23 feb 2012

milano - istruzioni per l'uso / 1

Ho imparato che è dal grigio che nascono tutti i colori, quindi chissà quanti colori ha Milano! Colori che per ora non ho trovato..ma voglio cercarli, crearli a modo mio.. per rendere questa città un po' più vicina a me, visto che per un po' di tempo avremo rapporti molto stretti!




Buon proposito:

darsi ritmi regolari. Rendere una giornata produttiva fa sorridere quand'è sera. 

 
Controindicazioni
  • si rischia di farsi prendere dall'ansia del milanese tipico che si sveglia in anticipo e sa già d'essere in ritardo, quindi corre sulle scale mobili 
  • è possibile che le ore di sonno diminuiscano in maniera drastica
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21 feb 2012

PRIMAVERA?!

Voglio una casa con un muro verde, tra il verde mela e il verde acido (niente che faccia pensare al verde della lega,ovviamente!). Guardo quale parete colorare, sta arrivando la primavera: ieri l'ho portata in giro col mio ombrello a strisce, oggi è arrivata entrando dalla finestra e specchiandosi nel mio quaderno pieno di appunti. Voglio colorare una parete e cambiare la disposizione dei mobili, questa primavera, per rendere la casa in cui vivo una casa più vicina a me, pronta ad accogliere gente. Ho deciso che disegnerò tutto io, che mi occuperò di ogni minima scelta. L'unica cosa certa ora è che appenderò a una grande parete due foto che sapranno farmi sorridere ogni giorno.  E poi ci sarà un tavolo, un tavolo grande, sedie comode e magari diverse tra loro. La primavera porta con sè novità, dall'inizio di questo 2012 di cambiamenti ce ne sono già stati tanti: ho scelto i più belli e ora voglio fare il modo, un passo per volta, di far sì che tutto il resto somigli a questa nuova realtà.


- Sì, è un momento di iper ottimismo... e allora?! -
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20 feb 2012

milano: istruzioni per l'uso / 2





A Milano stamattina pioveva e i miei buoni propositi sembravano già svaniti: mi ero svegliata in ritardo, avevo trovato traffico, ero in coda da mezz'ora - e non si fa per dire! - all'ingresso del parcheggio. Alle nove e mezza del mattino il nervosismo era già sopra al livello di guardia, ma non avevo ancora intrapreso la mia attività di attenta osservatrice! 
I milanesi, mi riferisco a quelli in giacca e cravatta e soprattutto alle donne su tacco 12, sono sempre di corsa: la pioggia non può che renderli ancora più strani! Di fatti, appena uscita dalla metropolitana si notano subito le due tipologie di milanese: chi pensa di essere nel bel mezzo di un attacco alieno da cui riparsarsi con armi di ogni genere e tipo, e chi invece nega l'esistenza di quello strano fenomeno da noi comuni mortali chiamato pioggia.
Ecco allora che la prima metà delle persone che si appresta a salire le scale all'uscita della metro [ eh sì, i milanesi incravattati sono tutti davanti! Dietro di loro altri lavoratori e infondo gli studenti ancora addormentati, proprio come me ] aprono ombrelli di dimensioni epiche, magicamente ognuno riesce a non urtare il proprio vicino grazie a una precisione millimetrica, davvero da manuale! Così, nel giro di pochi secondi, miliardi di gocce si scontrano contro un manto di colore nero [i più trasgressivi azzardano un bel grigio scuro...] che di certo non aiuta a rallegrare l'inizio della settimana! 
Parte così la seconda metà: uomini e donne in carriera che non temono la pioggia. Camminano con passo deciso, il loro sguardo forse nemmeno nota il colore del cielo: testa leggermente chinata in avanti per l'uomo medio, lunga falcata, ventiquattrore in mano e giornali sotto braccio. Sembra che tutti parlino da soli ma in realtà sono già connessi, in attività, già in ufficio praticamente, grazie all'auricolare rigorosamente bluetooth.
La donna in carriera col suo tacco 12 può vincere ogni sfida, ma ovviamente non può permettersi di aprire un ombrello! Infatti è troppo impegnata a controllarsi il trucco [mi chiedo come sia possibile specchiarsi in superfici così piccole mentre si cammina!] e a fumare nervosamente sigarette sottili e lunghissime - proprio come la tipica donna in carriera! [se avete pensato che io invidi la corporatura tipica di questo esemplare di donna...sì,la invidio!] 
Si realizza così un miracolo della fisica, la milanese impermeabile: decolletè, calze velate con meno venti gradi, capelli perfettamente dritti e in ordine anche nel bel mezzo di una tormenta di pioggia e vento. Nulla può scomporla, forse anche la pioggia teme il suo sguardo di ghiaccio! Praticamente incredibile!

Ci sono cose che a noi ragazze di campagna non è dato sapere...

Osservare però tutto questo grigiore di corsa verso l'inizio di una nuova settimana, alla fine mi ha fatto fare un sorriso: un bambino ha indicato il mio piccolo ombrello a righe colorate con sguardo stupito ed io avrei voluto dirgli "Sì,porto con me la semplicità della primavera che sta arrivando!"

"Ho deciso, voglio iniziare la giornata con un sorriso sulle labbra" ...e no, non lascio perdere!

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10 feb 2012

un libro per incontrarsi.

Ci sono momenti in cui penso - forse addirittura sento, ma ora mi va di dare più importanza al pensiero, per avere maggiore sicurezza - che la cultura mi salverà. La cultura potrebbe salvare tutti da tutto questo. E da tutto il resto.

Penso di non essere ancora riuscita a scambiare i libri con gli ebooks perché non mi sento ancora pronta a rinunciare al profumo delle pagine, al rumore della carta; magari è proprio questo che mi porta ad avere una specie di attaccamento quasi morboso ai miei quaderni, alle biro, ai libri stessi - specialmente ad alcuni - .
Il percorso di avvicinamento al libro è di diversi tipi, è un vero e proprio incontro, a cui segue una conoscenza.
Forse proprio per questo penso che la cultura ci potrebbe salvare, perché è un confronto, presuppone una specie di scambio, come nei rapporti umani. 

Alcuni testi s'incontrano per un passaparola, a volte per caso, per curiosità: è in queste situazioni che trovo fondamentale il profumo del libro, il suo aspetto, i colori della copertina, magari anche lo spessore del volume. S'incontra il libro, si guarda, se ne sceglie uno tra scaffali interi magari solo per il colpo d'occhio - spesso così s'incontrano autori nuovi! - poi c'è una sorta di conoscenza che si spinge poco più in là della superficialità: un'occhiata al carattere tipografico, prima la copertina e poi l'interno, qualche secondo con il libro tra le mani e poi si sceglie: sì o no.
Un libro nuovo è un rischio, è mettersi in gioco: spesso può portare a un cambiamento di noi stessi, sicuramente farà pensare. Di certo anche il libro meno azzeccato porta a riflettere: perché ho perseverato nella lettura fino all'ultima parola dell'ultima pagina - che regolamente sembra sempre più lontana- , quando infondo ho capito da subito che non era il libro giusto? Oppure: perché abbandono la lettura? Non sono abbastanza costante, sono troppo fragile per arrivare alla fine di quello che è un "impegno" preso nei confronti di tutte queste parole in fila?

Altre volte invece, i libri s'incontrano per delle circostanze: vengono imposti. Sin da bambini incontriamo libri:  dalle favole, dalle scuole elementari, fino ad arrivare alle superiori e all'università. Spesso sono tomi che sembrano davvero enormi, inaffrontabili che però vanno letti e portati alla fine. E' un approccio più duro, apparentemente meno libero ma anche questo porta a una conoscenza di noi stessi, porta sicuramente a capire i nostri gusti, a volte anche a fare delle scelte. 

Comunque si incontrino, dovunque si leggano, i libri sono stimoli: colorano le città grige, fanno sognare cose irreali ma anche altre realizzabili, permettono di sentirsi meno a disagio, a volte fanno predere coscienza di strade nuove, più vicine al nostro modo di essere.
Ci sono momenti in cui penso che la cultura mi salverà, perché quando mi sento davvero fragile mi fa sentire un po' più forte. In questi momenti sorrido, lo faccio grazie a un libro. 
Riparto da dov'ero rimasta, riparto da me.
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buona notte

[...] "Chiudi gli occhi, stanotte forse nevicherà ed tuoi sogni saranno belli e leggeri. io sono qui, vicino a te."

Chiuse gli occhi perchè non poteva far altro che fidarsi, il suo profumo rendeva la stanza un luogo tranquillo.

La mattina dopo si svegliò, la stanza non era più la stessa ma aveva ancora quel profumo;  quella buona notte così dolce, così rassicurante le era rimasta sulla pelle. La mattina dopo si svegliò ed era sola, aveva imparato da tempo a  cavarsela per conto proprio, ma ogni mattina era di nuovo quella mattina, la prima, da sola.

Anche quella sera spense la luce, aveva bisogno di un consiglio e sperava di trovarlo chiudendo gli occhi, nelle ore che la separavano da un nuovo mattino. Spense la luce con un po' di sospetto, con un po' di paura, ma quel profumo rendeva - ancora - tutto più tranquillo, il tempo non contava. [...]
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06 feb 2012

il fondo di una bottiglia di vino.





il fondo di una bottiglia di vino rivela sorrisi particolari.
il fondo di una bottiglia di vino è uno specchio meno cattivo - e più sincero - dello specchio in cui mi rivedo ogni giorno.
il fondo di una bottiglia di vino in una notte come questa è il respiro d'un'aria nuova, il blu d'una notte profonda e il sorriso ad un'avventura da scoprire.
il fondo d'una bottiglia di vino è ed è sempre stato l'inizio di una nuova me. 
nel fondo di una bottiglia di vino ci sono i ricordi lontani, i sorrisi persi, le amicizie d'infanzia - perse - , i sapori di casa, i ricordi d'una vita, che profumano ancora di presente. 
nel fondo di una bottiglia di vino c'è la notte che non fa più paura, il passato a cui sorridere; ci sono le questioni in sospeso a cui non serve una risposta,ma solo il tempo. 
il fondo di una bottiglia di vino è questa punteggiatura sbagliata, il mio diario nella borsa, la biro che non va, il libro appena iniziato e il libro da scrivere, da sempre nella mia mente.
il fondo di una bottiglia di vino è la morte e la rinascita,la paura e i sorrisi,la spontaneità e la saggezza.
il fondo di questa bottiglia di vino è un sorriso alla notte passata, semplice e sincera. in cui sembra - per un attimo - tutto più chiaro.



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05 feb 2012

[ modo indicativo, tempo presente ]


Voglio imparare a usare il tempo presente. Proprio io,che guardo sempre al passato.
Se ho aperto questo blog è per questo e per una serie di coincidenze, di incontri. Ma l'ho aperto anche per farmi compagnia nelle notti in bianco,per fare un sorriso alla mia storia disordinata.
Ancora bambina, testarda, ho scelto una scuola superiore che potesse darmi concretezza: ho sbagliato. Ho vissuto a Bologna per laurearmi al DAMS, in musica: una scelta azzeccata. Ora studio Comunicazione, sempre alla Facoltà di Lettere e Filosofia: una scelta ragionata - ma non troppo - che mi ha portata a fare su e giù dal mio paesino a Milano. Sto cercando i miei colori nella città più grigia che ci sia. Infondo è un po' come in un gioco, e a me piace giocare perché guardo il mondo con gli occhi di una bimba.
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