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12 mar 2013

• Bologna, ti voglio bene! •

Bologna è autentica.
Ora profuma di ricordi, che sembrano fermi in un punto poco chiaro dello scorrere incessante del tempo. Bologna è lì, sapere che i suoi portici mi culleranno ogni volta che tornerò mi rende tranquilla. Tornare a casa ieri sera non è stato solo riabbracciare le persone con cui ho condiviso anni importanti, ma anche farmi riabbracciare dalla città.
Quando abitavo [quando abitavamo, dovrei dire, visto che chiacchierando ho capito che le sensazioni che provo sono comuni alle amiche con cui ho convissuto] si era creata una specie di "stato di grazia" per cui una serenità particolare regnava; di certo la città era complice di questo nostro modo di vivere e di sentirci. Anche per una come me, sempre su e giù tra una casa e l'altra, sempre di fretta cercando di incastrare mille impegni, Bologna rappresentava un'ancora, un luogo sicuro in cui poter sognare.
Non ho dimenticato niente: ricordo la prima sera in quella stanza che sembrava fredda e lontana da me, e l'ultima notte nella stanza a fianco, con un'immensa malinconia dentro; ricordo le prime lezioni, il percorso a piedi, lo stupore provato in Sala Borsa*, il percorso a piedi per tornare a casa d'inverno sotto i portici, mentre fuori piove; le serate con la chitarra, le osterie, il portapacchi della bici di un'amica con cui riuscivo a sognare in grande, le cene, le consuetudini casalinghe; i momenti di pessimismo e quelli di entusiasmo.
Bologna è tutto questo assieme ora, ed io mi emoziono per la fortuna che ho avuto, per le "coincidenze" che hanno reso quegli anni così densi, per come la città mi ha lasciata sognare, ed  sinsieme mi ha fatta crescere. Per tutto questo e per tutto ciò che non riesco a spiegare a parole, posso dire che a Bologna io voglio davvero un gran bene!




Ecco alcuni scatti di ieri, di questo temporaneo ritorno a casa - ebbene sì, solo cellulare ieri! -


Via Zamboni


Nelle vicinanze di Porta San Donato


Osteria 




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14 mar 2012

Bologna.

Quando ti svegli a Bologna, lei ti sorride. Lo fa dal primo giorno, quando hai ancora paura d'esser lì sola, così tanta paura da non cogliere il suo sorriso. Allora lei ti abbraccia, ti stringe al petto come fa una madre e non ti lascia più. Da quel primo risveglio il suo profumo ti s'imprime addosso, per farti sentire sempre a casa.
 
Bologna diventa morbida, sinuosa come le curve delle volte di quei portici che ti proteggono ovunque tu vada. 
Le giornate scure a Bologna hanno angoli di luce particolare che sanno strapparti un sorriso tra le lacrime, perchè quando le guance sono bagnate dalla tristezza o dalla paura, quasi s'asciugano all'incontro con gli sguardi di chi gusta un bicchiere di vino rosso vicino a Piazza Maggiore. 
E' la gente di Bologna che costruisce quella grande casa, i bolognesi paiono nascosti tra i tanti studenti, ma quando si trovano sembra di conoscerli da una vita. 
La stanchezza a Bologna finisce nelle osterie, si scioglie nel vino, s'asciuga in piatti di pasta fumante. Bologna è la mamma dei sogni più sinceri, la culla dei pensieri notturni, il profumo di una primavera nuova.
 
Bologna non ti lascia, è il posto giusto per chi come me non sa mai dove vorrebbe essere e continua ad andare e venire. Bologna non ti lascia e quando provi tu a lasciarla, allora ti fa capire che eri a casa, nel posto giusto, perchè lei è lì, senza mai cambiare, e tu hai ancora addosso il suo profumo.





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