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07 ott 2013

sette ottobre - #worldszelda2013

Stavo per arrivare in ritardo alla scadenza del secondo kit di #worldszelda2013, così appena tornata da Milano mi sono messa a scrivere. 
Oggi è il sette ottobre, un sette ottobre più che mai autunnale; tra gli indizi del secondo kit c'era una scatolina di macarons Ladurée, che mi ha portata con la fantasia a Parigi: la città si è subito mischiata al ricordo che questa giornata inevitabilmente porta con sè, così le parole sono scivolate in fretta sulla carta:
Oggi è il sette ottobre. Ci sono stati ventuno sette ottobre, alcuni dei quali per forza di cose non li ricordo. Guardo la tua foto a Parigi, non avevi nemmeno trent'anni; la scorsa primavera a Parigi ti ho pensato, ho immaginato le tue speranze per il mondo, ho visto le tue mani ruvide, mani di un uomo semplice dalla mente profonda e dal cuore sincero. Mi hai insegnato il senso di vuoto e la malinconia, mi sono appoggiata alla tua voce per poter spiegare sogni e paure. Ma tu nemmeno lo sai. Osservo le stampe dei tuoi quadri e la tua foto, di fronte a un muro di libri: ci somigliamo infondo. Mi hai regalato la musica, la curiosità per il viaggio; così ogni sette ottobre affondo nella nebbia di questa pianura che ho sempre chiamato casa e intimamente penso che ci di certo saremmo piaciuti, forse per questo ancora – come sempre – mi manchi.
Augusto Daolio a Parigi, nel 1976. Foto tratta dal libro "Augusto con gli amici"


Questo esercizio di scrittura creativa sta di volta in volta scavando infondo alle mie emozioni, ed io non posso che esserne felice.

                                                                                                                                                 • Clà •

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22 mar 2013

la primavera, il weekend prima di un viaggio

Oggi sembra proprio primavera, non voglio credere alle previsioni del tempo per i prossimi giorni.
Sarà un weekend indaffarato, pieno di impegni incastrati e di incontri. 
Domenica notte partirò finalmente; devo dire che quasi non ricordavo l'insieme di sensazioni che precedono un viaggio! Adoro quest'entusiasmo, che quasi non mi fa pensare che domani dovrò andare ancora a Milano, la curiosità, le mille cose da fare, la lista di ciò che devo infilare in valigia, i rullini e il taccuino nuovo, la guida della città con i segni tra le pagine, il pensiero di quale libro portare con me.

Poco fa, prima di mettermi a scrivere qualche nota (combinando probabilmente un po' di pasticci), ho sfogliato le pagine di un libro che racconta di Augusto - persona di cui ho già parlato in un post Ciao, Grande Uomo - ed ho trovato qualche foto proprio di Parigi, una Parigi del 1976.











Buon weekend e buona primavera!

                                                                                                                                                                  • Clà •
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18 feb 2013

Ciao, Grande Uomo

Il lunedì non è iniziato bene, lo ammetto. 
Non vorrei mai trascinare questo malumore più del dovuto.

Ho affondato le mani tra i ricordi custoditi negli album di foto di famiglia, riascoltato vecchi pezzi, quelli che hanno accompagnato la mia infanzia. Una voce, in particolar modo, mi segue da quando ero piccola (anzi, da quando ancora me ne stavo beata nel pancione!), quella di Augusto Daolio. Oggi sarebbe il suo sessantaseiesimo compleanno; ricorre oggi anche il compleanno di Fabrizio De Andrè e di mio nonno, un nonno che non ho mai avuto la fortuna di conoscere.

La figura di Augusto non è stata celebrata come quella di altri artisti strappati via da qui troppo presto, ma nella sua barba secondo me cullava un'infinita dose di poesia.
Parole semplici, timbro spettacolare, riflessioni intelligenti e acute, amore per la Vita espresso in ogni modo, scrivendo, disegnando, cantando; un sorriso sincero fonte di ispirazione per i momenti bui.






Il modo migliore per avvicinarsi a lui sono proprio i suoi scritti e i suoi dipinti, per andare al di là della figura di "cantante dei Nomadi"; ecco la sua breve autobiografa:


"Sono nato il diciotto febbraio 1947 a Novellara di Reggio Emilia, nel cuore della notte mentre freddo e brina duellavano con rami secchi di pioppie tigli. 
Sono nato al caldo e mi hanno chiamato Augusto, come un nonno che non ho mai conosciuto. Il cognome Daolio mi è stato dato da un uomo semplice e a suo modo dolce e complice. 
Dall'età di sedici anni canto in un gruppo che si chiama Nomadi, scrivo canzoni e giro il mondo. 
C'è un altro mondo dentro di me che racconto con il disegno e la pittura, lo faccio da parecchi anni e alberi, rocce, cieli, lune, ombre e altro popolano questi miei racconti. Ho esposto in giro per l'Italia, ho illustrato dischi, libri, cartoline, manifesti. Non disegno per riempire un vuoto ma per vuotare un pieno che è dentro di me e preme. Una specie di confessione, prima ad uno spazio bianco, poi ad occhi che guarderanno. 
Ho lo studio a Novellara in via de Amicis, il numero credo sia il quarantaquattro, non ho il telefono ma montagne di libri e di oggetti. 
Le notti invernali nella bassa hanno ancora il profumo delle mele sull'armadio."

 

Potete scoprire altro su Augusto visitando il sito http://www.augustoperlavita.it
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