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01 nov 2013

"prendo e vado" [torno subito!]

Oh, è passato Halloween ed io non ero vestita da mostro o cose del genere...che peccato! (e che novità!)
 
Oh, oggi è venerdì ma è "festa" e quindi si pranza tutti insieme parlando dei fiori al cimitero...che gioia, che giubilo!

Devo ammettere che questo ponte non mi ha mai regalato grandissime gioie, se non un paio di anni fa, quando con alcuni cari amici ero andata a riscoprire Venezia - visitata anni prima in giorni di pioggia -. Di bello poi c'è stato anche che quel viaggio s'è trasformato - un anno dopo - in una mostra fotografica in una libreria di Piacenza che adoro, BookBank - libri d'altri tempi 
[qui sotto alcune foto dei preparativi e dell'inaugurazione]

la scelta delle foto



 



 






Beh, allora non lo sapevo, ma in futuro avrei fatto molta fatica a ritagliarmi del tempo per "prendere e andare". Non siamo bravi a "prendere e andare": quest'estate sono rimasta a casa, per un motivo o per l'altro non sono andata da nessuna parte, devo ammettere che tra i motivi il capofila era un gigante senso del dovere che poi non ha nemmeno dato grandi risultati. Tra Venezia e il nulla c'è stato Parigi, a marzo, viaggio stupendo ma breve, nel bel mezzo delle scadenze del Conservatorio che nei pensieri non mi avevano mai abbandonata.
Dalla prossima settimana ricomincerà tutto, avanti e indietro casa-Milano, giornate infinite di corsi uno dopo l'altro senza pausa, esami da preparare, consegne... rispetto all'anno scorso, ora so cosa mi aspetta e - per quanto sia felice delle scelte fatte - ho ben chiaro dell'enorme quantitativo di energie che dovrò tirar fuori (chissà come) per affrontare il nuovo anno accademico.

Beh, per tutti questi perché, oggi pomeriggio - nonostante tosse estrema e febbre in agguato - io e Matteo andremo a passare una serata serena e senza troppi pensieri in montagna, nella bella Val d'Aveto. Meno di 24 ore per prendere fiato, guardarsi attorno e mettere davanti a tutto - come priorità - la calma e la serenità delle piccole cose semplici.
Questo mi ripropongo per l'anno accademico in arrivo: mancar meno di rispetto a me stessa, ascoltare di più i miei bisogni ed essere più tollerante. Sarà un anno importante, in cui - non so come - dovrei capire cosa immaginare davvero  per il mio futuro. 

Per ora "prendo e vado", domani torno, per ripartire da me.

                                                                                                                             • Clà •                             
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01 ott 2013

autunno ai fornelli

Autunno vuol dire accendere forno e fornelli.
Ciao settembre, mi hai regalato bei momenti in cucina; ottobre, benvenuto!

__ dovrei forse dedicare parte di questo blog alla cucina?! __




tortino patate, peperoni e mozzarella filante, al profumo di rosmarino

pennette crema di zucca e pancetta


pisellini in umido, con cubetti di speck e passata di pomodoro
la classica crostata, per iniziare al meglio un nuovo progetto.


      


                                                                                                                                              • Clà •

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26 set 2013

#worldszelda2013 - un gioco di scrittura creativa!


Ho deciso di partecipare a un gioco, un progetto di scrittura creativa che mi ha da subito entusiasmata, forse perché in questo periodo continuo a ripetere che "ho bisogno di qualcosa di nuovo". Camilla, del blog zeldawasawriter, ha avuto questa bella idea di regalarci ogni mercoledì un kit di spunti per raccontare una storia; qui potete trovare il kit #1worlds - kit materiali #1 .
Potete trovare le istruzioni per partecipare a questo link: http://zeldawasawriter.com/2013/09/worlds/
Ecco qui la mia breve storia, scritta di getto su un foglio bianco e solo successivamente ricopiata al computer [il fascino della carta è sempre favoloso!]




WOR(L)DS #1, mercoledì 25 settembre 2013

La nebbia affondava nella tazzina vuota del caffè appena preso.Il confine tra le cose e la luce s'era quasi perso nelle prime ore di quel nuovo autunno ancora sconosciuto.
Quei pochi minuti d'anticipo in stazione le sembravano sempre sospesi tra la notte e il giorno,tra il prima e il dopo,la fine e l'inizio.Di cosa,poi,chissà.
Infilò una mano nella borsa per cercare il biglietto (credendo per un attimo di averlo perso);alzò lo sguardo:il grande orologio all'ingresso della stazione era poco più indietro del suo,così,apparentemente senza una ragione precisa, si incamminò verso il binario a passo svelto.
Incrociò una nonna che teneva per mano una bambina;o forse era la bambina a tenere per mano la nonna.Esitò,perdendosi in quel ritaglio di passato che aveva il sapore del ricordo.
Era quasi tardi,salì le scale di corsa e prese il treno,portando con sé il gusto di una stagione appena nata.
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20 set 2013

sì, sto parlando d'amore.

"L'amore non è bello, se non è litigarello" si dice. Beh, io questa frase non l'ho mai condivisa, così gli amori litigarelli dopo un po' mi hanno sempre stancata. 
Una mia carissima amica ogni tanto mi dice che dovrei imparare a portare un po' più pazienza in amore e che prima o poi dovrà farmi un corso; non mi opporrò, in tanti anni che ci conosciamo mi ha sempre insegnato un sacco di cose, dunque un corso mi farebbe solo bene!
A parte gli scherzi, le battute tra amiche, i messaggi su whats app, le relazioni andate male - direi semplicemente andate -, il mio rapporto con l'amore litigarello è cambiato e semplicemente ho lavorato affinché non ci fosse spazio per snervanti litigi su questioni banali; sono cresciuta un pochino (forse).

Ma c'è un amore, che dura da non so nemmeno quanto tempo, che definire litigarello è un eufemismo: noi ci scanniamo, litighiamo furiosamente; io verso fiumi di lacrime, scrivo paginate buttate poi nel cestino, mi si stringono le budella, mi rode il fegato; eppure non riesco a troncare, anzi, investo sempre di più. Così mi ritrovo a passare da momenti di incontenibile euforia a psicodrammi al limite del ricovero nel giro di pochi giorni - o poche ore, o minuti -.

Donne, se mi leggete, io sono fermamente contraria al ruolo di "crocerossina" nelle relazioni. Ma in questa lunga e controversa storia d'amore tra me e la Musica, mi pare che a lei sia tutto concesso.

           
                                                                                                                                                • CLà •

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23 nov 2012

morale della favola

[...] Capì così che non sarebbe stata pronta per la morte, la morte di qualcuno attorno a lei. 
Fino a quel momento aveva pensato di essere "vaccinata" per quell'esperienza, ma la possibilità concreta che tutto diventasse d'un tratto reale fu come uno schiaffo: di nuovo il cuore in gola, di nuovo il senso di inadeguatezza, di nuovo i pensieri tutti perfettamente allineati pronti a "fare ciò che serve" e insieme tutti aggrovigliati, l'odore freddo dell'ansia, il silenzio vuoto del momento prima di sapere.
Così non era stato, nulla era diventato reale. Si era trattato solo di "un brutto spavento" dato da una serie di condizioni e probabilmente da una preoccupazione eccessiva.
Nulla si era trasformato in ciò che lei aveva già conosciuto, o meglio in ciò che lei credeva di conoscere e a cui pensava di essere quasi immune; ma era tutto cambiato.
In un attimo l'ordine delle cose si era frammentato, per tornare solo apparentemente a ciò che in origine sembrava essere un equilibrio. Ora sapeva che non sarebbe stata pronta, nemmeno se fosse stato investito dalla fine del tempo qualcuno che, per forza di cose, per l'età, di tempo non ne aveva davanti molto.
Si sentiva stanca, aveva voglia di piangere ma non era in grado.
Quante cose erano cambiate, quante lo stavano facendo in quell'istante, quante altre ancora l'avrebbero fatto nello scorrere del tempo, degli anni?
Si sentì sola, vulnerabile come non si sentiva da molto ormai. E ne fu felice.
Non era successo nulla, andava tutto bene: era stato come guardarsi per forza allo specchio ed osservarsi senza vergogna.
Aveva ancora paura, sentiva ancora forte il freddo dell'abbandono. Capì che il suo cuore era ancora aperto, non era immune a nulla, era ancora in grado di provare ciò che di più profondo sottende l'animo umano. Si sentì adulta e bambina insieme, donna forse per la prima volta. Mise il pigiama e  s'infilò sotto le coperte, con il suo bagaglio di ricordi, con la gratitudine a chissà chi o cosa per quel sospiro di sollievo tirato poco prima, e con la consapevolezza di poter ancora amare.
Si ripromise, prima di spegnere la luce, di non vergognarsi delle sue sensazioni e di trovare le parole per descriverle, affinché non andassero mai persi dei momenti, si ripromise di non rimandare. [...]
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10 nov 2012

una lunga bella giornata





Non so se si possa far partire un nuovo anno da qualsiasi giorno, ma mi piace pensare di sì.
Più di un anno è passato da un bel viaggio, che era servito a tirare un sospiro, a sciogliere tensioni e    - anche se allora ne ero inconsapevole - a prepararmi a molti mesi intensi.
Oggi a quel viaggio ho sorriso, vicino a me le persone con cui ho passeggiato per Venezia, persone con cui ripartirei anche domani. Attorno a noi sguardi curiosi, sorrisi, e chiacchiere.

mostra fotografica "VENICE" alla libreria BookBank Libri D'altri Tempi
chiacchiere alla mostra











L'autunno - che in certe folate d'aria così acute porta già il profumo d'inverno - oggi è sembrato sorridermi: le strade di Milano illuminate da un sole timido ma sempre presente, la paura e l'ansia combattute con abbracci stretti, la stanchezza cancellata dall'entusiasmo, un momento di condivisione in un posto accogliente e poetico, ancora stanchezza, questa volta cancellata dalla curiosità per un altro "primo giorno di scuola".. aprire un quaderno nuovo, riaccendere l'attenzione e assorbire nuovi stimoli per finire la giornata in bellezza. 


workshop lomography


Non è giusto scrivere solo quando si è tristi, anche se viene più spontaneo. Non è giusto dare peso solo al grigiore di momenti poco chiari. Di questo sono convinta.
Dunque, anche se è tardi, ho sonno e domani sarà l'ultimo sabato da qui a molto tempo in cui potrò godermi una bella dormita (che tanto lunga non sarà, vista l'ora!), sono qui a scrivere per ricordarmi [ricordarci?] che i giorni faticosi, lunghissimi, che lasciano senza energie non per forza sono "giornate no", ma possono anche essere giornate serene, giornate con un lieto fine. 

• E io alle favole ci credo! •



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04 nov 2012

come se i [bi]sogni non bastassero mai

Sta per ricominciare tutto, ed io ho voglia di viaggio.
Sto programmando i nuovi ritmi - che saranno per forza di cose frenetici - mettendo tutto l'entusiasmo necessario, tutto quello che questa nuova esperienza così tanto attesa merita.
Ho nuove idee che stanno per nascere, le sento ma ancora non le vedo con chiarezza. Cerco continuamente nuovi stimoli, prendo nuovi impegni da incastrare tra i vari "doveri", che saranno comunque rivolti alla [ri]costruzione di questa nuova me, più vicina alla CLà che vorrei. Il tempo non mi basta e tutto deve ancora iniziare.
Il problema, oggi più chiaro che mai, è che non si è mai fermato niente. E prima ancora di iniziare, sono già stanca.
Ho bisogno di cercare l'autunno in una terra diversa, o di vedere la neve o sentire il freddo acuto, che tanto m'infastidisce ma insieme m'affascina, lontano da qui. Ho bisogno di un vento nuovo, per cercare di capire cosa mi manca. 
Serve una pausa dai soliti ritmi, dai soliti visi, dai "problemi" di tutti i giorni. Serve per regalare al tempo nuovo che mi aspetta un sorriso pieno, vivo, abbinato ad occhi curiosi, e non stanchi come quelli che ho adesso. Un viaggio per il corpo e per la mente, per gli occhi, per la curiosità e, perchè no, per il cuore.

Ora, con questo nuovo bisogno più chiaro, ho un sogno in più da aggiungere alla lista.


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10 set 2012

Settembre: fuori tempo/fuori dal tempo

Essere fuori tempo e fuori dal tempo è un bel disagio; ci sono diversi modi per accorgersene.

Si è fuori tempo quando non si riesce a dormire quando è ora, e quindi nemmeno a sentire la sveglia di mattina. 

Si è fuori dal tempo quando si ha un mal di collo che prende il via e va giù per tutta la schiena, e il calendario biologico conta solo 24 anni. 

Si è fuori tempo quando ci si sveglia verso le dieci di sera e si sente il bisogno di fare un salto alla coop per prendere gli ingredienti mancanti per la ricetta che si ha in mente. [Ovviamente si è fuori tempo anche quando si va alla coop in pieno giorno dimenticando che il burro si scioglie nel tragitto dalla coop a casa se ci si mettono in mezzo almeno cinque tappe da qualche altra parte]

Si è fuori dal tempo quando gli anni che si compiono sono meno di trenta e i capelli bianchi sono più del numero indicato sulle candeline.

Si è fuori tempo quando quotidianamente si legge un romanzo in cui il protagonista è Sostakovic per una mezzoretta che normalmente va dalle 2.30 alle 3 di notte e non si riesce ad andare avanti perché gli occhi si incrociano, a causa del fatto che - visto che si è fuori dal tempo - buona parte della giornata la si è passata a scrivere/leggere pagine e pagine che parlano di musica di qualche secolo fa.

Si è fuori tempo quando ogni settimana "è già lunedì" e poi "è già sabato".

Si è fuori dal tempo quando si sogna in disordine e poi si passano serate intere serate a cercare di dare un ordine a tutto quanto per poi capire che un ordine non c'è, perché come i bambini si sogna come capita.



Settembre è iniziato da un po', "è il mese del ripensamento sugli anni e sull'età" e in questo proprio non si smentisce mai. Per me l'anno nuovo, emotivamente, è sempre iniziato a settembre; chissà se quest'anno, visto che sono così fuori tempo e dal tempo sarà lo stesso. Io un po' lo spero, è stato un anno lungo dallo scorso settembre, quindi incrocio le dita per questo nuovo inizio, perché i ripensamenti portino qualcosa di buono; di idee e sogni ce ne sono, bisogna trovare la via giusta.

Benvenuto Settembre.
 
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