30 dic 2012

TAVOLA DELLE SUCCESSIONI ARMONICHE ABITUALI [ovvero come MODULARE dal 2012 al 2013]

  • L'anno, formalmente, inizia a gennaio e finisce a dicembre; si contrappone così al nuovo anno accademico che - da questo 2012 in Conservatorio - inizia a novembre e probabilmente non finisce mai.
  • L'anno (il 2012), formalmente, era iniziato a gennaio scorso; in realtà il 2012 aveva già cominciato ad imporre quella che sarebbe stata la sua "personalità" nel finire del 2011, con almeno tre mesi di anticipo sulla sua data d'inizio convenzionale. 
  • In un anno possono capitare diverse cose, che comunque andranno a costituire un ciclo. [tradotto: chiusa una porta, si apre un portone. Basta saper chiudere la porta con decisione ed aver un po' di pazienza.]
  • In un anno per forza di cose, la serenità non regnerà sempre sovrana (se pensi che tutte le sfighe siano capitate a te, pesa bene le parole e rifletti sul significato di "sfiga"): è comunque compito nostro cercare di liberarsi dei pesi inutili ed evitare di addossarsi le paranoie altrui. Aiutare gli altri non corrisponde a demolire se stessi.
  • In un anno può capitare di cambiare idea, anche spesso, anche non su cose piccole tipo il gusto preferito della pizza. Nel 2012 ho cambiato idea, con fatica, su grandi scelte. Il percorso per crescere e somigliarsi è lungo e richiede impegno, costanza e coerenza [e dura sicuramente più di un solo anno; non ha scadenze].
  • L'anno sembra lungo in alcuni periodi, mentre in altri pare sparire in un attimo: nessuna delle due sensazioni è totalmente veritiera. Ogni momento ha un suo perché, così come ogni dubbio ed anche ogni istante di serenità; bisogna imparare ad osservare ed assaporare.
  • L'anno ha delle scadenze, si va di fretta [anche troppo spesso]; alcune cose non andrebbero mai fatte di fretta. Il 2012 è stato tutta una corsa, iniziata prima del previsto a cui domani, in qualche modo si metterà un punto.

Cogliere l'occasione di alcune ricorrenze da calendario per fare il punto di cosa è andato e cosa no, per dare il giusto peso alle cose, serve e non è banale. Così come serve fantasticare su ciò che sarà il nuovo anno pronto ad iniziare (ora formalmente, ma in realtà anche questo 2013 è già cominciato da un po'!), sia sognando in grande, sia tenendo stretto il buono dell'anno passato per iniziare a disegnare su un bel foglio bianco con tutti i colori più belli.


SAME OLD BLUES
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07 dic 2012

dicembre - natale - paura&delirio/stupore&sorrisi

La sfida natalizia di fare le cose con metodo [che poi per me è una sfida non solo natalizia ma generale].
Oggi è il 7 dicembre, è Sant'Ambrogio e mai mi sono sentita così grata a qualche santo: finalmente un venerdì senza sveglia alle 5.30! Avendo dormito ben tre ore in più del solito, mi sono lanciata nell'impresa di comprare i regali: bardata con mega sciarpa e cappotto sono salita in macchina, borsa corolata a tracolla e via pronta per andare a Piacenza con una lista di nomi in tasta e un'altra di idee per un solo nome.
Forse avrei dovuto capire che la giornata sarebbe stata strana già al mio risveglio, quando la prima cosa a cui ho pensato è stata: "che voglia di strutturalismo (musicale)!"... Ecco, non è da me svegliarmi con voglie del genere: di solito il primo pensiero è la colazione, al massimo il numero di strati da indossare per non avere freddo ma non di certo lo strutturalismo musicale. A volte mi è successo di svegliarmi con una canzone in testa, oppure con una strana volontà di iniziare bene la mattinata ascoltando qualcosa di tipicamente mozartiano, per rilassare i nervi - spesso già tesi, appena aperti gli occhi- , ma oggi no. Dopo la colazione questa voglia ha iniziato a fluttuare e mutare, passando da una cosa all'altra, senza senso preciso: Luigi Nono - Dave Matthews, Luciano Berio - Bach [solo pezzi per violoncello suonati da Yo-Yo Ma], James Taylor.
Sì, avrei dovuto capire che sarebbe stata una giornata strana.

Sono andata a Piacenza, decisa a non essere in Grinch quest'anno. Sto facendo del mio meglio per non odiare dicembre e devo dire che i risultati già un po' si vedono.
Oggi, invece di reagire al freddo polare solo chiedendomi perché ancora io non abbia deciso di trasferirmi a Cuba, sono entrata in un negozio e ho comprato una cuffia di un colore bello ma improponibile-inabbinabile-indescrivibile..che quindi già adoro. Un bel sorriso al nuovo acquisto e, perché no, anche a me col naso rosso.

Ovviamente non ho trovato tutti i regali e su alcuni ho ancora il vuoto in testa ma ho una cuffia nuova e quattro evidenziatori colorati pronti per essere usati. Già, perché dopo esser riuscita a mantenere la calma e il buon umore nel primo giro per regali natalizi, sono tornata a casa sotto la neve, ed ora sono pronta per iniziare a studiare (nonostante il sonno) mentre guardo il balcone imbiancarsi e - colpo di scena - sono quasi stupita come da bambina.

Che strano dicembre, quasi quasi mi piace.


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