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13 set 2012

Mercy.

Non ricordo con precisione la prima volta in cui ho ascoltato Big Whiskey and the GrooGrux King, so che era stato un ascolto curioso ma insieme distratto, difficile direi. Ricordo che il primo pezzo e il secondo dovevano essere uniti e che m'ero detta "ma chi te l'ha fatto fare di dividere le tracce?!". 
Prima di quell'album per me Dave Matthews era un buon musicista con un'ottima band, di gusto raffinato e attento, di cui conoscevo pochi pezzi, di cui riconoscevo la qualità ma non fino infondo. Sarò stata immersa in qualcuno dei miei "periodi" in cui mi perdo in qualche genere o in qualche artista e non riesco a percepire qualcosa di nuovo. Quand'era uscito Big Whiskey and the GrooGrux King ho ascoltato qualche pezzo qua e là, e l'album dopo diversi mesi penso. Un primo ascolto non da pelle d'oca, un periodo "d'incubazione" e poi alcuni ascolti di fila, come piace a me: in macchina, di nuovo in macchina, a casa, a casa di notte, nell'ipod. Benvenuto all'album e benvenuta Dave Matthews Band, allora. Sono andata avanti pezzo per pezzo, per poi mischiarli tutti e rimetterli di nuovo in ordine; sono tornata indietro nel tempo di album in album, di live in live, anche qui per poi mischiare tutto ed arrivare a non poter più fare a meno di nulla. 
La Dave Matthews Band per me è una sensazione particolare, un amore di pelle di cui però non ci si rende conto subito; un amore che toglie il fiato, che fa piangere, con cui si gioisce, una bella libertà. Big Whiskey and the GrooGrux King è stato un sacco di cose, un sacco di momenti, ritagli di tempo e di pensieri, è stato tutto. Ora è un ammasso di ricordi e una fabbrica di idee e novità. 
Big Whiskey and the GrooGrux King è uscito nel 2009, a giugno penso, e dopo tanti ascolti attenti e anche meno "di pancia", potrei fare considerazioni dal punto di vista musicologico che tradotte in termini pratici si sintetizzerebbero dicendo "chapeau". Ma di musicologia proprio non mi va di parlare, non ci riesco; la musicologia non c'entra - o c'entra ben poco, perché il mio lato nerd non posso proprio dimenticarlo del tutto - con la curiosità che avevo [e ho!!!] per questo nuovo album Away From The World. Due giorni fa è uscito ed io avrei voluto averlo subito tra le grinfie ma sto aspettando un sms che m'avviserà dell'arrivo nel negozio di cd più vicino a casa, e infondo devo dire che l'attesa mi piace. So che coi potenti mezzi della tecnica potrei averlo nella versione digitale ma voglio aspettare. 
Così come ho aspettato stasera per avere un momento di calma e ascoltare Mercy, il singolo estratto. Per me il singolo, in genere, già dopo il primo ascolto dell'intero album, non è mai il pezzo preferito quindi le aspettative erano alte ma non troppo, un po' per scetticismo, un po' per non rimanere delusa. Volevo tenere le orecchie tese e il cervello attento, critico, per tutti i 4 minuti e 36 per farmi un'idea come si deve, per quanto possa venir fuori da un primo ascolto. 
Beh, Mercy mi ha fatta piangere. 
L'ho ascoltata tante volte, la sto ascoltando mentre scrivo e dal primo accordo in poi non ho più voluto nè potuto ascoltare con razionalità. Stasera me la godo così. La mia curiosità è più accesa di prima, il mio cuore più vivo e insieme anche più ferito forse, ma va bene così. Se un pezzo può far risvegliare sensazioni, paure, stupore, dubbi e brividi che erano sepolti a fondo, quasi dimenticati, allora ben venga l'ascolto "di pancia".
La giornata di oggi non poteva che concludersi così, con un nuovo capitolo aperto, tutto da scrivere, tutto da ascoltare.
 

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