27 lug 2012

Hoodoo Lady Blues

Il Blues è una condizione. 
Io non lo so se ci si nasce, col Blues, oppure se lo si incontra in qualche via scura nella strada. 
Non si può dire che sia una necessità, il Blues, perché spesso sarebbe bello non averlo addosso... è come una mano che ti stringe il polso, e più tu provi a camminare veloce per allontanarti da lui, più fai fatica perché sei costretto a trascinarlo con te. Il Blues ha il suo passo, ha il suo giro che a ogni turn around sembra infilare un dito dentro a una ferita aperta: non si può rimanere indifferenti. 
Dunque il Blues è una condizione per questo, una condizione quasi fisica, somiglia a quei rapporti malati pieni di litigate e magari anche qualche schiaffo da cui però non si riesce ad andarsene. Quando il Blues ti costringe ad andare al suo passo, il respiro cambia, non ci si può più difendere perché ha lui il comando. Non so se il Blues ce l'hai addosso da quando nasci, ma infondo penso di sì perché ha un sapore lontano che conosco da sempre. Il Blues è una condizione, che si studia ma non s'impara: o ce l'hai o no, ed è per questo che è così difficile da spiegare a chi non lo sente addosso.
Spesso questa condizione diventa una necessità, quando si ha bisogno di trovare un'espressione. Altre volte invece è solo un fantasma, da cui si tenta di scappare invano. 

E' una magia, una magia nera. [...]
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26 lug 2012

appunti in ritardo #2

Anche il mio mal di testa ha i ritmi sfasati: arriva prestissimo, quando c'è  ancora tutto da fare, e se ne va quando per fare qualcosa è giá tardi. Ora che ha iniziato ad andarsene sono a letto ma ho fame. Quella fame che già so non mi fará dormire ma io voglio resisterle, quindi non scendo nemmeno a prendere [o a cercare?chissá dov'è che l'ho lasciato...] il computer e mi metto a scrivere usando un'app del mio smartphone. Ma dove vivo?! Nella mia testa c'è un casino di cose irrisolte che credo risalgano ai primi ricordi -quindi agli anni '90- e io uso un'app per scrivere? Sono sempre fuori tempo. Avrò un tempo composto mentre tutti se ne vanno in 4/4? O magari tutti se ne vanno in 3/4, specialmente d'estate sulle balere! Sono fuori tempo perchè  dormo dopo cena e mi sveglio per le10.30 circa, così quand' è mezzanotte io sto come gli altri alle10 quindi quando vado a letto non dormo. Sono fuori tempo perchè  odio la mattina e il lunedì: la settimana dovrebbe iniziare martedì pomeriggio, ma non sarebbe più una settimana, o forse la sarebbe comunque e il martedì diventerebbe il nuovo lunedì[?]! Che disagio! Beh, oggi è mercoledì, anzi è giá giovedì; è  notte ma ho fame come se fosse mattina e voglia di fare come se fosse tardo pomeriggio. Domani [ma, come ho giá esclamato in un momento molto più sfasato di questo, oggi è già  domani!] sarò costretta ad iniziare presto la giornata, sfidando un'altra volta il mio bioritmo: che realtá disarmante. Vorrei tenere un diario più costante, ma costantemente dimentico di farlo; ci vorrei annotare i pensieri sfasati che forse troverebbero un loro posto, ma forse messi a posto mi farebbero più paura. Direi che è  ora di smetterla di scrivere. Mi annoto un'ultima cosa: se il mac è  lontano e le biro a portata di mano non vanno è comunque meglio rischiare di ruzzolare per le scale piuttosto d i delirare sul blog usando uno smartphone!

[Ad ogni modo, non sono del tutto convinta che siano i miei i ritmi sfasati...]

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24 lug 2012

ho dimenticato di annotare la felicità

Ho dimenticato di annotare la felicità.
Ho dimenticato di farlo due settimane fa, l'altra notte, oggi pomeriggio e chissà quante altre volte. Bisognerebbe avere un blocchetto pieno di fogliettini colorati da appiccicare in giro, nei posti dove passa la felicità, dove la creiamo, per ricordarci che un giorno, a un certo orario, in un certo posto siamo stati felici. Probabilmente alcuni dei posti che si riempirebbero di colori sarebbero gli stessi che mi hanno vista più triste, ma poco importa. La felicità per me stasera ha un buon profumo ed è una felicità autentica, è stata un momento, un attimo che fa piangere dall'emozione. 


Se avessi un blocchetto di fogli colorati inizierebbe con l'arancione, un arancione che sembra un po' rosso, come il vestito che mi ha riportata negli anni '50 anche quest'anno, regalandomi piccoli momenti felici.










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09 lug 2012

in vino [?] veritas

"In vino veritas". E in spritz? Grazie al cielo (o a chissà ché) esiste il caffè, quintali di caffé. Ed è col caffé che voglio inventarmi qualcosa, magari stanotte quando torno.
 

Il colore di stasera è l'arancione. L'arancione dello spritz, del mio smalto, dei miei pantaloni (che non si sa di che colore siano, stasera dico arancione domani magari dirò..corallo?!). Beh questo colore è quello delle risate e dei dieci minuti seri che portano a pensieri esistenziali che mi trascinerò dietro per tutta la sera.

Quest'ansia che sento adesso non sembra cattiva come al solito. Lo scrivo per ricordarlo.
Infondo è per questo che si scrive, no? Per ricordare.
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05 lug 2012

la buona notte

[...] Le accarezzò il viso e le disse che finché le fosse stata vicino non avrebbe dovuto preoccuparsi; quello che non le disse è che presto non ci sarebbe più stata nessuna buona notte e che non sarebbe più stato possibile dividere le ansie e cancellare le paure.

E così era stato. La buona notte era sempre il momento peggiore, perché una stanza buia può sembrare tanto stretta da soffocare, ma anche enorme e desolata, come il vuoto dentro.
Non c'era più niente da dire. C'era solo da fare, fare, fare.
Si viveva così, e si poteva anche dirsi soddisfatti - a rigor di logica - del lavoro compiuto, dopo così tanto tempo.

Ma la notte faceva ancora paura, e non c'era più nessuno a cui spiegarlo. [...]


http://youtu.be/sweetbabyjames
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02 lug 2012

Keep calm and... cammina scalza.

Siamo sempre di corsa. E' lunedì e sono così stanca che mi sembra d'essere sveglia ininterrottamente da giorni. Mentre camminavo, ovviamente a passo più che spedito, verso il centro città (luogo che non amo molto se non di notte o all'alba, forse perché proprio in quelle vesti lo vedo raramente) mi chiedevo per cosa sono sempre in ritardo. Ok, stamattina ero in ritardo rispetto all'orario di apertura di uno di quegli uffici che sembrano un'enorme contenitore di carta, spesso ingiallita, pronto a sommergerti ma...ieri ad esempio, per cos'ero in ritardo? Si è in ritardo su scadenze date da altri, su ritmi che più lontani dai miei non potrebbero essere. 
Si corre per incastrare impegni che somigliano molto a quel grigiore invernale, quegli impegni che servono a costruire il puzzle che dovrebbe raffigurare un paesaggio futuro quasi certo, per lo meno esaltante! 
Beh, a me correre non è mai piaciuto. Sono sempre stata una da camminata scalza nei prati, magari con pausa panino. Non mi ricordo il momento esatto in cui ho iniziato a correre così tanto e continuamente, o forse lo ricordo ma faccio finta di nulla. Ricordo però, questo è certo, che quando camminavo più lentamente mi guardavo in giro meglio e i sogni prendevano i loro spazi, le paranoie c'erano anche allora, dense e corpose ma più propositive diciamo...erano un po' un serbatoio di viaggi mentali e iniziative con la testa tra le nuvole.
E camminando pian piano di sorrisi ce ne sono stati, le salite sembravano addirittura meno ripide, i profumi più gustosi e le notti più leggere.
Correndo sono sempre in ritardo, lo sguardo è cupo e le occhiaie marcate non sovrastano un sorriso di soddisfazione per qualche obiettivo raggiunto ma solo troppa stanchezza e altrettanti dubbi. 

Correre, insomma, non fa proprio per me. Sono una da vinile più che da mp3, una da poche note giuste più che tante tutte in fila, una che mette la tovaglia in tavola e una foglia di basilico sulla pasta anche quando pranza da sola, una da ragù che deve bollire per ore, da marmellata senza “fruttapec”, una per cui le iniziative delle città sono favolose e stimolanti ma giusto per una toccata e fuga, perché la vita di paese è un'altra cosa. La notte per me deve durare ore e profumare di buono; la Pianura Padana per me è una spinta a sognare più forte e a guardare più in là, oltre la linea dell'orizzonte che sembra non finire mai; il mondo per me è un serbatoio di colori e curiosità, ma i difetti delle strade di casa non li cambierei con niente. 
Correre non fa proprio per me, tutto ciò che amo cammina al suo ritmo e cambia naturalmente. Devo smetterla di correre, togliermi le scarpe e ricominciare a sentire l'erba sotto i piedi scalzi. 


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