanto quello di adattarli alla vita adulta.

Sei anni fa mi ero appena diplomata ed ero convinta che sognare sarebbe stato più facile. Non sapevo, però, che sarei stata obbligata a crescere



                                                                                                                            • Clà •
Read More

27 giu 2013

- tra le righe -

A ...
Via T... 36
29010, Sarmato

"...siamo qualcosa che non resta,
frasi vuote nella testa,
e il cuore di simboli pieno..."

Cara ...
noi ci conosciamo, abito vicino a quella che tu hai chiamato casa, ma visto che ormai è passato tanto tempo dall'ultima volta in cui ci siamo incontrate cercherò di fare un po' il punto della situazione.

Sono alta poco (davvero poco)  più  di allora, i miei occhi sono ancora gli stessi; del mio viso i capelli sono sostanzialmente cambiati, ora li ho lunghi fino a metà schiena e sono così tanti da non riuscire mai ad asciugarli del tutto - in questo noi ci somigliamo, anche se io non t'ho mai vista coi capelli lunghi -.
Mi mangio ancora le unghie e sto perennemente cercando di smettere, anche in questo nulla è cambiato, così come nella posizione delle mie spalle, ancora lievemente storte.
Mi vesto in maniera molto diversa ora: porto le gonne che prima detestavo e a volte addirittura i tacchi, ma non ho smesso di preferire i vestiti piú semplici, quelli con cui ci si può sedere nell'erba senza problemi.
Ho avuto diverse passioni, ma solo una davvero stabile: è quella che mi porto dietro da sempre, così quando è stato il momento di scegliere (già,perchè in tutto questo tempo in cui non ci siamo viste, di scelte da fare ce ne sono state diverse) è bastato fare un respiro profondo per decidere da che parte andare. Tante persone mi hanno aiutata, alcune ti sono famigliari, altre invece non le conosci per niente; indipendentemente da questo diversi volti hanno avuto molto peso per me in questi dieci lunghi o brevi anni. Devo aver sviluppato anch'io la capacità di dare una mano a chi mi sta attorno, è una lezione che avevo ben chiara anche quando ci siamo salutate quella di tenere conto degli altri,  e così ho cercato di fare. Ho ricucito strappi, inghiottito rospi, smussato angoli e maturato molta pazienza (che agli occhi degli altri non risulta evidente ma so che tu ci avresti scommesso su questo mia virtù, ed avresti avuto ragione). Si direbbe che sono maturata, e forse è così, ma ho le stesse paure di quando tu mi conoscevi, solo di sfumature leggermente differenti. La consapevolezza di me, dei miei sogni e delle piccole cose della vita è migliorata ed ora a volte riesco a sorridermi.
Non ho fatto tutto da sola, ci sono alcune persone che vorrei presentarti, tenendole per mano una per una e raccontandoti come in ogni piccola realtà relazionale - di ogni tipo -  si siano compiuti molti passi, a volte nella stessa direzione, altre volte in direzioni opposte; in ogni caso le persone importanti mi sentirei ancora di tenerle per mano, perché se c'è una cosa che non ho ancora imparato a fare, nonostante a volte le apparenze dicano il contrario, è non credere nel lieto fine.
Proprio per questo infondo ora ho pensato di mettermi a scrivere.

Ora la smetto con tutta questa lunga introduzione, avrei molte cose da raccontarti ma ci sarebbe bisogno di tempo, molto tempo.
Ti ho scritto perché volevo svelarti un segreto: non ci si abitua mai ad esser soli.

So di potermi fidare, custodisci gelosamente tutto ciò che leggi tra le righe di questa strana lettera, sta tutto scritto lì, tra le righe, dopo un indirizzo che non esiste più.



Con amore,

                      C.











Read More

26 apr 2013

mare.

la tua pelle bianca,
le tue bracciate al largo.
lo stupore nei tuoi occhi 
quando giocavi con me a trovare
la conchiglia più bella.

l'inverno è scivolato via 
e tu con lui,
al mare vado poco
perché il vento che
muove le onde

sei tu.







di nuovo, buon compleanno.
Read More

22 apr 2013

Clà vs Lunedì

Io odio i lunedì, non c'è nulla da fare. 
Sto cercando di fare pace con questo giorno della settimana - tra l'altro, teoricamente dovrebbe  riuscirmi abbastanza semplice visto che è l'unico giorno in cui non vado a Milano - da una vita intera, ma ammetto di non aver ottenuto buoni risultati. L'ultima trovata per riappacificarmi col lunedì l'ho avuta ieri - ho giocato d'anticipo - cercando di creare per me un ambiente più accogliente in cui svegliarmi il mattino dopo. La scrivania era sommersa dai libri e da tempo non mi restava altra soluzione che studiare o usare il computer in cucina [il nuovo mac non aveva ancora avuto l'onore di essere appoggiato sulla scrivania!]; ieri ho così iniziato e -quasi- finito un'impresa davvero gigantesca: dare un ordine logico ai libri.
Ho deciso di dividere il tutto per tipologie e ovviamente all'interno di queste ho seguito l'ordine alfabetico per autore - la cosa più semplice,insomma!-. Sono soddisfatta del lavoro; stamattina appena sveglia ho fatto un bel sorriso ed ora sono seduta alla scrivania a lavorare.

a Layla piacciono i "nuovi" spazi


 

il macina caffè della mia bisnonna (sulla mensola più bassa, a destra) è vicino ad altri ricordi preziosi

anche le macchine fotografiche ora sono quasi tutte unite! :)



Il lunedì non mi dà tregua però, infatti ho scoperto di non avere in casa caffè, cosa che per una dipendente dalla caffeina come me è incredibile e gravissima!
Sto cercando di non farmi rovinare un buon inizio di giornata da questo disguido ma sarà difficile trovare la forza di togliermi il pigiama per andare a comprare una scorta di caffè che duri per almeno qualche mese!

A parte gli scherzi, oggi è una giornata di programmi importanti...incrocio le dita e spero che tutto funzioni al meglio!


                                                                                                                                     • Clà •

Read More

08 apr 2013

• morale della favola/2 •

Morale della favola: questo 2013 è proprio strano.
Non so ancora bene a cosa "serva" di preciso  questo blog [ancora?!]; oggi però mi serve per mettere i pensieri in fila.
Ho una lavagnetta in camera, con diversi pennarelli colorati, che avrebbe proprio questo compito di racchiudere/riordinare i pensieri, ma ora è occupata dalla lista delle cose da portare con me a Parigi che ancora non riesco a cancellare [ebbene sì, il mio lato romantico esiste ancora].
Queste vacanze di Pasqua mi vedono  più stanca di prima: una vacanza per chi non è abituato può essere traumatica! Appena tornata ho dovuto incastrare impegni e pensieri in poco tempo;  le mie amiche se ne vanno, ognuna verso la sua avventura, e le novità prendono il loro spazio. 
Tornare a Milano la scorsa settimana è stato stancante ma mi ha anche dato nuovi spunti; nonostante sia un periodo di crisi latente per tempi che non so gestire, a volte vengo travolta da un'energia nuova.
Ho preso parte ad un progetto legato al Conservatorio e ad altri ragazzi che come me mettono entusiasmo in ciò che fanno, cosa di cui sono entusiasta: l'idea deve crescere e prender meglio forma ma sono certa che ci darà soddisfazioni [spero infatti di fare il punto dei prossimi passi proprio scrivendo alcune righe!].

Microstagione - lavori in corso

Ieri sera ho finito di leggere il mio primo ebook. Avevo ceduto alla tentazione di provare ad essere una donna davvero tecnologica perché nei tempi in morti in metro l'ipad è sempre con me, quindi ho cercato di ottimizzare spazi e peso comprando online "Stoner" di John Edward Williams. Un romanzo stupefacente: una storia semplice, di una vita normale. Una storia di passione per lo studio, di silenzi e disagi in una famiglia, di cambiamenti, di una passione andata persa a causa del mondo attorno, una storia di abitudini e di abbracci mancati, e di una malattia. Una storia semplice in cui lo scrittore riesce a farci entrare, che diventa per questo una storia di cui non riusciamo a non sapere i prossimi istanti. Consigliatissimo, insomma.

Ora le domande sono: quale sarà il nuovo romanzo che mi terrà compagnia tra le altre "mille letture obbligate"? E, soprattutto, riuscirò ancora a scegliere la soluzione più pratica -ebook- senza cedere al romanticismo del profumo della carta?

Sono stretta però tra decisioni per me affatto semplici, riguardano come sempre la musica e la gestione del tempo, che da quando ho questi ritmi stretti tra Milano e casa, mi sembra scivolare via ad una velocità impressionante. Vedremo cosa mi porterà questa primavera!


                                                                                                                                        • Clà •

Read More

21 mar 2013

giornata mondiale della Poesia

Oggi è la giornata mondiale della Poesia.  [ unesco - gm della poesia ]

Non so dire da quanto tempo non scriva sul blog, nè tanto meno da quanto io non scriva una "poesia" - sicuramete molto di più - .
A volte è buona cosa non scrivere, altre volte il tempo mi inghiotte e non so ritaglirne un po' solo per me - e questo è un errore - .
Oggi è stata una giornata troppo piena, in cui avevo troppo sonno ed in cui ho vissuto troppi sbalzi d'umore. Non avevo in tasca i soldi per regalarmi un libro oggi, un libro di Poesia, ma mi è capitato di vivere momenti per me molto poetici.
Oggi c'era il sole e Milano, tra una lezione e l'altra, mi ha sorriso. Appena arrivata in città, ancora nei corridoi della metro, ho incontrato un gruppo di musicisti orientali intenti ad ascolare musica russa da uno smartphone, affascinati e determinati a riproporla; la loro espressione mi ha davvero rapita. 
La musica poi mi ha cullata in ogni pausa, sorprendendomi, facendomi innamorare e lasciandomi il giusto tempo per pensare e sognare. 





Benvenuta alla primavera e grazie a questa giornata, in cui ho capito che la musica va molto al di là delle sensazioni, ma anche della disciplina.



Per quanto riguarda la Poesia [nel senso "stretto" della parola], stasera mi farò cullare da Walt Whitman. [ Foglie d'erba - Whitman ]
Read More

12 mar 2013

• Bologna, ti voglio bene! •

Bologna è autentica.
Ora profuma di ricordi, che sembrano fermi in un punto poco chiaro dello scorrere incessante del tempo. Bologna è lì, sapere che i suoi portici mi culleranno ogni volta che tornerò mi rende tranquilla. Tornare a casa ieri sera non è stato solo riabbracciare le persone con cui ho condiviso anni importanti, ma anche farmi riabbracciare dalla città.
Quando abitavo [quando abitavamo, dovrei dire, visto che chiacchierando ho capito che le sensazioni che provo sono comuni alle amiche con cui ho convissuto] si era creata una specie di "stato di grazia" per cui una serenità particolare regnava; di certo la città era complice di questo nostro modo di vivere e di sentirci. Anche per una come me, sempre su e giù tra una casa e l'altra, sempre di fretta cercando di incastrare mille impegni, Bologna rappresentava un'ancora, un luogo sicuro in cui poter sognare.
Non ho dimenticato niente: ricordo la prima sera in quella stanza che sembrava fredda e lontana da me, e l'ultima notte nella stanza a fianco, con un'immensa malinconia dentro; ricordo le prime lezioni, il percorso a piedi, lo stupore provato in Sala Borsa*, il percorso a piedi per tornare a casa d'inverno sotto i portici, mentre fuori piove; le serate con la chitarra, le osterie, il portapacchi della bici di un'amica con cui riuscivo a sognare in grande, le cene, le consuetudini casalinghe; i momenti di pessimismo e quelli di entusiasmo.
Bologna è tutto questo assieme ora, ed io mi emoziono per la fortuna che ho avuto, per le "coincidenze" che hanno reso quegli anni così densi, per come la città mi ha lasciata sognare, ed  sinsieme mi ha fatta crescere. Per tutto questo e per tutto ciò che non riesco a spiegare a parole, posso dire che a Bologna io voglio davvero un gran bene!




Ecco alcuni scatti di ieri, di questo temporaneo ritorno a casa - ebbene sì, solo cellulare ieri! -


Via Zamboni


Nelle vicinanze di Porta San Donato


Osteria 




Read More

16 feb 2013

- appunti su sogni fuori tempo

Chissà che cosa cerca la gente, in questo suo continuo correre. Correre per me è contro natura, una violenza quotidiana che mi auto-infliggo senza volerlo, forzatamente.
L'altro ieri, tra una chiacchiera e l'altra al telefono, mi è stato chiesto di fantasticare su come vedrei un mio futuro indipendente (lasciando stare che l'indipendenza di questi tempi è un'impresa ardua, ai limiti dell'impossibile), e... TAATAAAAN: I MIEI SOGNI SONO FUORI TEMPO RISPETTO AL MONDO REALE! Sorpresa? Non troppo, ma devo dire che mi sono messa a riflettere e un po' d'ansia mi è venuta, complice anche l'ascolto dell'opera 34 di Schönberg* - dodecafonica ma bella, giuro bellissima, solo un po' angosciante -.
Il domandone è: come la mettiamo coi sogni? Già, perché se i sogni da bambina si sono abbandonati diciamo tra le elementari e le medie, con una consapevolezza della realtà figlia dei troppi telegiornali o peggio della tv pomeridiana, allora molti problemi sono già risolti: a quasi 25 anni sarete già laureati in economia e commercio o in giurisprudenza, pronti per qualche esame di Stato da sostenere, oppure già con un lavoro regolare e con orario fisso, trovato quasi subito dopo le superiori (giusto dopo un breve periodo di pausa per gustare il sapore della libertà post esame di maturità). Beate/i voi.
Io dopo la maturità quella sensazione di aver chiuso un capitolo l'ho avuta ed è stata più liberatoria che mai, me ne sono andata sbattendo la porta ed aprendo i libri che sognavo, così lontani dalla realtà che avevo vissuto e così vicini ai miei sogni di bambina. Sono seguiti tre anni fatti di tante cose, anche di sacrifici, anni che ho amato come si ama qualcosa che si incontra per la prima volta eppure si ha la sensazione di conoscere da sempre. Forse proprio per questo per me la laurea non è stata una liberazione ma una specie di trauma. Nel pieno di un disorientamento che non volevo ammettere ho fatto una scelta che s'avvicinava a qualcosa di razionale ed ho clamorosamente sbagliato. Sono caduta, mi sono rialzata ed ora ho ripreso le fila dei miei sogni: studio ciò che amo e le ore china sui libri pesano meno. Mi addormento spesso senza accorgermene, nel tentativo disperato di studiare quando sono troppo stanca, ma - come mi è stato fatto notare - magari in un futuro, quando avrò realizzato i miei sogni, sarà bello raccontare la fatica fatta per raggiungerli.
Dei miei sogni fuori tempo sono certa di non conoscere ancora tutto, ma alcune cose le so:
  • da bambina, anche se con un disegno poco dettagliato, avevo già chiaro in testa il mio progetto
  • questi sogni hanno bisogno di molta pazienza, che di certo non é la mia dote fondamentale, quindi posso dire che hanno bisogno di davvero tanto impegno
  • la razionalità ferisce i miei sogni, anzi, riapre ferite quasi guarite e ci versa dentro del sale
  • i miei sogni hanno un loro posto, che cresce nei miei pensieri e che necessiterá di molto lavoro e dell'aiuto di persone giuste per essere creato [ma confido anche nella buona riuscita di wuesto spazio concreto]
  • tutti i miei sogni, tutti quanti, anche quelli più "banali" hanno un legame con la materia che ho chiesto di studiare quando ancora non sapevo leggere

È bello pensare che istintivamente avevo già scelto a 5 anni e mezzo, è come se tutto fosse dentro di me, quindi sicuramente avrò le forze per capirlo e realizzarlo.


Sì, i miei sogni sono fuori tempo [non mi trovo bene nelle grandi città che corrono, non amo la confusione ma solo la buona compagnia, adoro "perdere tempo a tavola" e fare un sacco di altre cose "inutili"] ma forse ho capito che conviene assecondarli.



Read More

10 feb 2013

una notte e un giorno.

Ritagliamoci un giorno.
Io scelgo questa notte, per aspettare la neve con te.
Tu prenditi un giorno per me, fa il modo che sia domani.

Costruiamo un pupazzo con la neve che scende da solo dove tu sai: mettiamogli gli occhi a bottone, per il naso una carota, e la tua cuffia. Prendiamo un bastone, anzi una pala, e mettiamogliela in mano. E se le mani non le ha, immaginiamole! Costa così poco!
Lo senti il freddo sulle mani? Un po' di neve, non si sa come e perché, entra sempre dai guanti.
Ma non importa...giochiamo ancora un po', è bello sentirti ridere.

Sappiamo che è ora di rientrare, ma non riusciamo a dircelo... e tutte e due sappiamo perché.
Gustiamoci insieme il nostro pupazzo che sembra guardarci, col respiro appanniamo il vetro della finestra su cui vedo l'impronta della punta del tuo naso.
Sento il tuo profumo; e una giornata non basta.



Non basterebbe, ma sarebbe meravigliosa.



• CLà •



Read More

06 feb 2013

buon compleanno! giochiamo?


Sai cosa c'è? Io i compleanni, i miei compleanni, non li ho mai capiti bene. A volte l'idea mi piace, altre no; ma ad ogni modo, quando arrivo al giorno del mio compleanno generalmente faccio finta di niente. Anche questa volta, per questo compleanno, è successo così: avevo buoni propositi, idee sorridenti ma poi...boh

Stasera però, davanti a una buonissima birra, io e una delle mie più care amiche ci siamo scambiate i ragali di Natale ed è stata una serata in cui il significato della parola serenità è stato davvero chiaro.
Sono in ritardo, ma non importa, non mollo l'idea di farmi un regalo, di iniziare il gioco che avevo in mente per sorridere a questo primo anno del blog, che ha cambiato colori proprio come me, ha cambiato tono, proprio come i miei pensieri.

Il gioco che avevo in mente è un modo per cercare i colori anche nei periodi no: sceglierò un colore al mese e sul finire del mese stesso vedrò cosa è successo tra me e quel colore, quante e quali "cose" avrò trovato di quel determinato colore sul mio cammino?
Un mese, un colore. Quindi 11 mesi da qui alla fine dell'anno, dunque 11 colori. Riuscirò a trovare 11 "cose" ogni mese? Chissà, inizio pian piano, un passo per volta e come sempre i programmi possono cambiare in corso d'opera...come nei giochi dei bambini le regole si creano spontaneamente e vale un po' tutto!

Il colore per questo febbraio è l'arancio, quanti ne troverò?

Read More

30 gen 2013

di giornate grigie di nebbia e di pensieri

I "giorni della merla", che dovrebbero essere i più freddi dell'anno, sono iniziati ieri ed io che del freddo non ne posso più già da mesi (per me spesso anche ottobre è un mese freddo!) sono corsa ai ripari portando a casa un po' di primavera. 



 



Gli effetti positivi dei miei acquisti si sono fatti sentire già oggi, giornata di nebbia, sbalzi d'umore, pensieri confusi e cose da fare/scadenze da rispettare (con ovvie code obbligatorie in uffici vari). Tornata a casa mi sono concessa un thé caldo; devo dire che questa vita perennemente in ritardo mi mette non poca ansia. 
E' iniziato il conto alla rovescia al primo appello d'esame (che poi è in realtà un pre-appello non ufficiale, giusto per togliersi metà programma dall'ammasso di esami che mi toccheranno a giugno-luglio in conseguenza del fatto che tutti i corsi sono annuali), meno di un mese per un programma molto denso.
Ho deciso che Clelia sarà la mia compagna di studio, come si fa a non sorridere alla sua testolina di quel rosso aranciato?!
Piccole stramberie (o "banalità") quotidiane che mi aiuteranno a tirare le fila della confusione che ho in testa e ad uscire da questo lungo inverno.


• CLà •



Read More

28 gen 2013

parola di Charlie Brown! :)


Un weekend tra casa, colori, nuove idee, tipici sbalzi d'umore e semplicità.








E con i consigli dei Peanuts sono pronta per ripartire!




Sono armata di buoni propositi, sorriso e idee!
[Vorrei il sole, però...Graaazie!]




• CLà •
Read More

24 gen 2013

Smiling Clà - finalmente! -

Con circa un mese di anticipo sulla data del primo compleanno di questo blog, ecco una rivoluzione di colori e una nuova sfida. La rivoluzione è evidente, trovare i giusti colori non è mai semplice ma questi proprio somigliano a ciò che sono ora.

I colori sono ciò che cercherò in questa prima nuova sfida, la sfida con la città che più sembra distante da me ma in cui praticamente ogni giorno mi trovo a vivere le mie giornate...Milano.

In quest'anno i cambiamenti sono stati tanti, di certo ora sono più stanca dell'anno scorso ma anche molto più vicina all'idea che ho di me stessa e quindi di certo maggiormente predisposta a cercare il buono delle cose. La sfida è proprio questa: trovare del buono in Milano. Già l'anno scorso avevo fatto un tentativo di "sdrammatizzare" il mio rapporto pessimo con la città ("Milano:istruzioni per l'uso) ma quest'anno l'approccio è diverso - forse perché la sono io - : non solo sdrammatizzare ma soprattutto osservare il bello e vivere bene nello spazio in cui mi muovo.

Inauguro dunque una nuova sezione del blog "Clà • [lo]V[e]S • Milano" , impegnandomi a tenerla aggiornata e a sorridere a ciò che di bello andrò trovando e...cercando!

Ho altre novità in mente ma...un passo alla volta! Infondo il compleanno non è ancora arrivato, ed io sono magicamente in anticipo con le [auto] sorprese!
Intanto ecco un po' di foto della scorsa settimana, in cui ho iniziato a pensare e a guardare con occhi nuovi.


musica gitana in Corso Vittorio Emanuele

trovare il libro giusto, in formato taccuino, raddrizza anche la giornata più storta.

fuori piove e questa piantina sembra voler entrare dalla finestra. [evviva i colori!]


A presto,

• CLà •






Read More

15 gen 2013

Cuba. sogni e realtà

Tutti i miei sogni, in una maniera o nell'altra, somigliano a Cuba. 
A Cuba la gente è povera e, di fatto, non possiede nulla; ma tutti ti sorridono e la gente si[/ti] somiglia.
Io penso che vivrei così anche se fossi milionaria. E mi piacerebbe anche che tutti potessero permettersi di vivere la mia "normalità".
Read More

30 dic 2012

TAVOLA DELLE SUCCESSIONI ARMONICHE ABITUALI [ovvero come MODULARE dal 2012 al 2013]

  • L'anno, formalmente, inizia a gennaio e finisce a dicembre; si contrappone così al nuovo anno accademico che - da questo 2012 in Conservatorio - inizia a novembre e probabilmente non finisce mai.
  • L'anno (il 2012), formalmente, era iniziato a gennaio scorso; in realtà il 2012 aveva già cominciato ad imporre quella che sarebbe stata la sua "personalità" nel finire del 2011, con almeno tre mesi di anticipo sulla sua data d'inizio convenzionale. 
  • In un anno possono capitare diverse cose, che comunque andranno a costituire un ciclo. [tradotto: chiusa una porta, si apre un portone. Basta saper chiudere la porta con decisione ed aver un po' di pazienza.]
  • In un anno per forza di cose, la serenità non regnerà sempre sovrana (se pensi che tutte le sfighe siano capitate a te, pesa bene le parole e rifletti sul significato di "sfiga"): è comunque compito nostro cercare di liberarsi dei pesi inutili ed evitare di addossarsi le paranoie altrui. Aiutare gli altri non corrisponde a demolire se stessi.
  • In un anno può capitare di cambiare idea, anche spesso, anche non su cose piccole tipo il gusto preferito della pizza. Nel 2012 ho cambiato idea, con fatica, su grandi scelte. Il percorso per crescere e somigliarsi è lungo e richiede impegno, costanza e coerenza [e dura sicuramente più di un solo anno; non ha scadenze].
  • L'anno sembra lungo in alcuni periodi, mentre in altri pare sparire in un attimo: nessuna delle due sensazioni è totalmente veritiera. Ogni momento ha un suo perché, così come ogni dubbio ed anche ogni istante di serenità; bisogna imparare ad osservare ed assaporare.
  • L'anno ha delle scadenze, si va di fretta [anche troppo spesso]; alcune cose non andrebbero mai fatte di fretta. Il 2012 è stato tutta una corsa, iniziata prima del previsto a cui domani, in qualche modo si metterà un punto.

Cogliere l'occasione di alcune ricorrenze da calendario per fare il punto di cosa è andato e cosa no, per dare il giusto peso alle cose, serve e non è banale. Così come serve fantasticare su ciò che sarà il nuovo anno pronto ad iniziare (ora formalmente, ma in realtà anche questo 2013 è già cominciato da un po'!), sia sognando in grande, sia tenendo stretto il buono dell'anno passato per iniziare a disegnare su un bel foglio bianco con tutti i colori più belli.


SAME OLD BLUES
Read More

07 dic 2012

dicembre - natale - paura&delirio/stupore&sorrisi

La sfida natalizia di fare le cose con metodo [che poi per me è una sfida non solo natalizia ma generale].
Oggi è il 7 dicembre, è Sant'Ambrogio e mai mi sono sentita così grata a qualche santo: finalmente un venerdì senza sveglia alle 5.30! Avendo dormito ben tre ore in più del solito, mi sono lanciata nell'impresa di comprare i regali: bardata con mega sciarpa e cappotto sono salita in macchina, borsa corolata a tracolla e via pronta per andare a Piacenza con una lista di nomi in tasta e un'altra di idee per un solo nome.
Forse avrei dovuto capire che la giornata sarebbe stata strana già al mio risveglio, quando la prima cosa a cui ho pensato è stata: "che voglia di strutturalismo (musicale)!"... Ecco, non è da me svegliarmi con voglie del genere: di solito il primo pensiero è la colazione, al massimo il numero di strati da indossare per non avere freddo ma non di certo lo strutturalismo musicale. A volte mi è successo di svegliarmi con una canzone in testa, oppure con una strana volontà di iniziare bene la mattinata ascoltando qualcosa di tipicamente mozartiano, per rilassare i nervi - spesso già tesi, appena aperti gli occhi- , ma oggi no. Dopo la colazione questa voglia ha iniziato a fluttuare e mutare, passando da una cosa all'altra, senza senso preciso: Luigi Nono - Dave Matthews, Luciano Berio - Bach [solo pezzi per violoncello suonati da Yo-Yo Ma], James Taylor.
Sì, avrei dovuto capire che sarebbe stata una giornata strana.

Sono andata a Piacenza, decisa a non essere in Grinch quest'anno. Sto facendo del mio meglio per non odiare dicembre e devo dire che i risultati già un po' si vedono.
Oggi, invece di reagire al freddo polare solo chiedendomi perché ancora io non abbia deciso di trasferirmi a Cuba, sono entrata in un negozio e ho comprato una cuffia di un colore bello ma improponibile-inabbinabile-indescrivibile..che quindi già adoro. Un bel sorriso al nuovo acquisto e, perché no, anche a me col naso rosso.

Ovviamente non ho trovato tutti i regali e su alcuni ho ancora il vuoto in testa ma ho una cuffia nuova e quattro evidenziatori colorati pronti per essere usati. Già, perché dopo esser riuscita a mantenere la calma e il buon umore nel primo giro per regali natalizi, sono tornata a casa sotto la neve, ed ora sono pronta per iniziare a studiare (nonostante il sonno) mentre guardo il balcone imbiancarsi e - colpo di scena - sono quasi stupita come da bambina.

Che strano dicembre, quasi quasi mi piace.


Read More

23 nov 2012

morale della favola

[...] Capì così che non sarebbe stata pronta per la morte, la morte di qualcuno attorno a lei. 
Fino a quel momento aveva pensato di essere "vaccinata" per quell'esperienza, ma la possibilità concreta che tutto diventasse d'un tratto reale fu come uno schiaffo: di nuovo il cuore in gola, di nuovo il senso di inadeguatezza, di nuovo i pensieri tutti perfettamente allineati pronti a "fare ciò che serve" e insieme tutti aggrovigliati, l'odore freddo dell'ansia, il silenzio vuoto del momento prima di sapere.
Così non era stato, nulla era diventato reale. Si era trattato solo di "un brutto spavento" dato da una serie di condizioni e probabilmente da una preoccupazione eccessiva.
Nulla si era trasformato in ciò che lei aveva già conosciuto, o meglio in ciò che lei credeva di conoscere e a cui pensava di essere quasi immune; ma era tutto cambiato.
In un attimo l'ordine delle cose si era frammentato, per tornare solo apparentemente a ciò che in origine sembrava essere un equilibrio. Ora sapeva che non sarebbe stata pronta, nemmeno se fosse stato investito dalla fine del tempo qualcuno che, per forza di cose, per l'età, di tempo non ne aveva davanti molto.
Si sentiva stanca, aveva voglia di piangere ma non era in grado.
Quante cose erano cambiate, quante lo stavano facendo in quell'istante, quante altre ancora l'avrebbero fatto nello scorrere del tempo, degli anni?
Si sentì sola, vulnerabile come non si sentiva da molto ormai. E ne fu felice.
Non era successo nulla, andava tutto bene: era stato come guardarsi per forza allo specchio ed osservarsi senza vergogna.
Aveva ancora paura, sentiva ancora forte il freddo dell'abbandono. Capì che il suo cuore era ancora aperto, non era immune a nulla, era ancora in grado di provare ciò che di più profondo sottende l'animo umano. Si sentì adulta e bambina insieme, donna forse per la prima volta. Mise il pigiama e  s'infilò sotto le coperte, con il suo bagaglio di ricordi, con la gratitudine a chissà chi o cosa per quel sospiro di sollievo tirato poco prima, e con la consapevolezza di poter ancora amare.
Si ripromise, prima di spegnere la luce, di non vergognarsi delle sue sensazioni e di trovare le parole per descriverle, affinché non andassero mai persi dei momenti, si ripromise di non rimandare. [...]
Read More

10 nov 2012

una lunga bella giornata





Non so se si possa far partire un nuovo anno da qualsiasi giorno, ma mi piace pensare di sì.
Più di un anno è passato da un bel viaggio, che era servito a tirare un sospiro, a sciogliere tensioni e    - anche se allora ne ero inconsapevole - a prepararmi a molti mesi intensi.
Oggi a quel viaggio ho sorriso, vicino a me le persone con cui ho passeggiato per Venezia, persone con cui ripartirei anche domani. Attorno a noi sguardi curiosi, sorrisi, e chiacchiere.

mostra fotografica "VENICE" alla libreria BookBank Libri D'altri Tempi
chiacchiere alla mostra











L'autunno - che in certe folate d'aria così acute porta già il profumo d'inverno - oggi è sembrato sorridermi: le strade di Milano illuminate da un sole timido ma sempre presente, la paura e l'ansia combattute con abbracci stretti, la stanchezza cancellata dall'entusiasmo, un momento di condivisione in un posto accogliente e poetico, ancora stanchezza, questa volta cancellata dalla curiosità per un altro "primo giorno di scuola".. aprire un quaderno nuovo, riaccendere l'attenzione e assorbire nuovi stimoli per finire la giornata in bellezza. 


workshop lomography


Non è giusto scrivere solo quando si è tristi, anche se viene più spontaneo. Non è giusto dare peso solo al grigiore di momenti poco chiari. Di questo sono convinta.
Dunque, anche se è tardi, ho sonno e domani sarà l'ultimo sabato da qui a molto tempo in cui potrò godermi una bella dormita (che tanto lunga non sarà, vista l'ora!), sono qui a scrivere per ricordarmi [ricordarci?] che i giorni faticosi, lunghissimi, che lasciano senza energie non per forza sono "giornate no", ma possono anche essere giornate serene, giornate con un lieto fine. 

• E io alle favole ci credo! •



Read More

07 nov 2012

una lunga notte.





Strane sensazioni tutte insieme, che voglio annotare, per ricordare.

 




L'attesa per il conteggio dei voti
















la voglia di giocare, tornando indietro nel tempo, per colorare questa stagione grigia, per ricordare il sapore della cucina nella casa dell'infanzia. la voglia di concretezza e semplicità, di ricette scritte ancora a mano









Il sorriso, un po' impaurito ma molto profondo, di fronte a nuove pagine bianche da riempire. Sono passati dieci anni, mi immaginavo diversa forse... ma oggi penso che infondo sia bello ritrovarmi in me, riconoscere la stessa bambina di una volta, con gli stessi sogni...solo un po' più vicini...






Nel silenzio, nell'aria, c'è un profumo che conosco
Buona notte



Read More
Powered by Blogger.

© 2011 smiling CLà!, AllRightsReserved.

Designed by ScreenWritersArena